Automobilisti vs Ciclisti: TUTTI PIRLA! Pt.2

PT.2 (Parte 1 qui: http://www.triathlontime.com/automobilisti-vs-ciclisti-tutti-pirla/ )

È sabato mattina presto. La strada è libera. Sola. Quasi vergine. Una figata.

Abbassi il finestrino, alzi il volume, molli il cellulare da qualche parte, sia mai che qualche rompipalle si azzardi. L’auto sa ancora di nuovo, il bolide precedente non ti rappresentava abbastanza. Questo, invece, ti rappresenta parecchio. Peccato non poter oscurare anche il parabrezza, sarebbe stato molto figo. Vabbeh, ti senti molto figo uguale.
Così figo che la macchia nera in fondo alla strada non la vedi subito. Il cervello non codifica subito l’immagine, ma la pupilla si strizza giusto un attimo per mettere a fuoco. Mica ci sarà qualche ciclista a romperti i maroni proprio oggi, giusto? E invece sì. Eccoli lì. Sono in quattro. Puntuali come il canone in bolletta. Su di te lo stesso effetto entusiasmo. Perché saranno pure brave persone, atleti da scoprire, amici della natura e tutto quello che ti pare, ma il sabato mattina quattro ciclisti davanti al motore rombante del tuo nuovo mezzo sono come una zecca attaccata là… dove non dovrebbero esserci zecche…
Ti avvicini, fai quello che si prepara a superarli con sicurezza quando uno dei quattro pirla – beh dai, come li chiameresti tu? – si stacca dal compagno e raggiunge gli altri due davanti. Così adesso hai tre pirla affiancati, e il quarto, con meno fiato, che gli arranca dietro. C’è spazio per superarli, non c’è nessuno su ‘sta strada, ma, in fondo, perché rendergli la vita facile? Sono forse loro stati in fila a lato della carreggiata senza fiatare? Eh no. Hanno il tuo stesso diritto di solcare la strada? No, perché hanno due ruote, la metà di quattro, quindi metà diritto. Insomma tu c’hai più diritto. Più motore. Più figaggine. E allora che fai? Li superi sì, ma stretto stretto, così da fargli sentire la pressione sul collo. E già che ci sei, pianti pure una bella strombazzata di clacson, che la prossima volta imparassero a mettersi in fila. Lo sanno fare anche i bambini, cribbio!
Ma, inspiegabilmente, non va tutto liscio come credevi.

 

ciclisti-pedalano-in-gruppo
Stretto stretto, alla fine hai stretto troppo.
Lo specchietto destro urta leggermente la schiena del terzo pirla, ehm ciclista.
Cribbio, lo specchietto! Ah no, non si è fatto niente.
Cribbio, il ciclo-pirla. No, non si è fatto nulla neppure lui. Ha barcollato, ma è rimasto in sella. E ti ha coperto di insulti. Te e quel bolide che ti ritrovi sotto le natiche. È rimasto in piedi, e ha fatto un favore a se stesso, ma anche a te.
Pirla.
Li senti gli insulti che varcano la barriera dei tuoi finestrini super insonorizzati. Li senti perché te li immagini pure, tu avresti fatto di peggio. Anche con più fantasia, forse. Sicuramente con più dileggio. E allora non dici niente, coda bassa e fili via. Che prendere una lezione da un pirla ci vuole umiltà e buonsenso, e tu non li vedi in giro da un po’.

 

Articolo ideato e scritto da Silvana Salvadori e Francesco Uberto.

*Questo articolo fa parte di #ridesafe promosso da Ivan Risti.
Magliette #ridesafe a breve su Trispecialist.com

 

Author: Francesco Uberto

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