Fare un IRONMAN è una cazzata!

IromanItaly2017_UbikeIl primo week-end “pallinato” con un full distance IM in Italia è stato un successo. Dopo poco più di una settimana mi ritrovo a raccogliere le idee e le sensazioni vissute in un fine settimana storico per il triathlon in Italia. Mi chiederete perché ho scritto un titolo così?

Me lo chiedo anche io. Mi chiedo soprattutto: cosa attrae tante persone? Perché migliaia di persone si “devastano” partecipando ed altrettante migliaia si devastano tifando per ore ed ore? Adesso parlo per me. Io sono un triatleta che va piano. Faccio triathlon per il puro piacere di farlo. Non ho nessuna velleità di classifica. Quindi affronto le gare solo per un piacere interiore. Poi però, mi piace anche raccontare di aver partecipato ad un IRONMAN e averlo finito. Metto le mie foto su Facebook. Indosso la maglietta dell’evento. Vado a nuotare con la cuffia pallinata. Ho anche “il tatuaggio” sul polpaccio. Quindi: lo faccio per me, per raccontarlo o per sentirmi più “figo” degli altri? Premetto che so già che non riuscirò a darmi una risposta ma penso sia interessante pormi le domande. Infatti, quando sto soffrendo dopo ore di fatica, quando magari mancano ancora 20 km della maratona, tendenzialmente mi sento stupido, e sono sicuro di non essere l’unico!IromanItaly2017_Urun

Invece poi, 20 km dopo, bastano quei 200 metri con la gente, la musica e le luci, a darmi le emozioni che ripagano di tutta la fatica, anche se so di essere parte di una sceneggiatura costruita per farmi spendere dei soldi. Quindi potrebbe essere che siamo tutti attratti dall’impresa e dalle emozioni che proviamo nel compierla, ma siamo anche vittime della nostra insicurezza, della necessità di affermazione sociale, della voglia di fare qualcosa che ci differenzia dagli altri e che ci fa emergere: e siamo disposti a pagare per questo. Ma alla fine non è un po’ come comprarsi i vestiti alla moda, fare le dirette su Facebook o fare delle operazioni di chirurgia estetica?

Siamo esseri umani vittime del nostro istinto, e anche se abbiamo una corteccia cerebrale sviluppata, è sempre l’amigdala a guidarci. Quindi sì, la ragione mi dice che fare l’IRONMAN è una cazzata ma l’istinto dice che facendolo mi sento bene, quindi è deciso: continuerò a fare cazzate!

A proposito.. ieri mi sono iscritto a Cervia 2018.

Francesco

 

Author: Giacomo Petruccelli

Giacomo si laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche nel 2005, completando il suo percorso di formazione con un Master in Marketing Farmaceutico e un Dottorato di Ricerca in Biochimica-Fisiologia e Patologia del Muscolo. Nel 2013 comincia a lavorare nel settore del Food & Beverage e nel 2015 completa il Master of Management in Food & Beverage con la Bocconi School of Management, specializzandosi nel frattempo in Comunicazione Digitale. Zone Consultant Enervit e Istruttore Group Cycling Technogym BLACK LEVEL, Giacomo segue il progetto Triathlon Time nel ruolo di Copywriter e creatore di contenuti, è autore di 7 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali ed ha collaborato con la redazione web della "Società Italiana di Farmacia Ospedaliera" occupandosi di recensire newsletter informative sull'uso corretto delle diverse piattaforme di comunicazione online nel settore farmaceutico/ospedaliero italiano.

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1 Comment

  1. Bravissimo Uberto!!! Va bene così ma è così! Ma va bene così

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