#AG2AG: Domande “scomode” sulla messa in sella

Questa volta cercheremo di avere risposte a domande che spesso escono fuori tra amici e compagni di squadra, durante una pedalata o la meritata pausa caffè.

Ci eravamo lasciati con qualche consiglio da Age Group a Age Group (http://www.triathlontime.com/ag2ag-quante-volte-vi-siete-fatti-mettere-in-sella/) e con la promessa di cercare risposte ad alcune domande “scomode” circa messa in sella e visita biomeccanica.

Enrico e Niklas, biomeccanici presso ASG Bike Science, oltre a seguire ciclisti di squadre World Tour come la UAE Emirates e triatleti del calibro di Degasperi, Molinari e Risti (dovreste conoscerlo, scrive articoli interessanti) si dedicano con molta passione nel supportare noi Age Group nel raggiungimento degli obiettivi che ci prefiggiamo.

Pedalare con piacere e senza fastidi dovrebbe essere il primo obiettivo di tutti noi ma soprattutto un requisito fondamentale per chi si confronta con le lunghe distanze, 70.3 o IRONMAN.

Nel seguito troverete alcune domande a cui può non essere facile trovare risposta, nella speranza di darvi un aiuto concreto sul tema della messa in sella.

R: Da atleti Age Group come possiamo scegliere un buon biomeccanico e non sprecare soldi in visite poco professionali o non risolutive?

E&N: Innanzitutto ci terrei a precisare che “il biomeccanico” è una figura un po’ mitologica. La biomeccanica è un insegnamento che viene inserito in diversi percorsi accademici, ma non esiste la laurea in biomeccanica. Detto questo, credo che sia fondamentale scegliere una persona con un titolo di studio, per lo meno in scienza dello sport o fisioterapia, che conosca in modo approfondito il corpo umano sotto tutti punti di vista. Chiaramente conta molto anche l’esperienza e il percorso, formativo e sportivo, fatto.

R: Dovremmo fare la messa in sella prima dell’acquisto della bici, subito dopo averla presa, quando si riscontra un fastidio o quando si decide di voler andare più forte?

E&N: Purtroppo spesso ci capita di venire chiamati in causa solo quando c’è un problema, ovvero quando ormai a volte è troppo tardi, e qui potremmo ricollegarci al punto precedente. Idealmente sarebbe ottimale fare il bike fitting prima di acquistare una nuova bici se non si è possesso già di una bici di taglia giusta o se non la sia ha, questo per scongiurare errori di taglia del telaio. Una volta scelto il telaio della giusta taglia la messa in sella dovrebbe essere fatta immediatamente, in modo da pedalare da subito nella posizione ottimale. Se vuoi migliorare le tue prestazioni puoi pensare ad un bike fitting, in qualsiasi momento tu lo voglia.

 

IMG_7705_preview

 

 

R: Nella scelta di una bici, in particolare da crono, ai fini di una buona messa in sella su cosa dobbiamo concentrarci? Ci sono particolari che possono farci propendere per un modello piuttosto che un altro?

E&N: Assolutamente si, la risposta è molto semplice: più possibilità di regolazione ha la bici, più sarà adattabile al mio corpo. La cosa più importante a mio avviso è poter regolare in maniera fine sia la sella che il manubrio, e mi riferisco ad avanzamento/arretramento, inclinazione, altezza. In secondo luogo poter scegliere anche il tipo di prolunghe è molto utile, noi di solito consigliamo le ski bend ma adesso ci sono molte variabili altrettanto valide. Mi permetto di prendere come esempio te Riccardo e la tua bici, sicuramente avrai notato come l’adozione di spessori custom, non disponibili sulla bici originale, abbia radicalmente modificato il comfort.

 

R: Dopo la visita biomeccanica ci sono delle accortezze che dobbiamo prendere? Possiamo sperimentare piccole modifiche dopo qualche pedalata o è meglio rimanere fedeli alla posizione iniziale?

E&N: Sicuramente si può sempre lavorare sul proprio corpo, per migliorare i punti deboli e sfruttare ulteriormente i punti forti. Può succedere che ci sia qualche piccolo adattamento da fare nell’immediato, noi generalmente consigliamo un appuntamento di controllo/upgrade dopo 5-7 mesi ma sconsiglio vivamente di fare delle modifiche senza consultare chi ha “costruito” la posizione e che conosce la situazione e le caratteristiche dell’atleta.

R: Se le sensazioni che abbiamo una volta in strada non sono in linea con quelle avute sul rullo in occasione della visita, ad esempio tendiamo scivolare sulla sella, come dobbiamo comportarci?

E&N: La strada è sicuramente diversa, già un manto di asfalto diverso o un pantaloncino con tessuto differente possono dare sensazioni di stabilità che differiscono tra loro. Grazie alla strumentazione che utilizziamo e alla nostra esperienza con diversi tipi di sella riusciamo comunque a valutare già durante la sessione sul rullo se ci può essere uno scivolamento e vi poniamo rimedio, tuttavia a volte può succedere. In questo caso una telefonata o un salto in sede possono essere risolutivi. A volte anche il solo atteggiamento della parte superiore del corpo può influenzare questo tipo di sensazioni. Ricollegandomi ad una domanda precedente, un reggisella che permetta regolazioni facili e fini può essere utile in questo caso per evitare un viaggio fino da noi. In anteprima ti posso dire che stiamo sviluppando un servizio per poter verificare immediatamente le sensazioni su strada.

 

IMG_8164_preview

 

 

R: Una volta trovata una posizione che ci permette di pedalare senza problemi dovremmo comunque prevedere un controllo periodico e perché? Lo dovrebbe fare solo il triatleta “evoluto” e attento alla prestazione o tutti noi?

E&N: Come ho anticipato prima consigliamo un controllo dopo un periodo di 5-7 mesi, che in genere è un lasso di tempo che consente al corpo di adattarsi e probabilmente anche migliorare. È chiaro che c’è un limite all’evoluzione personale, se non altro ci sono i limiti strutturali della bici. Quello che vorrei far capire è che la posizione non è passiva, e lavorando sul proprio corpo si può sempre migliorare, un po’ come si può migliorare la propria nuotata lavorando sulla tecnica. Non dimentichiamo poi che l’industria della bicicletta è sempre in fermento e pronta a fornirci qualche nuovo componente più performante.

R: Per un Age Group capace di pedalare la frazione bike di un IM tra le 5h e le 5h30’ una messa in sella più aggressiva, diciamo da PRO, potrebbe portare ad una prestazione migliore?

E&N: Dipende, bisogna sempre valutare il punto di partenza per capire i margini di miglioramento. Il divario che c’è tra un posizione da PRO e una da AG evoluto è abbastanza elevato, per ciò bisogna sempre valutare due cose. L’estremizzare una posizione dal punto di vista aerodinamico può non essere sempre un vantaggio, in un IM o 70.3 non bisogna fare una crono da 20 Km e poi fermarsi ma è necessario correre, e correre forte. Per ciò è importante poter fare una buona prestazione in bici ma essere poi capaci di esprimersi anche a piedi. Proprio con un PRO dopo il posizionamento ci è successo di ottenere in prima battuta un miglioramento nella frazione di corsa più che nella frazione di bici.

 

R: Nello star bene in sella conta più avere una buona messa in sella o essere un buon triatleta, inteso come colui che cura potenziamento, core stability, stretching e tecnica di pedalata?

E&N: Dal punto di vista dell’AG secondo me conta più avere una buona posizione, e dico questo perché una buona posizione vuol dire che è stata adattata alle caratteristiche dell’atleta, in modo da compensare le eventuali problematiche presenti. Poi curando gli altri aspetti si può migliorare come abbiamo detto prima.

 

0T8A1832 - Copy_preview

 

 

R: È più difficile mettere in sella un PRO o un Age Group? Quali sono gli elementi da tenere in considerazione quando avete a che fare con noi Age Group?

E&N: A mio parere con l’atleta PRO il problema maggiore è quello relativo ai materiali da utilizzare, spesso vincolati dagli sponsor, e che quindi devono essere adattati alle necessità. L’AG invece potrebbe avere problemi nel trovare il tempo per curare il proprio corpo al di fuori della bici. Inoltre a volte l’AG, vivendo il triathlon come un divertimento, non è disposto a spendere come un PRO per poter scegliere i componenti migliori, ma si trova sempre una soluzione.

R: Il classico errore da evitare nel quale vi siete imbattuti più spesso? Penso al classico consiglio “alza un po’ la sella che ti vedo pedalare basso” da parte dell’amico ciclista della domenica.

E&N: Se devo dirne uno credo che sia più o meno quello che hai riportato tu, ovvero ascoltare consigli da parte di chi non ha competenze specifiche e soprattutto farlo soffermandosi su un solo aspetto della pedalata/posizione senza guardare al quadro generale.

 

Spero di essere riuscito a rispondere ad alcune delle vostre domande e curiosità su messa in sella e dintorni.

Ringrazio Enrico e Niklas per il loro supporto, sempre bravi a unire professionalità e semplicità in quello che fanno, dalla messa in sella fino ai preziosi consigli per noi Age Group!

Author: redazione

Share This Post On

Leave a Reply

%d bloggers like this: