Kona Bike count: analisi e confronti sulle bici

Torniamo anche quest’anno a riproporre un’analisi dei dati che puntualmente Lava Magazine fornisce subito dopo il Campionato mondiale Ironman di Kona. 

Lo scorso anno scrivemmo un articolo in cui per la prima volta effettuavamo una comparazione rispetto agli anni precedenti.

Riproponiamo la stessa analisi aggiungendo ovviamente i dati del 2014. Come l’anno scorso abbiamo indicato anche un “trend” con dei semplici segni (++, +, =, -,–) che danno una linea indicativa dell’andamento nel tempo con aumenti o cali minimi (+ o -) o rilevanti (++ o –).

Come già detto nell’articolo 2013, i dati sono rilevati manualmente dai volontari che verificano i marchi di ogni concorrente durante la fase di ingresso per il deposito di tutti gli strumenti di gara in area transizione, per cui non sono estremamente attendibili seppur ricalcano bene l’andamento del mercato legato al mondo del triathlon.

 

Considerate la prevalenza di atleti nord Americani sul resto del mondo, per cui il mercato è rappresentato con uno spostamento in quella direzione.

Vediamo in dettaglio qui sotto i dati relativi alle bici (clicca sull’immagine per scaricare il pdf)

Kona bike count comparazione bici-1

 

 

In questa prima tabella, sono riportati i principali marchi presenti. Rispetto agli anni precedenti rimane consolidato il dominio Cervelo, che anche in seguito alla vittoria di Fred Van Lierde 2013 non ha avuto notevoli guadagni di numeri, anzi è invariato, se consideriamo che su questi numeri un minimo di variazione (+2) è irrilevante. Del resto Cervelo ritengo abbia l’obiettivo di mantenere la leadership, di certo incrementarla partendo da questi numeri è difficile. Mantenere le sue bici presenti anche tra gli atleti che ambiscono alla vittoria è però necessario per non perdere quote di mercato e quindi ecco che grazie anche a Van Lierde e soci, Cervelo resta la numero uno incontrastata.

Trek continua a rosicchiare posizioni e come potete notare incrementa anno dopo anno i suoi numeri. Diversamente Specialized, nonostante grandi investimenti e una forte presenza tra gli atleti di vertice non aumenta i suoi numeri. Rimane esattamente con lo stesso valore 2013, dopo aver però beneficiato negli anni precedenti di una forte crescita. Sarà anche dovuto al fatto di non aver ancora partorito un’evoluzione della Shiv (ormai presente dal 2011)? Trek di contro ha modificato la sua Speed Concept proprio l’anno passato.

Cresce Felt, che beneficia probabilmente della sponsorizzazione della Carfrae (di nuovo vincitrice anche quest’anno) e comunque di un modello di bici recente e decisamente di qualità

Mentre Quintana Roo e Cannondale  perdono qualcosina, salgono, e con numeri interessanti, sia BMC sia Ceepo, entrambi marchi ben presenti in Italia, a differenza di Quintana Roo che è molto più “americano” come brand. Cannondale ha presentato proprio a Kona un nuovo mezzo dedicato al Triathlon, meno estrema dal punto di vista aerodinamico, ma più “pratica” per gli Ironman.

Da notare la flessione di Scott che però ha presentato da pochissimo la nuova Plasma e dopo la vittoria del fenomeno Kienle (che proprio in bici fa la differenza) credo possa guadagnare posizioni in vista del prossimo anno.

Seguono molti altri marchi tra cui noto la flessione forte di Kestrel, Guru, Look e Stevens. Mentre Kuota, che perde diverse posizioni (dopo essere stata in passato seconda solo a cervelo) ha passato un anno di transizione, che sicuramente sta pagando, però l’uscita sul mercato della KT05 e la ripresa a pieno regime del lavoro commerciale, dopo il cambio ai vertici dell’azienda, saprà riportare in alto il miglior marchio italiano nell’Ironman count.

Interessante la forte presenza di Dimond, bici resa nota dall’americano TJ Tollakson, e utilizzata anche da Maik Twelsiek (Ger) che quest’anno ha stabilito il secondo bike split della gara (dietro Kienle).

A proposito di italiani, dopo Kuota la seconda è Wilier, qui non ci sono atleti top sponsorizzati ma evidentemente il marchio Triestino è apprezzato per la qualità del prodotto.

Crescita decisa anche per Pinarello, sarà merito del team Sky che si fa sentire anche nel triathlon? Di certo la Bolide è un ottimo mezzo per l’Ironman, ma la casa di Treviso non investe più in atleti top (dopo Leanda Cave), per cui se lo facesse forse potrebbe guadagnare quote anche nel mercato triathlon facilmente.

Rimanendo in Italia Colnago e Bianchi (nel secondo foglio qui sotto) sono più staccate (solo 4 e 3 bici), i due marchi storici hanno però due differenze:  la prima perde quote e non crede nel triathlon da parecchi anni, visto che, nonostante una bici di qualità non ha più investito su atleti top (dopo Luc Van Lierde) e a sensazione non è percepito come un “triathlon brand”; la “celeste” d’Italia invece, era a zero fino allo scorso anno, è salita a quota 3, ancora poco, ma ha presentato nelle recenti fiere la nuova Aquila CV, pensata anche per il triathlon grazie all’utilizzo del Countervail, fibra di carbonio esclusiva, per cui si percepisce l’inizio di un tentativo di scalata ai “triathlon brand”, vedremo.

Forti e da notare i cali di Swift e Parlee, entrambi già conosciuti e abbastanza diffusi nel triathlon, ma gli alti e bassi indicano che per i marchi meno noti è dura farsi spazio tra i grandi.

Sotto trovate le altre due tabelle per concludere tutto il count.

A presto con altri dati e analisi.

Kona bike count comparazione bici-2

Kona bike count comparazione bici-3

 

 

 

Author: iristi

Triathleta dal 2002, classe 1980, ex nazionale distanza olimpica. Gareggia per DDS Triathlon Team. E' stato campione italiano sprint 2007 e a squadre 2011. In nazionale dal 2005 al 2010, ha partecipato a gare internazionali ottenendo un podio in Coppa Europa e al mondiale universitario. Dal 2014 gareggia sulla distanza Ironman in cui il miglior risultato è un terzo posto ad Ironman Vichy - Francia in 8h19'58". E' laureato in Scienze Politiche, socio di Sport Time srl, per cui si occupa di gestire le attività online e di comunicazione oltre ai rapporti con alcuni clienti.

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