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Spesso capita di trovare colleghi triathleti a molte gare di nuoto, bici, corsa. Del resto fa parte dell'allenamento e partecipare a gare delle singol...

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Gli acidi grassi omega 3, unitamente agli omega 6, vengono definiti acidi grassi “essenziali”  perché l’organismo umano non è in grado di biosintetizz...

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“Il Triathlon è una disciplina che comprende in sequenza nuoto, bici  e corsa senza soluzione di continuità”. Questa affermazione è la più classica...

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Nuoto acque libere in Sardegna: un circuito da 22 prove

Circuito di nuoto su acque libere in SARDEGNA: 22 tappe in prestigiose località turistiche da giugno a settembre; Il prossimo 8 giugno 20...

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Campionati italiani Barberino, la foto gallery

I campionati italiani di triathlon medio, disputati a Barberino del Mugello domenica 5 maggio 2013. ...

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Il combinato… fondamentale nel Triathlon

“Il Triathlon è una disciplina che comprende in sequenza nuoto, bici  e corsa senza soluzione di continuità”. Questa affermazione è la pi...

Tecnica e materiali

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L’essenza dello sport di Biemme verso la stagione calda

  Non importa essere nuotatori, ciclisti, runners o triathleti, non importa se per allenamento o per gara; B-Emme, azienda vicentina...

Nuoto acque libere in Sardegna: un circuito da 22 prove

Circuito di nuoto su acque libere in SARDEGNA: 22 tappe in prestigiose località turistiche da giugno a settembre;

Il prossimo 8 giugno 2013 avrà inizio il circuito di nuoto in acque libere, suddiviso in 22 gare che terminerà il 21 settembre 2013; sarà una grande occasione per abbinare la vacanza con una nuotata indimenticabile in acque cristalline in località turistiche prestigiose.

Saranno rappresentate tutte le zone della Sardegna, si passa da località molto conosciute come Alghero, Villasimius  e  Olbia, ad altre zone meno ‘’affollate’’ ma di particolare bellezza naturalistica, come Masua nel Parco Geominerario nell’Iglesiente, la penisola del Sinis a Oristano e le splendide zone di Lotzorai ed Arbatax in Ogliastra;

Se avete già prenotato una vacanza in Sardegna, potete quindi verificare il calendario approfittando del circuito, oppure con un volo low cost, potete anche per un solo fine settimana, visitare questi splenditi luoghi con una spesa contenuta e magari, abbinare una nuotata in acque libere con una gara di Triathlon o Duathlon presente nel calendario Federale;

Si precisa che alcune di queste gare su acque libere sono riservate ai tesserati FIN, altre invece consentono la partecipazione anche ai tesserati Fitri o al massimo con tessera giornaliera altri enti,  in ogni caso occorrerà verificare con gli organizzatori della singola gara le condizioni di partecipazione, che si trovano sul sito www.nalsardegna.org ;

 


L’11 agosto 2013, Masua (Iglesias) ospiterà una tappa di Nuoto in acque libere, lo scorcio nelle foto è noto come Pan di Zucchero, e si trova nella zona Mineraria sud occidentale della Sardegna;

Trofeo Segrino e Pusiano, nuoto in acque libere

Spesso capita di trovare colleghi triathleti a molte gare di nuoto, bici, corsa. Del resto fa parte dell’allenamento e partecipare a gare delle singole discipline è una prova ottima per migliorare anche nella triplice.

 

 

Ecco perchè vi segnaliamo un paio di gare di nuoto in acque libere, distanza 1,5 km esatti per una gara di olimpico e adatte in particolare ai lombardi visto che si svolgono nei laghi in zona Erba (CO).

La prima si svolgerà sabato 22 giugno al Lago del Segrino, nei pressi di Canzo (CO). Totale 1,5 km.

La seconda prova sarà invece il 6 luglio, sempre di sabato presso il Lago di Pusiano. 

Scarica la locandina

Sito I Delfini 88 per iscrizioni e info – società organizzatrice

Gli Omega 3 nello Sport: quando i grassi diventano essenziali…

Gli acidi grassi omega 3, unitamente agli omega 6, vengono definiti acidi grassi “essenziali”  perché l’organismo umano non è in grado di biosintetizzarli. Il loro apporto dietetico diventa quindi fondamentale.

Gli acidi grassi essenziali hanno un ruolo fondamentale in diversi tessuti ed entrano nella costituzione delle membrane cellulari.

I principali acidi grassi del gruppo omega-3 sono:

  • L’acido α-linolenico
  • L’acido eicosapentaenoico (EPA)
  • L’acido docosaesaenoico (DHA)

La loro fonte alimentare principale è rappresentata dai pesci e da alcuni oli vegetali.

Mentre gli omega 6 risultano essere molto abbondanti nella dieta occidentale, soprattutto per l’elevato apporto di oli vegetali, snack, alimenti processati dall’industria (vedi prodotti da forno quali biscotti, merendine, snack salati), l’apporto dietetico di omega 3 è invece molto ridotto.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), il corretto rapporto tra queste due classi di acidi grassi essenziali dovrebbe essere circa di 5:1 (Ω 6: Ω 3). Al contrario, la stima del loro rapporto nei paesi occidentali risulta attestarsi anche su valori di 20-30:1. Questo sbilanciamento rappresenta un fattore di rischio per la salute della popolazione, si correla infatti ad un maggior rischio di molte malattie tra cui quelle cardiovascolari.

L’interesse della comunità scientifica nei confronti degli omega 3 nasce dagli studi condotti già negli anni settanta sulle popolazioni della Groenlandia, abituali consumatori di grandi quantità di lipidi provenienti da una dieta a base di pesce. Tali popolazioni mostravano una bassa incidenza di malattie coronariche evidenziando il possibile effetto benefico di 2 acidi grassi polinsaturi a lunga catena, l’EPA ed il DHA. Di questi due acidi grassi sono particolarmente ricchi i pesci, in particolare il pesce azzurro (acciughe, tonno, sardine, sgombro, ecc). Tra i vari effetti positivi per la salute di questi due acidi grassi, vi è la capacità di ridurre  il valore dei trigliceridi nel sangue, modulare i processi infiammatori e migliorare la risposta immunitaria.

Soprattutto grazie agli effetti antinfiammatori, gli acidi grassi omega 3 sono ormai da molti anni oggetto di interesse scientifico anche nel mondo dello sport.

In particolare, l’importanza nello sport degli omega 3 nasce da diversi fattori, tra i primi sicuramente va posto il fatto che questi acidi grassi modulano l’azione di molti ormoni prodotti nel nostro corpo. Gli acidi grassi essenziali sono coinvolti nella sintesi delle prostaglandine, le quali giocano un ruolo importante in numerose funzioni dell’organismo: sintesi di ormoni, immunità, regolazione vascolare, del dolore e dell’infiammazione.

Gli omega 3 sono precursori di prostaglandine che hanno proprietà salutari per l’organismo umano sia per il rischio di malattia che per la salute dell’atleta. In particolare gli effetti positivi sono: vasodilatazione, azione antinfiammatoria, modulazione della coagulazione del sangue, regolazione dei trigliceridi e del colesterolo.

Di seguito i principali effetti che possono giustificare l’integrazione della dieta dell’atleta con gli acidi grassi omega 3 (in particolare EPA e DHA):

 

Effetto antinfiammatorio

Gli atleti di discipline di endurance come i maratoneti, i ciclisti e gli Ironman si sottopongono ad allenamenti particolarmente stressanti, sia dal punto di vista mentale che fisico. Durante l’attività fisica, soprattutto quando intensa, il muscolo scheletrico produce grandi quantità di citochine pro-infiammatorie, in particolar modo l’interleuchina 6 (IL6) che può aumentare fino a 100 volte a seguito di un allenamento intenso. Questo quadro infiammatorio si caratterizza anche da una condizione di stress ossidativo con conseguente rischio di danno alle strutture cellulari.

Gli omega 3, grazie alla loro azione antinfiammatoria si sono dimostrati efficaci per la riduzione del DOMS (classico dolore muscolare ritardato post esercizio che chiunque abbia praticato sport conosce) la cui natura è legata principalmente ai microtraumi delle fibre muscolari e del tessuto connettivo che si vengono a determinare a seguito delle sedute di allenamento. Gli oli di pesce sono utilizzati come fonte di acidi grassi omega 3, in particolare, di acido eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA). Oltre all’effetto antinfiammatorio, sul DOMS sembra essere utile l’aumento del flusso di sangue ai distretti maggiormente sollecitati durante l’esercizio fisico che hanno dimostrato gli atleti supplementati con oli di pesce e che permette di avere a disposizione più nutrienti ed altre sostanze importati per la riparazione dei tessuti

 

Effetto sulla deformabilità dei globuli rossi

La deformabilità dei globuli rossi tende a diminuire con l’esercizio fisico con conseguente peggioramento della distribuzione di ossigeno soprattutto a livello micro circolatorio. Numerosi studi hanno dimostrato un miglioramento della deformabilità delle membrane cellulare dei globuli rossi a seguito dell’integrazione con omega 3. Tale miglioramento è deputabile all’incorporazione di questi acidi grassi nelle membrane cellulari dei globuli rossi.

 

Effetti sul metabolismo energetico

L’attività fisica di endurance “allena” l’organismo a migliorare l’utilizzazione di acidi grassi durante l’esercizio con conseguente risparmio di carboidrati (glicogeno muscolare ed epatico).

