#AG2AG: Quante volte vi siete fatti “mettere in sella”?

Proseguiamo con la rubrica AG2AG discutendo di posizione in sella e visita biomeccanica: errori e problemi di un Age Group alle prese con la propria bici!

Chi di voi non ha mai sentito parlare di biomeccanica o del biomeccanico? Credo molto pochi.

Non voglio entrare nel dettaglio di quella che è a tutti gli effetti una scienza ma vorrei portarvi la mia personale esperienza, raccontandovi gli aspetti positivi ma anche gli errori commessi durante la ricerca della mia miglior posizione.

Dal biomeccanico si va per fare “la messa in sella”, che tradotto vuol dire trovare una buona posizione sulla nostra bici regolando i tre vincoli che abbiamo quando pedaliamo: pedali (e tacchette), sella (altezza, arretramento e inclinazione) e zona manubrio (altezza e larghezza manubrio, lunghezza pipa, posizione delle leve). Gli obiettivi possono essere sintetizzati in ricerca del comfort, possibilità di stare in sella per ore senza fastidi, e miglioramento della prestazione, efficacia della pedalata e riduzione della superficie frontale esposta all’aria, dove l’atleta ha un impatto molto rilevante rispetto a telaio e componenti “aero”.

Io personalmente rientro nella prima casistica. Non appena ho iniziato a incrementare ritmi e volumi delle uscite ho dovuto vedermela con un fastidio alla zona lombare che man mano si è trasformato in dolore fino a costringermi al mio primo DNF in un 70.3. Visto che non portare a termine una gara non è mai piacevole proverò a trasmettermi quello che ho imparato riassunto in 10 punti:

  1. La messa in sella è opportuna qualunque siano il nostro livello di preparazione e i nostri obiettivi.

Obiettivo comunque è sicuramente quello di star bene, divertirsi e migliorarsi. Per questo dobbiamo essere in grado di allenarci senza fastidi e con costanza. Un posizione non ottimale potrebbe avere effetti nel lungo periodo o nel momento in cui ci porremmo obiettivi più sfidanti.

 

  1. La scelta del biomeccanico è fondamentale e come per ogni professione c’è chi fa meglio il proprio lavoro rispetto ad altri.

Non esiste ad oggi una laurea in biomeccanica ma possiamo affidarci a professionisti qualificati in scienza dello sport o fisioterapia che abbiamo seguito corsi specifici. Scegliamoin base ai feedback di amici e conoscenti perché è il “biomeccanico”, inteso come persona, a fare la differenza. Software e strumentazione devo essere usati nel modo corretto e i dati interpretati.

 

  1. Preferite biomeccanici che utilizzano software e strumentazione digitale, ad esempio il sistema Retul, rispetto a chi si affida al proprio occhio “esperto”.

Avete mai notato che sella, reggisella e altri componenti presentano spesso una scala millimetrica?
Ho sperimentato su me stesso che anche pochi millimetri possono fare la differenza e la precisione della misura è fondamentale. E’ inoltre importante poter confrontare le variazioni nel comportamento dell’atleta ad ogni aggiustamento effettuato sulla bici.

 

  1. Di sistemi di messa in sella ve ne sono molti ma preferite quelli che vi permettano di pedalare e rilevare le misure in sella alla vostra bici.

Mi è capitato di sentirmi comodo in fase di analisi della posizione su un ciclo simulatore ma una volta riportate le misure sulla mia bici, vuoi per geometria del telaio o componenti differenti (es. la sella), avere sensazioni non altrettanto positive.

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  1. Dopo la visita la nostra posizione in sella sarà diversa rispetto a quella abituale, o comunque nuova se è la prima bici, e sarà necessario un periodo di adattamento.

Consiglio di effettuare alcune pedalate brevi e non troppo intense aumentando per gradi in base alle vostre sensazioni. Soprattutto se venite da uscite “problematiche” potreste essere non ancora completamente a posto (es. rigidità lombare) e bocciare la nuova posizione pensando di non aver risolto.

 

  1. Se potete effettuate la visita, o un eventuale cambio bici, lontano dalle vostre gare obiettivo o in un periodo in cui pensate di non pedalare molto.

Proprio per quanto scritto poco sopra, a meno di problemi che non permettano di pedalare divertendovi, rimandate i cambiamenti alla fine della stagione in corso o all’inizio della successiva in modo da avere tempo di abituarvi e nel caso di intervenire con le necessarie correzioni.

 

  1. Una volta trovata la posizione segnate le misure delle vostra bici per poterle mantenere nel tempo.

Può capitare che la posizione si modifichi per via di problemi con i componenti (es. sella non stretta bene), caduta o viaggio ad esempio. E’ fondamentale che vi annotiate le misure della vostra bici, bastano un metro e una livella digitale, secondo i vostri riferimenti. Può essere utile scattare alcune foto o segnare con del nastro da elettricista o adesivi vari la posizione dei diversi componenti, ad esempio l’altezza del tubo sella.

 

  1. Siate curiosi, informatevi e tempestate di domande e dubbi il biomeccanico durante e dopo la visita.

Il lavoro del biomeccanico non può prescindere dalle vostre sensazioni. Se non è lui a farlo, punto a suo sfavore, fatelo voi. Parlate dei problemi che riscontrate e delle sensazioni che provate ad ogni aggiustamento che viene fatto sulla vostra bici. Saremo noi in fin dei conti a pedalare per centinaia di kilometri sulla bici una volta usciti dal suo studio.

 

  1. La visita dal biomeccanico è importante ma non è detto che risolva i vostri problemi al primo tentativo.

Oltre agli aggiustamenti sulla bici bisogna anche imparare a stare in sella e evitare posture scorrette. Anche in questo caso il dialogo con la persona che ci sta mettendo in sella è il principale strumento che abbiamo per apprendere e migliorare la qualità delle nostre pedalate.

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10. La “messa in sella” è solo un pezzo del puzzle che sta a noi comporre.

Anche con la bici della taglia giusta e dopo una buona visita biomeccanica potreste riscontrare fastidi. Non intestarditevi nel provare quattro o più biomeccanici come il sottoscritto ma indagate anche sulle altre possibili cause. Postura non corretta in sella, poca attenzione all’allungamento o debolezza muscolare (core o glutei ad esempio) sono solo alcuni degli aspetti sui quali vi consiglio di concentrarvi per tornare in sella più forti che mai!

 

Nel prossimo articolo farò delle domande “scomode” ai due biomeccanici di ASG Bike Science, Enrico e Niklas, che mi hanno aiutato a risolvere i miei problemi e permesso di pedalare per 180km in quel di Francoforte…

Author: redazione

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