Degasperi: “Elezioni Federali? Spero in un futuro di vero confronto.”

Ieri si sono svolte le elezioni federali. Purtroppo non ho avuto la possibilità di parteciparvi, perché mi trovo ancora in Sardegna, impegnato e concentrato sul mio ultimo obiettivo stagionale, l’Ironman di Cozumel del prossimo 27 Novembre. Dai vari “rumors” percepiti, sembra però che il clima sia stato un po’ diverso dal solito, forse quasi tra il disinteressamento e lo scontento abbastanza generalizzato, perché di fatto il risultato era scontato: dopo l’eliminazione pochi giorni fa di un candidato credibile (per cavilli di regolamento, tra l’altro di dubbia interpretazione), Danilo Palmucci (il don Chisciotte del triathlon italiano) è rimasto il solo a contrastare il presidente uscente, Luigi Bianchi. E nonostante un buon programma e buone argomentazioni, si è probabilmente fatto prendere troppo la mano nel polemizzare contro l’operato del passato, ponendo di fatto se stesso e la sua candidatura come un mero voto di protesta, voto che però ha raccolto quasi il 30% delle preferenze.

Anche nel consiglio ci sono state alcune sorprese, con alcuni cambiamenti nel segno (forse) della discontinuità. La parte più triste però, dal mio punto di vista, è stata proprio quella degli atleti, e in questo discorso mi metto in mezzo anch’io personalmente. Due soli candidati, che tra l’altro rappresentano la parte “élite”, nello specifico atleti militari e professionisti. Senza nulla togliere ad Alessandro e Martina (anzi, bravi a rendersi disponibili) ho notato un assoluto disinteresse, in primis degli atleti, che sono invece la base dello sport, perché è proprio intorno agli atleti, élite e amatori, che dovrebbe essere costruito tutto.

Sto cercando di trovare delle cause a questo disinteresse: forse la presenza della componente atleti nel consiglio federale è considerata marginale e poco importante? Forse i rappresentanti degli atleti sono troppo pochi rispetto ai dirigenti? Forse manca una rappresentanza specifica per le varie categorie (élite, giovani, age group, militari, lunghe distanze..)? O forse, invece, si sta arrivando ad un livello di politicizzazione per cui, anche gli atleti, come succede sempre di più con gli elettori dei nostri governi, stanno perdendo fiducia sull’operato e su chi governa?

Non lo so, ma penso che anche questo sia un punto sul quale il Presidente (e con lui anche il consiglio) mi piacerebbe che riflettesse, anche perché, avendo preso i voti di circa un terzo del movimento penso debba veramente fare un’attenta analisi di quello che è stato fatto in questi ultimi quattro anni (ma anche nei 20 precedenti, perché è dal 2000, da quando il triathlon è alle olimpiadi, che alcune cose non sono mai cambiate), e possibilmente confrontarsi con chi non lo ha votato ancor prima che con chi lo ha sostenuto fin qui.

Di fatto, io mi sento quasi osservatore esterno di quanto sta succedendo, perché dopo averlo vissuto (male) per molti anni sulla mia pelle, mi sono allontanato da questi meccanismi e “nascosto” nelle lunghe distanze, quasi esclusivamente all’estero (toccate marginalmente dalle dinamiche del mondo CIO-CONI, e direi quasi snobbate); però, in fondo, mi sento comunque partecipe di questo movimento perché amo questo sport, dall’Ironkid all’Ironman.

Per questo auguro a Bianchi e a tutto il consiglio un buon lavoro, con la promessa che, prima o poi, cercherò di dare in prima persona il mio contributo per il bene del triathlon!

Alessandro Degasperi

Author: redazione

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