Questa caratteristica dell’attività fisica è ovviamente molto importante, per un atleta di fondo risparmiare glicogeno significa poter affrontare al meglio le ultime fasi di gara.

L’integrazione con omega 3 sembra migliorare questi adattamenti fisiologici, aumentando la quantità di acidi grassi ossidati durante (e dopo) l’esercizio e riducendo quella di carboidrati. Gli omega 3 sembrano agire stimolando l’espressione dei geni coinvolti nella regolazione dell’ossidazione degli acidi grassi. Ciò si traduce in una maggior quantità di enzimi coinvolti in questi processi.

 

Effetti sul sistema nervoso centrale

Gli omega 3 si sono dimostrati efficaci anche nel migliorare l’efficienza del sistema nervoso centrale, in particolare in ambito sportivo, sui tempi di reazione e sul tono dell’umore. Ridotti tempi di reazione sono particolarmente importanti in sport di squadra (come il calcio) ed in sport da combattimento (es. come il judo). Per quanto riguarda invece il tono dell’umore, numerosi studi hanno dimostrato effetti positivi dell’integrazione con omega 3 sull’ansia e la depressione.

 

Effetto sul sistema immunitario

Come noto l’attività fisica intensa può ridurre l’efficienza del sistema immunitario, in particolare si parla di “open the window” cioè di quel periodo post esercizio che può durare fino a 72 h, in cui l’atleta è  maggiormente a rischio di infezioni, soprattutto alle vie respiratorie superiori.

Gli omega 3 EPA e DHA, grazie al loro effetto antinfiammatorio, sembrano essere in grado di agire sulla risposta immunitaria, migliorando l’efficienza del sistema immunitario nella difesa dall’attacco dei patogeni.

Pur essendo necessari ulteriori studi, altri effetti favorevoli degli omega 3 sulla performance sportiva sembrano essere:

  1. Effetto sul sistema cardiorespiratorio
  2. Effetti sulla massa muscolare e sul miglioramento della composizione corporea
  3. Effetto (in particolare del DHA) sull’efficienza delle articolazioni.

 

Conclusioni

Sebbene numerosi studi abbiano dimostrato l’effetto positivo dell’integrazione con omega 3 sulla deformabilità dei globuli rossi, danno muscolare, metabolismo energetico, infiammazione, ad oggi sono necessari ulteriori approfondimenti per poter affermare che gli omega 3 possano migliorare la performance atletica.

In particolare altre investigazioni  sono necessarie per poter affermare quale possa essere il più corretto dosaggio, durata e timing di somministrazione.

Per ora, dalla letteratura scientifica internazionale, viene suggerito che un integrazione con 1-2 g al giorno di EPA e DHA in rapporto 2:1 possa essere efficace nella maggior parte degli atleti per migliorare la loro salute. La scelta dell’integratore dovrebbe sempre ricadere su prodotti sicuri sull’assenza di impurità, tossine, contaminanti ambientali.

In qualsiasi caso, sia per la performance che per la propria salute, l’atleta dovrebbe affidarsi a professionisti esperti che sappiano studiare un’alimentazione individualizzata, adeguata dal punto di vista quali-quantitativo e, se necessario, supportata con specifici integratori. Mangiare in modo sano, equilibrato, scientificamente valido, senza rinunciare al gusto (fattore non meno importante anche dal punto di vista sociale e dell’umore), è fondamentale per migliorare il proprio benessere, ridurre il rischio di malattia, infortuni e migliorare la prestazione sportiva.

 

 

 

Bibliografia

TD Mickleborough, Omega-3 Polyunsaturated Fatty Acids in Physical Performance Optimization, International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism July 2012

S.  J. Bhathena, Relationship between fatty acids and the endocrine and neuroendocrine system, Nutritional Neuroscience, February/April 2006; 9(1/2): 1–10

 

E. Noreen et al., Effects of supplemental fish oil on resting metabolic rate, body composition, and salivary cortisol in healthy adults, Journal of the International Society of Sports Nutrition 2010, 7:31

 

G. Fontani et al., Cognitive and physiological effects of omega 3 polynsatured fatty acid supplementation in healthy subjets, European journal Clinical Investigation, 35: 499 – 699, 2005a

 

Klaus Baum et. Al., Marine oil dietary supplementation reduces delayed onset muscle soreness after a 30 km run, Journal of Sports Medicine 2013:4 109–115

 

W. D. Mcardle, F. I. Katch, V.L. Katch, I Macronutrienti, Alimentazione nello Sport, Casa Editrice Ambrosiana, anno 2001, Cap. 1, pag. 22

 

E. Castellacci, C. Giammattei, I lipidi, Alimentazione & Sport, Dynamicon Edizioni, cap. 6 anno 2010

 

Il combinato… fondamentale nel Triathlon

“Il Triathlon è una disciplina che comprende in sequenza nuoto, bici  e corsa senza soluzione di continuità”.

Questa affermazione è la più classica che si possa leggere nell’introduzione di qualsiasi articolo scientifico, rivista di settore o semplicemente dizionario in cui venga definito il concetto della multidisciplina.

Nuoto, bici e corsa sono dunque le discipline interessate e quelle dove la preparazione di ogni atleta è principalmente rivolta.

Nuotare bene in vasca e cercare di limare quel secondo sui 100metri.

Pedalare forte con elevate medie orarie.

Correre i 1000 metri in pista a gran velocità.

Benissimo, tutto giusto e corretto, in fondo se non si lavora per migliorare che ci si allena a fare?

Quello però che in molti non riescono bene a comprendere è che il triathlon è una singola disciplina e non la somma di tre discipline.

Gli allenamenti di ogni singola disciplina quando finalizzati al triathlon sono differenti, sebbene con mezzi allenanti identici, rispetto a quelli rivolti verso la singola specialità e finalizzati alla singola gara.

Occorre quindi entrare in una nuova mentalità, quella del triatleta e in questa nuova dimensione di pensiero occorre comprendere bene che una parte fondamentale della gara  è rappresentata dal cambio di specialità all’interno della stessa gara.

Come arrivare pronti a queste due situazioni in gara: Passaggio nuoto-bici e bici-corsa?

Facile la risposta: allenandosi e ottimizzando il gesto tecnico che si realizzerà in gara.

Ecco che entra in gioco il combinato, allenamento esaltante per qualcuno e temuto da altri.

 

Foto Tiziano Ballabio @Triathlon Time

 

Vediamo di cosa si tratta, come varia a seconda della distanza in gara e come allenarlo.

 

L’allenamento combinato non è altro che una simulazione, un richiamo di ciò che avviene durante una gara di triathlon. Svolgere questa tipologia di allenamento ci permette di preparare il fisico e la mente alla gara, di capire come affrontare una frazione gestendo le energie per ricoprire al meglio possibile la frazione successiva. E’ un allenamento che ci permette di migliorare la gestualità nella zona cambio, capire come poter togliere qualche secondo o semplicemente ci permette di arrivare tranquilli e sicuri di saper fare ciò che al meglio va fatto in gara.

 

Sprint, olimpico, 70.3, Ironman… come varia l’allenamento combinato in base alle diverse distanze di gara?

Possiamo suddividere le gare in due gruppi: brevi distanze (sprint e olimpici) e lunghe distanze (70.3 ed Ironman). Per quanto riguarda le brevi distanze, grazie anche all’ingresso della disciplina (per quanto riguarda la distanza olimpica) nei Giochi Olimpici, si è generato un discreto interesse di ricercatori e professori verso questa tipologia di allenamento. Qui si è arrivati ad affermare che in questa tipologia di gara fondamentale è allenare ad alta intensità la prima parte delle frazione successiva la zona cambio (ad esempio correre forte i primi km di corsa dopo esser scesi dalla bici).

Nelle lunghe distanze invece, pochi sono gli studi incentrati al cambio di frazione in gara. Possiamo comunque affermare che poiché diverse sono le componenti metaboliche coinvolte in gara  l’ideale è allenare  la progressività nell’intensità del ritmo da tenere nella frazione seguente la zona cambio (ad esempio correre lentamente per poi andare in progressione di velocità una volta scesi dalla bici).

 

Foto Tiziano Ballabio @Triathlon Time

Come possiamo allenare il tutto?

Tenendo fede a quanto detto poco sopra, gli allenamenti dovranno essere suddivisi nelle due categorie sopracitate.

Distanze corte:

-          4/5 volte 3-400m in piscina + 5’ su spinbike

-          3/4 volte 10km bici + 1/2km corsa veloce

-          Minitriathlon: 2/3 volte 300m a nuoto+5km bici+2km corsa

Il tutto variando intensità, ripetizioni a seconda della fase di preparazione e del livello di allenamento dell’atleta.

 

Distanze lunghe:

-          2000nuoto + 30-/0km km in bici

-          Lungo in bici + 8/10km di corsa in progressione

-          30/40km in bici + lungo di 24-26km corsa

-          2/3 volte 30km bici+10kmcorsa (variando l’intensità tra le serie)

 

 

Questi alcuni esempi di come allenare e simulare le condizioni di gara nella triplice disciplina.

Di fondamentale importanza è per la somministrazione del carico e dello stimolo allenante.

L’allenamento combinato s svolto in maniera corretta necessità di un periodo di tempo, variabile da soggetto a soggetto, per essere recuperato.

Ecco quindi che si consiglia di dosare bene tale allenamento al fine di non sovraccaricare l’organismo inducendolo in uno stato di overtraining.

Per chi si avvicina alla triplice o e alle prime fasi della sua carriera sportiva si consiglia di effettuare tale allenamento con una distanza di almeno 10/14 giorni. Mano  a mano che si acquisisce maggiore confidenza con tale tipologia di allenamenti ed il fisico raggiunge una maturazione fisiologica si può pensare di aumentare la frequenza di tali allenamenti.

 

Disabilincorsa.com, per aiutare gli sportivi disabili

Qualche anno fa su un iniziativa di Michele Pavan è nato  il  sito Disabilincorsa.com.

Podista non vedente, prima milanese, e adesso trasferito nella provincia di Bergamo, si è scontrato con la dura realtà che la maggior parte dei disabili  incontrano.

 

Infatti c’è la carenza di guide “sportive” ossia persone, che nel nostro caso, siano disponibili ad indicarci il percorso, a porgerci un braccio, a farci evitare buche ed ostacoli.

Dal quel momento grazie alle sue conoscenze informatiche ha creato il sito www.disabilincorsa.com

 

Abbiamo incominciato a collaborare assieme, perché anche io sono podista e triatleta e riscontravo lo stesso problema di trovare compagni di allenamento

 

Così abbiamo cercato di raccogliere nel  sito accompagnatori e tecnici.

 

Abbiamo voluto creare con disabilincorsa uno spazio per chi vuole praticare sport e chi può dare una mano a farlo praticare.

 

Quindi abbiamo cercato negli anni di creare un archivio di tecnici e guide, chiedendo a chiunque fosse interessato di iscriversi e dare la propria disponibilità.

 

Alberto Ceriani

 

 

Nove Colli Ultra Triathlon: ci risiamo!

 

Perché seguo una strada  capace di regalarmi grosse emozioni ,  di farmi vivere sensazioni forti ed estreme facendomi  sentire vivo e che sta incidendo dentro di me  parole importanti e profonde.

Azioni, gesti, fatiche  capaci di regalarmi una filosofia di libertà che solo a respirarla  ripaga della sofferenza, in grado di non farmi sedere davanti a niente mantenendomi sempre assetato ed offrendomi costantemente l’acqua .

Ricordo ancora le fatiche, le sento dentro solo a pensarci, la sensazione distruttiva delle ginocchia che “grattano” nel piegarsi, la fatica immensa  nell’alzare le gambe, la difficoltà mentale per convincerle  a rimettersi in corsa abbandonando il passo camminato. Il sonno che ti si attacca addosso come uno strato di silicone  e ancora l’inesorabile lentezza del passar del  tempo  …minuti interminabili quando la stanchezza assume lo stato maiuscolo,  quando la difficoltà maggiore diventa incanalare la mente nella strada più lontana rispetto a quella della fatica sentita.

Sento ancora il dolore provocato dai continui crampi nella prova natatoria. Le dita dei piedi che diventano rigide provocando la contrazione delle falangi  sotto al mio sguardo  affaticato e dolorante.  L’arco plantare si  arcua provocando un dolore tale da far divenire  il classico crampo al polpaccio una carezza.

Ricordo …eppure sono ancora lì,  dentro a quella voragine emozionale , incapace …volontariamente incapace, di contrastare quella sensazione che mi esplode dentro .

Insistentemente educata , presente in ogni momento della giornata , capace di affiancare la tua normale vita  e farsi costantemente sentire .

Spinge forte , spinge costantemente  ….. Impossibile non ascoltarla, impossibile resistere.

Ancora con qualche segno in corpo e in mente dell’Adriatic Coast Run Extreme, ed intento nella preparazione della maratona del Lamone,  incrocio in un paio di podistiche locali il patron della NoveColli Running  Mario Castagnoli: “allora Andrea rifacciamo come l’anno scorso ?”. “No Mario, facciamo di più” mi scappa scherzosamente, spiegando l’idea apparsa in mente. Scherzosamente, ma forse no,  visto lo sviluppo immediato che essa  ebbe dentro di me .

Valutazioni ,  varie ipotesi di sfida,   ipotesi di organizzazione,  messa in atto. Le  distanze, i  tempi , gli  orari previsti,  la location ….. non sapevo ancora nulla  eppure mi sentivo già dentro  nonostante stessi preparando una maratona che mi dava solo la certezza di correre per X km  e nuotare per  circa 7 km alla settimana  e questo fino al 7 di aprile .

Un mese e una settimana di tempo , per “mettere su” un po’ di bici / nuoto  e poter affrontare l’eventuale sfida  con un minimo di preparazione .

Strano , forse strano , ma da qualunque lato la guardassi  questo fatto non arrivava alla mia mente come un problema pur conoscendo le difficoltà, sia di percorso che fisiche, alle quali sarei andato incontro.

La mente era pronta, la motivazione , l’obiettivo  presenti e allora anche quel poco tempo disponibile per la preparazione diveniva una sfida ,  la sfida nella sfida.

Rincontro Mario , confermo la mia voglia, chiedo la disponibilità per l’acqua , la disponibilità del comune di Cesenatico  ad ospitarmi  in piscina  o, meglio, in mare per qualche oretta  e comincio a costruirla  seriamente.

“salire sempre di un gradino” ….. “oltrepassare il limite precedente”  questo è quello che gira nella mia mente e che sento pulsare dentro. Cosa che mi ha portato, osservando  quanto fatto nel 2012 in occasione della Novecolli challenge,  ad aggiungere  qualche chilometro e togliere le pause.

Andare incontro all’assenza di sonno e a tutto ciò che ne comporta affrontando un percorso impegnativo come quello della NoveColli,   al massimo come richiede una competizione  , poco importa se con se stessi.

NoveColli Ultratriathlon , 25 km di nuoto , 2 Novecolli in bici, 1 NoveColli  a piedi , in soluzione di continuità  dando al fisico il minimo riposo possibile .

“ a vederla mette quasi paura “  diceva in una canzone Lucio Dalla  ma i punti di vista possono essere diversi.

Proiettarsi nell’evento , entrando dentro alla locandina , immaginarsi, vedersi , sentirsi .

Carpire  la fatica, la paura ,  la voglia di provare  è già un  emozione intensa.

 

La fatica fisica  non spaventa,  non deve farlo, è sempre un “male” risolvibile in breve tempo , molto più veloce e molto meno doloroso rispetto al negare a se stessi di inseguire una sensazione prodotta e cresciuta dalla propria mente, organo che continua ad affascinarmi  ed estasiarmi per la potenza che è in grado di mettere in campo e per la grande parte di essa a cui non siamo in grado ancora di accedere.

Il battito del cuore è già variato ….. Novecolli Ultratriathlon si fa!

Pelo

Campionati italiani Barberino, la foto gallery

I campionati italiani di triathlon medio, disputati a Barberino del Mugello domenica 5 maggio 2013.

Il racconto della gara attraverso gli scatti di Tiziano Ballabio per Triathlon Time.

Foto di Tiziano Ballabio – diritti riservati @Triathlon Time e @Tiziano Ballabio 

Grande successo per il Sardinia TRI Challenge 2013

Una settimana di sport che il TRIATHLON TEAM SASSARI ho organizzato nello splendido scenario della penisola del Sinis ( Oristano ).

 

Una settimana di intensa attività che è cominciata giovedi 25 aprile con i campionati regionali di Triathlon a squadre ,

proseguendo poi con lo stage di triathlon presso l’ Horse Country Resort di Arborea coordinato da Fabrizio Baralla e

dal tecnico Dolores Lai.

L’ epilogo con i campionati regionali individuali su distanza sprint il 1° maggio disputati sempre a Torregrande ( Oristano )

presso lo stabilimento balneare Eolo Beach Sports.

 

Ecco il resoconto delle varie giornate 


Giovedi 25 aprile 


Il Triathlon Team Sassari continua ad mietere successi vincendo anche il campionato regionale di triathlon.

 

Gara tiratissima con formula a cronometro sulla distanza super sprint ( 400mt nuoto + 10km ciclismo + 2,5 km corsa )

che ha visto le squadre lottare per poche manciate di secondi.

 

Nel settore femminile dominio del Triathlon Team Sassari con Alice Capone, Valentina Luiu e la giovanissima Paola Sanna

che precedevano nell’ ordine gli altri due team del Triathlon Team Sassari,

Gambuzza/Ru/Paganello/Nurra e Chessa/Senes/Ligas andando così a occupare tutti e tre i gradini del podio.

 

Tra gli uomini, era la squadra composta da Fabrizio Baralla,  Fabio Tramonte e Moreno Tangianu a realizzare il miglior split , tagliando per prima il traguardo con il tempo 37’16″.

Alle loro spalle sempre del Triathlon Sassari giungono Pasquale Cassese, Schiavino Andrea e Jeraci Alessandro che precedevano di soli 2 secondi la Nlsport Team (Survival triathlon) composta da Nicola Capra, Stefano Biumi, Alberto Romagnani e Gianluca Frongia.

Mercoledi 01 Maggio 

Record di iscritti per la 19° edizione del Triathlon Sprint di Torregrande. Vincono Alice Capone tra le donne e Gabriele Salini tra gli uomini.

 

Nella gara del 1° Maggio su distanza sprint grande risultato per lo STAFF dell’ organizzazione del TRIATHLON TEAM SASSARI coordinata da Fabrizio Baralla : con 150 atleti in start list viene superato il record di presenze dello scorso anno.

 

Tantissimi atleti si danno appuntamento per aggiudicarsi il primo Triathlon della stagione 2013.

Nella location dell’ EOLO BEACH SPORTS di Torregrande, sono presenti tutte le principali squadre sarde, con la partecipazione di alcuni atleti provenienti dalla penisola.

 

Giornata calda, con un leggero vento che non ha condizionato la frazione di nuoto, ma si è fatto sentire in quella di ciclismo.

 

Alle ore 12.00 la partenza degli uomini. Due giri di nuoto con uscita dall’acqua, che ha cominciato a determinare i gruppi degli atleti che si sono inseguiti nei tre giri da 7km del percorso ciclistico. Non particolarmente tecnico, dove molti atleti hanno gestito con strategie l’impegno delle proprie risorse, da mettere in gioco poi nella frazione finale di corsa.

 

L’intera gara e’ stata dominata dal forte atleta viareggino Gabriele Salini (707 SSD ARL), che ha preceduto di circa tre minuti il campione sardo Giovanni Curridori (Fuel Triathlon) che si aggiudicava il titolo regionale a scapito di  Fabio Tramonte (Triathlon Team Sassari), seguito dal giovane e promettente  Emanuele Aru (Villacidro Triathlon).

 

Tra le donne, vince ancora la pluripremiata campionessa sarda Alice Capone, seguita dalla compagna di squadra, Valentina Luiu (Triathlon Team Sassari) e in terza posizione Atzori Carla (Fuel Triathlon).

 

L’ attività regionale prosegue con i campionati regionali di triathlon su distanza olimpica in programma domenica 12 maggio a Putzu Idu ( S. Vero Milis – Oristano ).
Aggiornamenti su www.triathlonsassari.it

Sands beach… Lanzarote per allenarsi

Decisi a trascorrere un’ ultima vacanza di sport-relax prima di diventare papà e mamma, Giulia ed io organizziamo  un piccolo viaggio a Lanzarote. Partenza il 27 marzo da bergamo e ritorno il 31 marzo. La settimana prima della partenza esco per un giro in mtb con Gabriele e Nicola e vista la recente esperienza del “Biondo” (Gabriele Caretta) sull’ isola prima dei mondiali di winter triathlon, tra una pedalata e l’altra, mi decido ad accettare i consigli per il posto in cui alloggiare.

 

La settimana seguente, sveglia di prima mattina direzione aeroporto di Bergamo e giunti a destinazione si parte per le Canarie. Le previsioni del tempo non promettono niente di buono in Italia viste le continue perturbazioni piovose e nevose e le temperature tutt’altro che primaverili, ma a Lanzarote non sembrano malaccio: dicono temperatura media tra i 19 e i 22 gradi.

Arrivati sull’isola ci accolgono i raggi del sole ed una temperatura di 23°…niente male….Ci abituiamo subito ovviamente. Le pratiche del noleggio auto sono velocissime e ci avventuriamo verso il nostro residence in tempo da record. Da Puerto del Carmen in mezz’oretta arriviamo a destinazione : “ Sands beach hotel” a Costa Teguise.

Da subito apprezziamo la bellezza del posto e ricevute le chiavi della stanza ,con curiosità di un bambino, andiamo in cerca della nostra dimora. Girando tra le viuzze scopriamo che il residence è strutturato come tante villette a schiera ognuna con il suo giardinetto “tropicale” , accostate l’ una all’altra in formazione semicircolare, al centro si trova un bellissimo spazio con una piscina più grande per adulti e bambini ed una più piccola adatta addirittura ai neonati, docce e lettini a disposizione di tutti con meravigliosa vista mare. La nostra camera è bellissima e composta da cucina, salottino, cameretta ed un bel bagno.

In uno di questi “micro quartieri” una favolosa piscina da 25m riscaldata e riservata all’ allenamento. Ovviamente ad uso gratuito, basta chiedere alla reception un braccialetto. A bordo vasca tutto ciò che serve per un nuotatore, sbarre di fissaggio per elastici, palette,tavolette,galleggianti….

 

Ci buttiamo a letto per pensare al da farsi per le giornate a venire. Niente di più semplice…Giulia è al quinto mese di gravidanza ed io no! Quindi lei necessita di relax ed io di sport per rilassarmi…

Detto, fatto. Pianifichiamo le nostre giornate cosi:

La mattina presto uscita di 2-3 ore in bici da strada( noleggiata al SANDS BEACH) . Rientro all’ hotel prima delle 10am ,per poter fare la super colazione fronte oceano assieme a Giulia, che trovo regolarmente col suo pancino al sole sdraiata sui lettini delle piscine con un buon libro in mano.

I raggi mattutini del sole dicono siano i migliori per la tintarella e per non perderli non possiamo avventurarci nel dopo colazione in un viaggio in macchina, quindi decidiamo di partire verso le 12. Mentre la mia dolce metà ed il nostro piccolino nella pancia si scaldano io ho tutto il tempo per farmi un’ oretta di nuoto.

L’ intero pomeriggio viene dedicato all’ esplorazione dell’ isola vulcanica e delle sue meravigliose coste. Con il nostro pandino 4×4 in 5 gg riusciamo ad esplorarla tutta. Dal deserto alle spiaggie, il giardino dei cactus, il Mirador del Rio, l’ entroterra vulcanico…meraviglia.

Verso sera rientriamo e c’ è sempre abbastanza luce per farsi un’ oretta di allenamento di corsa lungo i sentieri meravigliosi che partono proprio dal SANDS BEACH e che mi permettono di vedere i colori del tramonto sulla terra Teguisana. Dopo una doccia calda rigenerante ci aspetta una cena fantastica all’ hotel.

 

 

Purtroppo i giorni volano veloci ed è gia ora di tornare a casa.

Guardandoci negli occhi salutiamo l’ isola e ci promettiamo col sorriso di fare ritorno.

Ovviamente la prossima volta saremo in tre!

Anche perchè al SANDS BEACH trovano la loro dimensione perfetta anche le famiglie con bambini piccoli.

Ciao

Davide Gabardo (Castelfranco triathlon)

 

Triathlon Olimpico di San Benedetto Del Tronto: com’è andata?

Domenica 28 aprile, San Benedetto del Tronto, lungo il litorale della cittadina marchigiana si è disputata la prima edizione del Triathlon Eiffel 85, gara su distanza olimpica.

Mentre la città si prepara ad affrontare la stagione turistica alle porte, si è svolta una gara che per organizzazione e location invidiabile può ambire a diventare un evento di valore nazionale. Promotrice dell’evento è la società di casa Porto85, da poco inserita nel mondo del triathlon ma già pronta a regalare eventi destinati ad un successo futuro.

Complice la possibilità di disputare la gara nella formula “staffette”, con il principale obiettivo di facilitare l’avvicinamento alla triplice di curiosi e timorosi, le partecipazioni sono state numerose ed anche il pubblico locale sembra aver risposto in maniera positiva presidiando spiaggia e le strade incitando gli atleti di casa ed i campioni di maggior risalto.

 

Tra i grandi nomi del triathlon italiano spicca la presenza del pluricampione Daniel Fontana (DDS), dell’atleta abruzzese Jonathan Ciavattella (Esercito), di Andrea Secchiero (Fiamme Oro) ed Ivan Risti (DDS).

In campo femminile le protagoniste attese sono Margie Santamaria(Fiamme Oro) ed Alessia Orla (DDS).

 

 

Le condizione non ottimali del mare, acqua fredda e mare mosso, hanno creato alcune problematiche ai partecipanti nella prima frazione.

Primi ad uscire dall’acqua sono stati i triatleti di spicco Secchiero, Fontana, Ciavattella, Risti, che da subito hanno dato vita ad un’avvincente battaglia ciclistica a suon di continui lanci e rilanci su di un percorso veloce che ricalcava le strade in cui si è svolta la crono conclusiva della Tirreno-Adriatico.

5 giri da 8km ciascuno, molto veloci perfettamente pianeggianti su di un lungomare interamente chiuso al traffico tale da consentire una frazione ciclistica veloce e spettacolare.

I primi ad entrare in T2 sono Ciavattella (Esercito) e Fontana (DDS), cui faranno seguito dopo pochi minuti l’altro atleta della DDS Risti e Secchiero (Fiamme Oro).

La frazione di corsa, 3 giri da 3.3km circa, all’interno della banchina collegante il molo sud con il molo nord, ha visto una netta predominanza dell’atleta in forza all’esercito che da subito ha preso il largo nei confronti di Fontana, il quale gestendo il cospicuo vantaggio rispetto gli inseguitori ha ben gestito e portato a termine la gara conquistando la seconda posizione.

Sull’ultimo gradino del podio è salito Secchiero, distaccato qualche minuto da fontana, precedendo di pochi secondi Risti.

 

 FOTO by Trievolution Sport Eventi

 

In campo femminile Margie Santamaria (Fiamme Oro) si aggiudica la gara, strappando il successo solo nell’ultima frazione, all’atleta della DDS Alessia Orla.

Le due hanno fatto gara assieme uscendo contemporaneamente dall’acqua, collaborando nella frazione ciclistica e giocandosi il tutto per tutto nella corsa, dove l’atleta delle Fiamme Oro è riuscita e prendere un vantaggio di poco più di un minuto che le ha consentito di tagliare per prima la finish line.

Sul gradino più basso del podio si è piazzata un’altra atleta del DDS team Elena Casiraghi.

 

La gara tra le altre ha attribuito il titolo di campione regionale Marche, sia in ambito femminile che maschile. Ad aggiudicarsi il titolo sono Nazzareno Cipollini e Marina Coccia, entrambe in forza alla Flipper Triathlon di Ascoli Piceno.

 

Classifiche