#AG2AG – Un anno di relazione con SuperOp

AG2AG è la nuova rubrica pensata per gli atleti Age Group da parte di un atleta Age Group. Abbiamo deciso di inaugurarla parlando di SuperOp e del suo utilizzo nel debutto sulla distanza Ironman.

Se ne parla parecchio e l’interesse suscitato è in continua crescita. SuperOp si pone l’obiettivo di guidare l’atleta nella gestione, intelligente, della preparazione permettendovi di monitorare la risposta del corpo agli stimoli dell’allenamento. Il suo utilizzo richiede circa un minuto al giorno, vi fornisce il livello di stress metabolico e suggerisce il carico allenante della vostra sessione di allenamento.

Oltre alla bontà del prodotto e la sua adozione da parte di atleti e squadre professionistiche il successo del dispositivo passa attraverso il supporto fornito dall’azienda Wellness & Wireless, sempre pronta a fornire chiarimenti e pubblicare contenuti utili con il supporto di allenatori esperti.

La domanda che spesso mi viene rivolta da amici e compagni di squadra è: “Ma alla fine è davvero utile?”. La risposta è: “Si, ma dipende da te…”

Ho inserito SuperOp all’inizio della preparazione dell’IRONMAN di Francoforte e dopo averlo usato per una stagione intera, proverò a raccontarvi gli errori e i dubbi nei quali potreste incappare.

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La fase di rodaggio

Entrare in sintonia con SuperOp richiede del tempo. Per iniziare ad avere indicazioni interessanti e poco altalenanti sono stati necessari circa due mesi. L’indicazione di recupero, il semaforo rosso per intenderci, ha iniziato ad arrivare dopo una gara, un fine settimana di allenamento intenso oppure come segno premonitore di un malessere in arrivo, come raffreddore o influenza.

Perseverate con il suo utilizzo, anche se all’inizio le indicazioni fornite potranno sembrarvi poco accurate, poco utili o variabili.

L’apprendimento

Una volta entrati in sintonia bisogna iniziare a far tesoro delle sue indicazioni. L’errore più classico, che ho commesso anch’io prima di ricevere indicazioni dallo staff di SuperOp, è quello di legare il colore ottenuto con il proprio stato di forma o della prestazione ottenibile. In alcuni casi o momenti della stagione potrebbe esserci un legame ma è necessario avere in mente cosa siano il livello di stress metabolico e il carico allenante suggerito.

Mi è capitato di svegliarmi la mattina della gara con un rosso, complice magari la stanchezza del viaggio, pur riuscendo a esprimermi al meglio. Se si fosse trattato di un allenamento avrei cercato di adattare la sessione all’indicazione del SuperOp ma trattandosi di race day sono andato a tutta raggiungendo l’obiettivo prefissato.

Vi consiglio in caso di gara di eseguire la misurazione ma non il caricamento sull’app per non farvi condizionare mentalmente. Aggiornate i dati sull’app una volta completata la gara, entro la fine della giornata.

Che la supercompensazione sia con te (e con il tuo coach)

Completati rodaggio e apprendimento mi sono trovato ad affrontare l’integrazione di SuperOp nel programma di allenamento del mio coach. Mi sono confrontato con lui stabilendo che avrei gestito in autonomia il singolo rosso, che durante mesi di preparazione può (deve) capitare, mentre avremmo analizzato insieme rossi ripetuti o molto frequenti, indicatori di una risposta non ottimale ai carichi di lavoro.

Se siete seguiti da un coach l’aspetto comunicativo è fondamentale: chiedete il suo parere e confrontatevi. Avere le idee chiare vi aiuterà a prepararvi al meglio.

 

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SuperOp per me si è rivelato un prezioso strumento da integrare nella preparazione di noi Age Group. Va rodato, compreso e utilizzato in modo smart come supporto al piano di allenamento. Ci fornisce informazioni utili per gestire volumi e intensità e per rivedere in chiave critica la nostra risposta agli allenamenti, senza sostituire l’esperienza di un coach e soprattutto le nostre sensazioni!

 

Video SuperOp:

 

SuperOp disponibile su Trispecialist -> http://bit.ly/SuperOp_Trispecialist

SuperOp disponibile su Trispecialist -> http://bit.ly/SuperOp_Trispecialist

Author: redazione

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