Gli antibiotici sono sicuri per gli atleti?

ABSi fa un gran parlare in questo ultimo periodo dell’uso e dell’abuso degli antibiotici. Il tam tam sui social media è quasi sempre da non prendere in considerazione per via delle fonti “non ufficiali” da cui certi “allarmismi” e notizie derivano, ma è giusto saperne di più senza essere, “più o meno consapevolmente”, fautori di un clima ancora più caotico. Un recente studio sulla appropriatezza prescrittiva degli antibiotici indaga 3 possibili interventi per orientare i medici alla “giusta prescrizione”. In Italia gli antibiotici solitamente vengono ampiamente prescritti: su tutto il territorio nazionale, il 41% dei soggetti con diagnosi di affezioni virali delle prime vie respiratorie (influenza, raffreddore, laringotracheite acuta) riceve una prescrizione di antibiotico, che tuttavia è del tutto inutile in presenza di virus. A questa sovra-prescrizione inappropriata si somma inoltre un impiego improprio di alcuni tipi di antibiotici per patologie per le quali non sono prettamente indicati. E’ il caso di macrolidi, fluorochinoloni e cefalosporine erroneamente prescritti in 1 caso su 3 per la terapia della faringite o della tonsillite acuta; o delle cefalosporine iniettive e dei fluorochinoloni utilizzati per il trattamento della bronchite acuta in assenza di diagnosi di asma o BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). In Italia tutti gli usi impropri degli antibiotici per le infezioni delle alte vie respiratorie si registrano in maggioranza al Sud, nella popolazione femminile e negli individui di età avanzata (Fonte: AIFA).probioticiVSantibiotici

Se un atleta deve usare gli antibiotici per un’infezione, quali sono gli step da compiere per limitare il danno alla salute del suo intestino? Considerando che l’assunzione di farmaci antibiotici abbassa sensibilmente la flora intestinale, è necessario assumere contemporaneamente anche dei probiotici? Cosa si può dire al riguardo? Quanti se ne possono assumere? E in che momento? Triathlete ha pubblicato pochi giorni fa un articolo molto interessante al riguardo, sottolineando come, anche se gli antibiotici talvolta siano necessari, possono comunque creare un caos a livello intestinale. In Giappone per esempio, i probiotici vengono prescritti contemporaneamente agli antibiotici, tenendo presente che l’antibiotico uccide contemporaneamente sia i ceppi responsabili della patologia sia quelli sani. Un supplemento di probiotici durante la terapia antibiotica quindi, può rappresentare un valido sostegno nel contrasto degli effetti negativi degli antibiotici (i migliori probiotici sono quelli che posseggono dai 25 ai 65 miliardi di ceppi per ogni dose, da assumere uno o due al giorno).

La verità è che sono miliardi i batteri che vivono all’interno del nostro tratto gastrointestinale, e più di 500 di queste specie microbiche sono “friendly” e contribuiscono alla funzione digestiva e di sostegno del sistema immunitario. Inoltre, sono tanti i fattori che possono contribuire ad una diminuzione della popolazione batterica all’interno del nostro intestino: farmaci, età, stress, affaticamento, infiammazione e un cattivo “status nutrizionale”. Questa riduzione (anche nei benefici) provoca la proliferazione di batteri potenzialmente dannosi che portano all’instaurarsi di patologie acute e croniche. E’ qui che i probiotici svolgono un ruolo fondamentale, ma in che modo? Sicuramente attraverso l’alimentazione che gioca un ruolo fondamentale, così come l’assunzione di integratori adatti (consigliati da un bravo Farmacista); entrambe le soluzioni possono aiutare a mantenere un ottimo livello di salute intestinale. Altrettanto importanti sono anche i “prebiotici”, ovvero quei cibi (bucce di frutta e verdura, semi e noci) che aumentano il “potere” dei “batteri buoni” che già risiedono nel nostro intestino. L’effetto “combinato” tra probiotici e prebiotici è in grado di garantire uno stato di benessere ottimale per il tratto gastrointestinale. A livello di alimentazione, le migliori fonti di probiotici sono lo Yogurt (meglio se fatto in casa), il Kefir (bevanda preparata tradizionalmente utilizzando latte fresco di pecora, capra o vacca), i granuli di Kefir (formati da un polisaccaride chiamato kefiran che ospita colonie di batteri e lieviti), il Miso (condimento naturale a base di soia, cereali e sale marino integrale, che somiglia ad un dado vegetale ed è utilizzato per insaporire zuppe, minestroni, risotti e arrosti), il Tempeh (alimento a base di soia fermentata molto ricco in proteine) e il Tè kombucha, bevanda orientale molto simile al tè giunta in Europa dalla Cina e dalla Russia.

Tutto questo per dire che migliorare lo stato di salute dell’intestino contribuisce significativamente a rendere più forte il sistema immunitario e a diminuire drasticamente l’insorgere di patologie e la comparsa del senso di fatica. Assumere quindi probiotici attraverso l’alimentazione o per mezzo di opportuni integratori e combinarli con cibi prebiotici, è sicuramente un approccio molto positivo che contribuisce a contrastare alcuni effetti negativi che una terapia antibiotica porta con sè.

 

Author: Giacomo Petruccelli

Giacomo si laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche nel 2005, completando il suo percorso di formazione con un Master in Marketing Farmaceutico e un Dottorato di Ricerca in Biochimica-Fisiologia e Patologia del Muscolo. Nel 2013 comincia a lavorare nel settore del Food & Beverage e nel 2015 completa il Master of Management in Food & Beverage con la Bocconi School of Management, specializzandosi nel frattempo in Comunicazione Digitale. Zone Consultant Enervit e Istruttore Group Cycling Technogym BLACK LEVEL, Giacomo segue il progetto Triathlon Time nel ruolo di Copywriter e creatore di contenuti, è autore di 7 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali ed ha collaborato con la redazione web della "Società Italiana di Farmacia Ospedaliera" occupandosi di recensire newsletter informative sull'uso corretto delle diverse piattaforme di comunicazione online nel settore farmaceutico/ospedaliero italiano.

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