Biofeedback ed Exergames: la tecnologia a supporto dello sportivo

La tecnologia negli ultimi anni ha cambiato il modo di vivere lo sport amatoriale e professionistico, sia esso di squadra o individuale. Basti solo pensare a come gli smartwatch, al giorno d’oggi segno distintivo di noi atleti, siano usati a nostro beneficio per monitorare gli allenamenti e sfruttare la quantità di dati che ne derivano al fine di migliorare le performance fisiche. Ogni volta che correndo buttiamo l’occhio allo smartwatch per guardare la frequenza cardiaca o il passo istantaneo, autoconsapevolezza e controllo risultano notevolmente facilitati. Non solo,ma addirittura ci accorgiamo che diventiamo sempre più bravi a settarci autonomamente sui parametri desiderati, semplicemente fidandoci delle nostre sensazioni. Non stiamo facendo altro che mettere in pratica una strategia terapeutica nota col nome di biofeedback, letteralmente “informazione biologica di ritorno”: si mostra un parametro indicativo della condizione fisica o fisiologica dell’atleta con l’obiettivo di condizionarlo verso il comportamento desiderato, per poi ripeterlo attivamente e automaticamente secondo un vero e proprio processo di apprendimento.

Pensando al gesto sportivo, cosa accadrebbe se avessimo più consapevolezza e controllo di come ci muoviamo? Cosa accadrebbe se riuscissimo a modificare o addirittura a correggere schemi motori sbagliati?

jump_bia

Solo recentemente sono stati introdotti in ambito sportivo, gli Exergames, termine nato dal matrimonio tra le parole “exercise” e “game” per esprimere il concetto per cui ogni singolo esercizio è un videogame da completare eseguendo i movimenti correttamente. L’utilizzo di sensori permette di registrare con precisione i movimenti del corpo per poi ricevere un feedback immediato della loro correttezza e potenza. Postura, controllo motorio, stabilità, compensi… tutto è misurabile e quindi migliorabile.

Exergames: non chiamiamoli semplicemente videogiochi!

Riablo_4

Esercizi come lo squat e l’affondo, o i singoli schemi motori del gesto tecnico, dal nuoto alla corsa, con gli exergames possono eseguiti davanti a uno schermo con maggiore coscienza del proprio corpo attraverso un’analisi in tempo reale della performance. Ma in che modo si matura l’esperienza motoria? E perché lo stesso tipo di apprendimento motorio non avviene eseguendo lo stesso esercizio davanti allo specchio? Il biofeedback applicato agli exergames mette in atto un susseguirsi di “tentativi ed errori” che porta l’atleta ad esplorare più strategie cognitive fino a trovare quella “giusta”, associata al gesto motorio corretto: un vero e proprio allenamento neuromotorio che va ad agire sulla plasticità neurale, inducendo così veri e propri cambiamenti funzionali e strutturali del cervello per costruire o ripristinare i pattern motori corretti.
Riablo_2

 

Articolo di Valentina D’Angeli

Author: ABucci

Share This Post On

Leave a Reply

%d bloggers like this: