Kona bike count 2016: analisi e comparazione dati bici

Tempestivi come sempre, quelli di Lava Magazine hanno pubblicato, la sera stessa della gara, il Kona bike count. Quell’atteso documento che riassume i dati di tutti i materiali utilizzati dai partecipanti alla gara delle gare (per noi triathleti…) l’Ironman world Championship 2016 di Kailua-Kona.

Come ogni anno, un po’ meno rapidamente degli amici di Lava Magazine, abbiamo analizzato i dati e fatto un confronto con quanto riportato in passato. Premetto che riguardando i dati e le rilevazioni fatte, i margini di errore riscontrabili sui rilevamenti ci sono, ma ritengo che questi siano dati attendibili e utili a capire meglio l’andamento del mercato del triathlon long distance.

2316 i partenti dell’edizione 2016, un record di arrivati al traguardo: 2207.

I dati vengono rilevati dai volontari nel momento in cui gli atleti fanno il loro ingresso al “bike check in”, che avviene il giorno precedente la prova; ovviamente in quell’occasione vengono rilevati i dati relativi alla bici e suoi componenti. Per quanto riguarda compression e scarpe running chiaramente l’operazione è fatta all’uscita dalla transition area 2 (bike to run), per cui i numeri rilevati non comprendono eventuali ritirati durante la seconda frazione.

Iniziamo dalla più attesa: la classifica dei costruttori di telai.

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Scarica qui il PDF coi dati

Cervèlo è come ormai consuetudine, il marchio leader: 577 telai su 2229 rilevati, questo significa che un quarto (25,9%) dei telai presenti erano del marchio canadese (ora di proprietà olandese). Del resto sono nati dal Triathlon e il cuore di Cervèlo resta in questo mondo, nonostante i successi nel road. Da notare che la crescita è continua in termini di numeri assoluti, anche se in percentuale sul totale delle bici rilevate si attesta sempre intorno al 25%. E proprio in quest’edizione che il brand ha presentato la nuova P5X, un’ulteriore bici “triathlon oriented” che ha destato molto interesse per le sue linee decisamente interessanti.

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Van Lierde sulla nuova P5x Cervèlo

 

Trek si conferma secondo marchio, anche se i numeri del brand “made in USA” rimangono stabili da ormai tre anni, e in realtà perdono una leggera quota sul totale. Ci dobbiamo attendere novità dalla casa del Wisconsin per vederla crescere nuovamente? Non so, di certo mantenersi in alto non è mai semplice e riuscire a confermarsi a volte è davvero complicato, per ora Trek è stabile e visto il “tumulto” che c’è dietro deve esserne contenta.

Specialized completa il podio, nonostante sia ormai al quinto anno con la Shiv riuscendo a mantenersi sopra i 200 telai presenti. Sono ormai lontane le vittorie di Macca e Alexander e forse ci si attende novità anche sul prodotto per vederla crescere un pochino. Gli investimenti non mancano di sicuro, vedremo se ci saranno novità.

Un altro marchio molto forte nel triathlon da sempre è Felt. L’anno scorso la vittoria di Daniela Ryf seguita a quella della Carfrae (anche lei su Felt) ci fece pensare ad un ulteriore crescita, ma evidentemente non è solo questione di vittorie o forse i numeri minori delle partecipanti femminili non spostano così tanto i numeri. Infatti Felt è stabile da almeno tre anni, oscillando tra i 130 e 150 telai, un numero elevato, ma fermo, se guardiamo più indietro è quella che è cresciuta meno tra le prime 4.

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Daniela Ryf su Felt

Argon 18 invece continua la sua ascesa, confermandosi sopra i 100 telai, come già lo scorso anno, venendo però appaiata da Scott a quota 106; entrambe sono passate da poco più di 60 pezzi a oltre 100 in due anni. La prima proponendo novità tecniche e qualche buona sponsorship, la seconda con la nuova Plasma, ma soprattutto con la vittoria di due anni fa grazie a Sebastian Kienle.

BMC ha presentato a Kona l’attesa nuova bici, una tecnologica innovazione “ibrida”; infatti il telaio della casa rosso crociata è versatile e può essere adattato alle norme UCI o lasciato in versione più estrema col canotto reggisella più avanzato. BMC ha comunque guadagnato ancora qualche numero del bike count, a conferma di quanto sia stata apprezzata la sua Time Machine. Pensate che nel 2011 aveva solo 9 telai presenti. Oggi ne ha 100. Seguono Quintana Roo, Cannondale e Giant, tutti marchi in continua e leggera crescita, che restano molto gettonati tra i triatleti.

Ceepo cala un pochino, mentre subito dietro si posizione Dimond, che in tre anni arriva a quasi 50 pezzi presenti. Un gran balzo in avanti per l’innovativa casa americana.

Da notare invece la flessione di Canyon, nonostante la vittoria e l’enorme risonanza mediatica di Frodo (Jan Frodeno). Il tedesco è forse più bravo a vendere se stesso che far vendere bici? Ovviamente è una provocazione, ma i risultati non sembrano confortanti, nonostante l’investimento notevole. Se consideriamo che quest’anno Canyon era la bici anche del terzo classificato Patrick Lange, ci attendiamo numeri diversi per il 2017.. forse.

Non mi dilungo su altri marchi di cui si possono leggere i dati e l’andamento nel tempo sulle tabelle,  ma volevo far notare solo alcuni ulteriori punti interessanti:

Kuota, il primo marchio italiano presente con 25 telai. Non è più sicuramente agli splendori di qualche anno fa, quando addirittura per un anno o due fu il secondo marchio dopo Cervèlo, ma di certo sta “tenendo botta” e quest’anno si è regalata un quinto e quarto posto con due tedeschi, un risultato prestigioso che magari li aiuterà a crescere ancora.

Ventum, con una forte operazione di marketing si presenta con 22 bici, contro le 4 del 2015. Interessante. Vedremo l’apprezzamento reale del pubblico.

Più indietro gli altri marchi italiani, che stentano ancora a credere nel mercato del triathlon e ottengono poco da questa classifica che invece è molto ricercata da brand americani. Pinarello si attesta sempre intorno alle 10 unità (8 quest’anno, 11 nel 2015), Colnago 6, Wilier 5, Bianchi 4.. mi permetto di tirare le orecchie in senso buono a questi brand. Hanno i prodotti ma pensano poco a come venderli ai triatleti. Investono soldi nell’ideare e realizzare bici da crono/triathlon (che devono fare anche per le squadre di ciclismo), ma poi si ritrovano spiazzati dalle scarse vendite di questi mezzi che ovviamente non attirano il popolo degli stradist. Un po’ di coraggio e una maggiore conoscenza del mondo del triathlon non guasterebbe.

 

Author: iristi

Triathleta dal 2002, classe 1980, ex nazionale distanza olimpica. Gareggia per DDS Triathlon Team. E' stato campione italiano sprint 2007 e a squadre 2011. In nazionale dal 2005 al 2010, ha partecipato a gare internazionali ottenendo un podio in Coppa Europa e al mondiale universitario. Dal 2014 gareggia sulla distanza Ironman in cui il miglior risultato è un terzo posto ad Ironman Vichy - Francia in 8h19'58". E' laureato in Scienze Politiche, socio di Sport Time srl, per cui si occupa di gestire le attività online e di comunicazione oltre ai rapporti con alcuni clienti.

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