La corretta alimentazione nei giovani atleti

Obesità e sovrappeso sono oggi una vera e propria epidemia sociale che interessa sempre più l’età pediatrica, non solo gli adulti. Emmanuel Stamatakis aveva descritto un aumento della percentuale dell’obesità sia nei bambini sia nelle bambine della scuola elementare, passata dall’1,8% del 1984 al 6,6% del 2003 (Arch Dis Child, 2005). Dopo  altri otto anni, in Italia, non è cambiato molto.

sanremo-3Tale situazione sociale assolutamente allarmante è confermata da OKkio alla Salute, un sistema di sorveglianza sul sovrappeso e l’obesità nei bambini di 8 anni delle scuole primarie e fattori di rischio correlati. L’obiettivo è quello di conoscere e valutare l’evoluzione nel tempo dello stato ponderale, delle abitudini alimentari, dei livelli di attività fisica svolta dai bambini al fine di orientare la realizzazione di iniziative utili ed efficaci per il miglioramento delle loro condizioni di vita e di salute.

Tutti gli esperti affermano che l’obesità è una vera e propria malattia, che può causare diabete e problemi cardiovascolari anche nei bambini. Radio e televisione danno notevole spazio a queste informazioni e le portano alla attenzione di tutte le famiglie.

Si potrebbe immaginare allora che sia le famiglie sia le istituzioni scolastiche, nonché i professionisti della salute, siano rigorosamente impegnati su questo fronte per migliorare la qualità di vita dei ragazzi e per garantire loro un futuro più sano. Tuttavia, osservando con più attenzione i comportamenti individuali nelle comunità, nelle scuole e nelle famiglie, si osservano realtà completamente diverse. All’inizio di ogni anno scolastico capita ad ogni Pediatra di dover emettere certificati per fare in modo che bambini in sovrappeso o decisamente obesi non ricevano regolarmente una doppia porzione di cibo, oppure perché nelle mense scolastiche o a casa, a fine pasto si dia ai bambini la frutta e non merendine, budini o altri snack a base di cioccolato o creme; inoltre, dietologi ed esperti di alimentazione sono spesso obbligati ad andare nelle scuole per insegnare alle cuoche responsabili della distribuzione dei pasti a preparare delle porzioni corrette e non dare il “bis” che, soprattutto per pasta o patate, è spesso richiesto dai bambini.

Per “combattere” il problema non si può pensare (ad ogni età ma soprattutto nei bambini) solo ad un’alimentazione corretta, ma si deve pensare anche al movimento, sia esso un gioco all’aria aperta (nei più piccoli) o uno sport organizzato (nei più grandi); un fattore che diventa assolutamente indispensabile. Quando parliamo di alimentazione ed attività fisica, spesso si ritiene che chi pratica sport debba avere una dieta particolare ed assumere degli integratori. Anzi, spesso i ragazzi sono particolarmente influenzabili e vengono spronati da “esperti” a fare uso di integratori senza conoscere minimamente le loro abitudini alimentari, lo stato di salute, la famigliarità verso alcune patologie, etc. Si pensa che se non si assumi nulla non si possa “andare forte” o “far crescere la massa muscolare”.

In realtà, a qualsiasi età e soprattutto se si considera l’età pediatrica, il messaggio più corretto è quello di avere un’alimentazione “quali-quantitativamente adeguata”. Tali esigenze nella maggior parte dei casi tendono a essere sovrastimate dai genitori, con conseguente rischio di malnutrizione per eccesso e ciò rende necessaria un’attenta attività di educazione alimentare estesa a tutta la famiglia e non limitata solo al ragazzo. Parlando di sport, quello che anche ai più giovani andrebbe insegnato è il concetto di “timing nutrizionale”, ovvero quando e cosa mangiare in funzione dell’attività fisica che si andrà ad effettuare. Inoltre, andrebbe maggiormente sottolineata l’importanza dell’acqua e di come anche una piccola disidratazione possa avere un impatto negativo sulla prestazione e sulla propria salute. Un’alimentazione sana, varia, equilibrata e organizzata, se possibile, in cinque pasti giornalieri, è quasi sempre in grado di soddisfare i fabbisogni di macro- e micronutrienti anche per il bambino o l’adolescente che pratica sport. L’attività fisica e la passione che il bambino o il ragazzo mette nel proprio sport può essere un’occasione da non perdere per far passare il messaggio dell’importanza di uno “stile di vita sano”.

Per quanto riguarda la idratazione invece, i bambini sono a maggior rischio di problematiche legate alla disidratazione rispetto agli adulti, in quanto possono essere soggetti ad una riduzione della capacità di percepire la sete, una minor capacità di produrre sudore e quindi di dissipare il calore interno ed una minor capacità di concentrare le urine. Ciò li rende maggiormente esposti a rischio di colpi di calore anche se poi l’organismo del bambino riesce a trovare dei meccanismi di compensazione tali da ridurne il rischio. La principale bevanda che un bambino dovrebbe consumare quando fa sport o durante il gioco è l’acquabevande idrosaline sono spesso inadeguate in quanto non formulate in termini di minerali disciolti per l’età pediatrica e sono molto caloriche per la presenza di zuccheri. Tenendo conto che i bambini non fanno attività di lunga durata, l’acqua dunque è assolutamente sufficiente, assieme ad un adeguato apporto di frutta e verdura, alla loro idratazione. Solo crescendo, quando il bambino passerà ad attività agonistiche di durata superiore all’ora (soprattutto con l’adolescenza), si potrà iniziare a prendere in considerazione l’uso di tali bevande.

Particolarmente pericoloso infine, potrebbe essere l’utilizzo precoce degli “Energy drink”, bevande caloriche contenenti una grande quantità di zuccheri e caffeina oltre ad altre sostanze potenzialmente pericolose nei ragazzi, soprattutto se si considera che il loro utilizzo non si limita alla sola attività sportiva ma anche in ambito scolastico e nell’intero arco della giornata. Nell’insegnare al ragazzo un corretto “timing nutrizionale”, particolare attenzione andrebbe posta al post allenamento, educandoli all’importanza di una reidratazione e alimentazione immediata. Inoltre, sfruttando gli effetti metabolici dell’attività fisica sulla sensibilità all’insulina e la ri-sintesi di glicogeno muscolare, si potrebbe permettere ai ragazzi che hanno problemi di peso di concedersi anche quale “sfizio”, magari proponendo loro bevande gustose ma adatte al recupero quale latte e cioccolato o frullati a base di latte e/o yogurt e frutta di stagione. Un recentissimo articolo pubblicato sulla rivista scientifica Applied Physiology nutrition and metabolism ha dimostrato come il latte scremato possa essere un’ottima bevanda per il bambino che fa sport non solo per promuovere gli adattamenti muscolari ma anche per permettere una corretta reidratazione.

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6 RACCOMANDAZIONI PRATICHE PER GIOVANI ATLETI E PER LE LORO FAMIGLIE

1. L’apporto energetico dovrebbe essere sufficiente a supportare la crescita ed il normale sviluppo del ragazzo. E’ importante da questo punto di vista che la crescita del bambino/ragazzo sia periodicamente controllata dal pediatra;

2.Come per tutti i ragazzi, anche per quelli sportivi una particolare attenzione deve’essere posta sul consumo della prima colazione, possibilmente non solo a base di alimenti che apportino carboidrati (es. merendine) ma inserendo sempre un alimento che possa apportare proteine di alto valore biologico (es. yogurt, latte, prosciutto, uova, etc.);

3.L’apporto di macronutrienti e l’elaborazione di un corretto schema nutrizionale nei bambini dovrebbe tenere conto del fatto che questi ultimi utilizzano più grassi e meno carboidrati rispetto agli adulti come substrato energetico durante l’esecuzione di un esercizio fisico. Quindi, un incremento dell’apporto di grassi (preferibilmente mono e polinsaturi) è raccomandato al fine di soddisfare i fabbisogni energetici (e plastici legati allo sviluppo) dei bambini che praticano attività fisica;

4. Particolare attenzione va posta sul monitoraggio di una corretta idratazione; i ragazzi vanno incentivati a bere frequentemente durante la pratica dell’attività fisica. I giovani atleti infatti, tendono a non soddisfare i propri fabbisogni idrici. Indipendentemente dalla temperatura e dalla umidità ambientale, chi segue i ragazzi dovrebbe incentivare il consumo di acqua ogni 10-15 minuti di attività.

5. Allenatori e famiglie devono porre attenzione rispetto all’eventuale insorgere di disturbi del comportamento alimentare ed all’amenorrea (assenza di mestruazioni) o oligomenorrea (ricorrenza delle mestruazioni ad intervalli di tempo superiori ai 35 giorni ma inferiori a 3 mesi) nelle giovani atlete. Un menarca ritardato (primo flusso mestruale della donna) oltre i 13-14 anni dovrebbe necessitare di un’attenta valutazione medica. Allo scopo di evitare importanti problematiche per la salute futura delle atlete (es. osteoporosi precoce) il problema andrebbe affrontato in modo rapido con l’aiuto di uno specialista.

6. E’ importante che i ragazzi soddisfino i loro fabbisogni quali- e quantitativi. Anche nel sesso maschile particolarmente a rischio sono gli sport con categoria di peso (es. judo), endurance e sport estetici. Nella maggior parte dei casi, nei giovani sportivi i fabbisogni di alcuni micronutrienti quali vitamina D, zinco, calcio e ferro non vengono soddisfatti, dunque particolare attenzione va posta sulla correzione del regime dietetico con eventuale integrazione.

Bibliografia

William D. McArdle, Frank I.Katch, Victor L.Katch, Fisiologia applicata allo sport, Aspetti energetici, nutrizionali e performance, Casa Editrice Ambrosiana, seconda edizione 2009 

Dan Benardot, Advanced Sports Nutrition, Gender and Age, Human Kinetics anno 2006 

Laura K Purcell, Sport nutrition for young athletes Paediatr Child Health 200 Vol 18 No 4 April 2013

Sports Drinks and Energy Drinks for Children and Adolescents: Are They apporpiate?, Pediatrics 2011;127;1182

Author: Giacomo Petruccelli

Giacomo si laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche nel 2005, completando il suo percorso di formazione con un Master in Marketing Farmaceutico e un Dottorato di Ricerca in Biochimica-Fisiologia e Patologia del Muscolo. Nel 2013 comincia a lavorare nel settore del Food & Beverage e nel 2015 completa il Master of Management in Food & Beverage con la Bocconi School of Management, specializzandosi nel frattempo in Comunicazione Digitale. Zone Consultant Enervit e Istruttore Group Cycling Technogym BLACK LEVEL, Giacomo segue il progetto Triathlon Time nel ruolo di Copywriter e creatore di contenuti, è autore di 7 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali ed ha collaborato con la redazione web della "Società Italiana di Farmacia Ospedaliera" occupandosi di recensire newsletter informative sull'uso corretto delle diverse piattaforme di comunicazione online nel settore farmaceutico/ospedaliero italiano.

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