Kona bike count 2015: comparazione bici

Torniamo anche quest’anno a riproporre un’analisi dei dati che puntualmente Lava Magazine fornisce subito dopo il Campionato mondiale Ironman di Kona. 

Come già fatto negli anni precedenti, abbiamo effettuato una comparazione rispetto al passato, indicando anche un “trend” con dei semplici segni (++, +, =, -,–) che danno una linea indicativa dell’andamento nel tempo con aumenti, cali minimi (+ o -) o rilevanti (++ o –).

Come già spiegato gli anni scorsi, i dati sono rilevati manualmente dai volontari che verificano i brand di ogni concorrente durante la fase di ingresso nell’area di transizione per il deposito di tutti gli strumenti di gara, per cui non sono estremamente attendibili seppur ricalcano bene l’andamento del mercato legato al mondo del triathlon.

C’è sempre da considerare la prevalenza di atleti nord Americani sul resto del mondo, per cui il mercato è rappresentato da uno spostamento in quella direzione, anche se l’aumento di gare Ironman in altre zone del mondo permette di avere una visione più ampia evidenziando una concentrazione di nazionalità diverse.

Vediamo in dettaglio qui sotto i dati relativi alle bici (clicca qui per scaricare il pdf)

 

This slideshow requires JavaScript.

 

I dati delle tre schede sono ordinati in ordine decrescente rispetto ai numeri del 2015.

Faccio subito notare però, che la rilevazione 2015 conta 2213 bici in totale contro le 1976 dell’anno passato, per cui nel leggere i dati va considerato anche questo aumento superiore al 10% nel numero totale di bici rilevate. Non essendo dati precisi e scientifici ho preferito evitare di indicare percentuali di aumento rispetto al passato, proprio perchè non si tratta di valori realmente attendibili per fare confronti; meglio continuare con i simboli + e – come già detto.

Cervelo mantiene l’incontrastata leadership incrementando leggermente i suoi numeri assoluti e superando le 500 bici, quasi un quarto del parco bici in gara: impressionante! E’ sicuramente un marchio estremamente apprezzato dagli amatori, poco variabile rispetto a vittorie o sconfitte dei PRO, tant’è che lo scorso anno, dopo la vittoria di Van Lierde del 2013, avevamo notato numeri simili all’anno precedente. Quest’anno il brand cresce nonostante le vittorie e i successi minori dei suoi atleti.

Trek cresce ancora, seppur meno rispetto ad un anno fa, ma la Speed Concept continua ad essere apprezzata dai triathleti anche a grazie alle sue soluzioni tecniche dedicate agli Ironman.

Anche Specialized cresce, ma come già notato un anno fa, nonostante grandi investimenti e una forte presenza tra gli atleti di vertice non aumenta considerevolmente i suoi numeri; è lecito domandarsi se dobbiamo aspettarci qualche novità per vedere ulteriori passi in avanti. La Shiv tri è ormai “vecchia” di 4 anni, magari un restyle potrebbe aiutare.

Cresce ancora Felt, che beneficia della sponsorizzazione della Carfrae, vincitrice per due anni consecutivi e comunque un modello di bici recente e decisamente di qualità, che continua a beneficiare delle sue vittorie soprattutto in campo femminile (da dove tra l’altro proviene il successo del marchio, grazie alle vittorie dei primi anni 90 di Paula Newby-Fraser), perchè anche la neo campionessa Daniela Ryf utilizza bici Felt.

Notevole il balzo in avanti di Argon 18; il marchio canadese infatti, guadagna tante posizioni e, dopo aver presentato ulteriori evoluzioni delle sue numerose bici da crono, si attende un futuro roseo nel mondo Ironman.

L’anno scorso scrissi “da notare la flessione di Scott che però ha presentato da pochissimo la nuova Plasma e dopo la vittoria del fenomeno Kienle (che proprio in bici fa la differenza) credo possa guadagnare posizioni in vista del prossimo anno” ; e infatti la previsione è stata rispettata: Scott cresce nuovamente tornando ai numeri di due anni fa, con previsione di ulteriore aumento.

Quintana Roo e Cannondale  mantengono la loro quota di mercato mentre cresce ancora BMC, che conferma di avere una bici da crono longeva e sempre attuale, nonostante abbia qualche anno.

Ceepo cresce ancora mentre ha una leggera flessione Giant, la cui bici in effetti non è molto presente tra i PRO e non è neanche estremamente “user friendly” per gli age group.

Sale ancora il marchio Dimond, ma anche Canyon guadagna diversi punti nel count grazie sicuramente ad un modello nuovo e accattivante e alla super sponsorizzazione del neo campione Frodeno.

Seguono molti altri marchi tra cui noto la flessione forte di Kestrel, Guru, Look e Stevens.

Kuota invece, primo marchio italiano nel count, ritorna in trend positivo confermando la sua affinità con il mondo Ironman e quanto previsto lo scorso anno, dopo una fase di transizione aziendale e l’uscita di nuovi modelli dedicati: bene! A proposito di italiani, il secondo brand dopo Kuota è Pinarello, dove più che per meriti propri guadagna la seconda piazza per la flessione di Wilier.

Le aziende italiane faticano ancora ad entrare nel mondo Ironman: ci credono poco o mancano idee e conoscenze del settore? A mio avviso entrambe le cose, ma sicuramente la crescita nel nostro paese di gare e risultati internazionali sta facendo cambiare un po’ la situazione; aziende che ci credono ci sono, e servirà un po’ di tempo per guadagnare posizioni. C’è del gran lavoro da fare, ma si può!

Author: iristi

Triathleta dal 2002, classe 1980, ex nazionale distanza olimpica. Gareggia per DDS Triathlon Team. E' stato campione italiano sprint 2007 e a squadre 2011. In nazionale dal 2005 al 2010, ha partecipato a gare internazionali ottenendo un podio in Coppa Europa e al mondiale universitario. Dal 2014 gareggia sulla distanza Ironman in cui il miglior risultato è un terzo posto ad Ironman Vichy - Francia in 8h19'58". E' laureato in Scienze Politiche, socio di Sport Time srl, per cui si occupa di gestire le attività online e di comunicazione oltre ai rapporti con alcuni clienti.

Share This Post On

Leave a Reply

%d bloggers like this: