On Cloudflash, la nuova scarpa veloce

La gamma race di ON, azienda svizzera che si caratterizza per la tecnologia delle “nuvole” (cloud), si arricchisce di una nuova offerta, le CloudFlash, scarpa per molti aspetti davvero estrema ma che conserva la grande versatilità che contraddistingue l’intera gamma ON.

Le nuove Flash nascono senza dubbio come evoluzione delle Racer, di cui vanno a migliorare i pochissimi punti deboli: le Racer hanno avuto vita davvero longeva, sono presenti sul mercato dal 2013 senza mai aver subito evoluzioni tecniche, nel 2015 venne lanciato un lifting che ne cambiò la colorazione da arancio a verde lime senza però introdurre cambiamenti alla scarpa. La racer ha affrontato quindi per 4 anni, periodo che possiamo definire quasi un’era nel mondo del materiale tecnico podistico, i campi gara di tutto il mondo, sia nel podismo che nel triathlon, ai piedi di atleti che tendenzialmente corrono veloci ma soprattutto con una tecnica “neutra” ed appoggi netti sull’avampiede.

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La Cloudflash conserva questa tendenza “estrema”, concepita per la velocità vera e si propone quindi come scarpa ideale per allenamenti veloci e competizioni: non serve calzarle, basta prenderle in mano per rendersi conto già dal peso e dal tipo di materiali utilizzati nella tomaia che ogni singolo dettaglio è tirato al limite per eliminare tutto il superfluo e tutto quello che non sia funzionale alla spinta. 220 grammi in misura 8,5 lasciano del resto pochissimo spazio ai dubbi.

Eliminate praticamente tutte le cuciture e le giunzioni da linguetta e tomaia, le Flash si presentano quasi come un corpo unico con solo alcuni rinforzi di materiale nei punti di maggior stress. La primissima sensazione una volta indossate infatti è quella di un feeling immediato: non vi sono punti di resistenza e la scarpa sembra calzare come un guanto, già camminando si avvertono sia flessibilità ed elasticità dei materiali che l’evidente spinta in avanti data dal drop molto basso (5mm).

 

Attenzione però, non è certamente una scarpa per tutti, o quantomeno l’utilizzo che se ne può fare non è uguale per tutti. Basta fare qualche chilometro per rendersene immediatamente conto: le Clouflash sono una formula 1, iperperformanti ma richiedono una corsa meccanicamente molto buona. Perdonano molto poco gli appoggi sul tallone e l’ammortizzazione è quella tipica di una A1 (quindi scarsa): già questi due elementi “tagliano fuori” i runner che hanno una biomeccanica non ottimale sia, soprattutto, chi al momento sia in sovrappeso.

 

Se però siete tra i fortunati cui la natura ha regalato una corsa leggera e sciolta (chi per intenderci corre a 4min/km senza grossi sforzi), beh ecco dovete quantomeno provarle queste scarpe: apprezzerete senza dubbio la leggerezza, l’estrema reattività e soprattutto la notevole sensazione di spinta che questa scarpa vi regala. Anche chi “scende” dalle sorelle minori Racer noterà un miglioramento: le sensazioni generali sono molto simili ma l’allargamento della base di appoggio all’anteriore (scelta fatta da quasi tutte le case costruttrici negli ultimi anni) fa si che la spinta sia ancora maggiore. L’allargamento ha riguardato sia la forma generale della scarpa (che ora è meno rastremata all’anteriore) sia proprio la base di appoggio dei cloud (le caratteristiche nuvole di ON) il cui numero è diminuito da 18 a 15 ma la cui area complessiva è stata maggiorata.

 

Grande stabilità è assicurata dalla parte posteriore: la conchiglia che sostiene il tallone è davvero rigida (molto più rigida rispetto alle Racer), con una minima flessibilità lasciata all’ultimo centimetro superiore di materiale per consentire la calzata. Ecco questo è stata una delle grosse migliorie rispetto al modello precedente che per molti era “morbido” e nelle curve affrontate in gara ad alte velocità a volte si aveva la percezione quasi di perdere la scarpa. Grazie a questa miglioria è stata rastremata anche la curva della caviglia che ora ha un profilo sensibilmente più basso ed elimina qualsiasi contatto tra la scarpa ed il malleolo. Ed ancora nella direzione della stabilità è stato finalmente aggiunto il settimo passaggio per i lacci, passaggio che può essere utilizzato da chi voglia proprio una chiusura netta ed ancora più efficace, che di solito si usa in distanze molto brevi magari su percorso tortuosi.

 

Punto debole delle Cloudflash è la durata: certo nessuno si aspetta che una scarpa del genere ci possa durare per un chilometraggio elevato ma in casa ON non hai mai badato molto ai “consumi” per la loro scarpa di punta. Rispetto alle racer forse qualcosa è migliorato anche sotto questo aspetto ma siamo ancora bassini: dare un’indicazione di chilometraggio avrebbe poco senso (dipende da troppi fattori come peso dell’atleta, appoggio, fondo di corsa, etc). In linea generale però c’è di positivo che quando la scarpa “si scarica” ve lo fa capire molto rapidamente: date molto peso alle prime avvisaglie di dolori articolari (ginocchia ed anche) potrebbero essere proprio un primo segnale di usura anche se la scarpa esteticamente è ancora quasi perfetta.

 

Per quanto riguarda le percorrenze le Coudflash vi daranno la massima performance su brevi distanze, preferibilmente su asfalto o in pista (perdono un po’ su sterrato e ghiaino) ma anche su distanze medie come i 10mila o la mezza maratona. Direi anche per distanze fino ai 10km le Flash potrebbero avere un bacino di utenza allargato anche a chi non possieda le caratteristiche di cui parlavamo poco sopra (normopeso e corsa neutra sull’avampiede), a patto di adattarsi a questa scarpa per gradi, inserendola magari inizialmente in una sola uscita a settimana (magari la più breve) per poi progressivamente valutarle sui distanze maggiori ed in competizione.

I più fortunati invece potranno affrontare, una volta opportunamente adattati alla scarpa, anche distanze importanti come la maratona, sia nel podismo che nel triathlon apprezzando davvero fino in fondo le doti di leggerezza e dinamicità che questa scarpa offre.

 

Con tutti gli opportuni distinguo fatti finora (che non sono assolutamente da sottovalutare), il voto finale è decisamente molto molto alto. Tecnicamente è una scarpa a cui si può eccepire poco o nulla, ha delle caratteristiche uniche sul mercato che possono piacere o meno ma è uno di quei prodotti a cui ci si affeziona in fretta e che una volta metabolizzato difficilmente si abbandona.

ON Cloudflash Uomo

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Massimo Giacopuzzi

 

Author: redazione

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