Ortesi plantare Sensomotoria: un nuovo sostegno attivo per il piede

La Dr.ssa Lucia Maurizi del "Centro Crisalide" di Montecosaro (Macerata)A pochi chilometri da Civitanova Marche, volgendo lo sguardo verso i Monti Sibillini, c’è un paese che rientra di diritto ne “I borghi più belli d’Italia”; si tratta dell’antico borgo medievale di Montecosaro. Ve ne parlo perché pochi giorni fa sono stato al Centro Crisalide, un centro medico con oltre 70 medici specialisti che coprono circa 40 specialità della medicina con il supporto di due Ortopedie-Sanitarie convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e l’Inail, una grande realtà presente nel territorio marchigiano da più di 10 anni e punto di riferimento nel centro Italia per la realizzazione personalizzata di ortesi plantari sensomotorie specifiche per gli sportivi. Ad accogliermi c’era la giovane Dr.ssa Lucia Maurizi (Laureata in tecniche ortopediche con Master in “Posturologia sportiva”) che fa parte del pool di professionisti di “Crisalide” (tra cui figura anche il Prof. Pierluigi Pompei, Consulente dell’A.S. Roma Calcio e nella Commissione Nazionale AntiDoping Comitato Paralimpico nonché Direttore del Master Universitario Scienze dello Sport e del Fitness all’Università di Camerino) e che lavora in équipe con diversi specialisti come il Fisiatra, l’Ortopedico, Osteopata, il Fisioterapista e il Personal Trainer al fine di realizzare un progetto di recupero funzionale ad hoc per il singolo atleta.

Dr.ssa Maurizi, possiamo definire il  “Centro Crisalide” un “Centro Bioposturale”?

Certamente! La postura parla del nostro vissuto e quando siamo in presenza di una condizione di squilibrio, la conseguenza è l’instaurarsi di tensioni e sovraccarichi anomali, dolori e deformazioni, con insorgenza di patologie acute e croniche. Per evitare tutto questo, effettuiamo sullo sportivo il Biopostural Test, un insieme di metodiche diagnostiche strumentali atte a valutare le disfunzioni della postura.

In cosa consiste?Il Biopostural Test rappresenta una prima valutazione delle condizione dell’atleta e comprende tre esami:

Esame Baropodometricoa) Esame Baropodometrico (a sinistra), che permette di valutare la qualità dell’appoggio dei piedi (in statica e in dinamica) e fornisce informazioni sulle pressioni che vengono scambiate tra la superficie di appoggio del piede ed il terreno, valutando in modo approfondito la modalità di esecuzione del passo ed eventuali alterazioni della deambulazione;

bB.A.K. (Body Analysis Kapture) ) B.A.K. (Body Analysis Kapture) ed Image System, che analizzano bidimensionalmente le asimmetrie del dorso e della colonna vertebrale e permettono di riprendere il soggetto con due videocamere (sui piani antero/posteriore e latero/laterale) al fine di rilevare al meglio la postura dal punto di vista biomeccanico tramite misure e calcoli antropometrici sui vari piani anatomici;

Esame Stabilometricoc) Esame Stabilometrico, effettuato sulla pedana Baropodometrica con il paziente in appoggio bipodalico e monopodalico, ad occhi aperti e chiusi, dove le oscillazioni del corpo portano a individuare problemi oculomotori, vestibolari e del sistema propriocettivo.

Poi si passa alla creazione dell’ortesi plantare su misura realizzata sulla base di tutti i dati raccolti, giusto?

Esatto! Non prima però di aver annotato in maniera dettagliata l’anamnesi remota e recente del paziente. Abbiamo bisogno di conoscere anche la “storia” fisiologica e sportiva del soggetto, al fine di apportare nel plantare le giuste correzioni. Mi preme ricordare che recenti studi statunitensi e canadesi hanno dimostrato che il running non aumenta il rischio di incorrere in patologie osteoarticolari, purchè il soggetto abbia articolazioni sane, ma soprattutto non sia in sovrappeso; però anche il runner dotato di articolazioni sane, si espone al rischio di infortunio quando cerca di migliorare la propria prestazione in breve tempo, andando a stressare l’apparato osteoarticolare. Ecco perché l’associazione di ortesi plantari specifiche a scarpe adatte può influenzare positivamente il controllo neuromuscolare, aumentando la performance in tutta sicurezza.

Comincio ad essere molto curioso; quali sono le differenze tra un plantare classico ed uno “sensomotorio”?

I 4 PIN del plantare SensomotorioPrima di tutto il plantare su misura Sensomotorio è un PLANTARE ATTIVO, poiché modifica in modo mirato i segnali che dai recettori plantari arrivano al Sistema Nervoso Centrale, agendo attraverso una riorganizzazione a livello neurologico non solo mediante una correzione meccanica (come fa il plantare classico), ma cercando una correzione più fisiologica della postura. Questo avviene mediante la stimolazione dei meccanorecettori propriocettivi presenti nella pianta del piede (fusi neuromuscolari ed organi neurotendinei di Golgi) che richiamano gli impulsi miotonici (riflesso miotattico diretto ed indiretto) con la conseguente regressione di tutte le alterazioni posturali ascendenti. La realizzazione a mano dell'ortesi plantare SensomotoriaI vantaggi fisiologici e meccanici di questa “terapia ortesica” riguardano il miglioramento della propriocezione (capacità di riconoscere la posizione del corpo nello spazio e lo stato di contrazione muscolare) evitando infortuni, della risposta motoria (che diventa più rapida), della postura e dell’appoggio plantare.  Inoltre vengono influenzate le singole fasi del ciclo deambulatorio durante la corsa, rafforzata la muscolatura e diminuito il carico su articolazioni e legamenti, fino ad ottenere un miglioramento nelle prestazioni sportiveQuesti miglioramenti sono prodotti da 4 PIN (pressione indotta neuromuscolare), localizzati sul plantare a livello laterale, mediale, metatarsale e sottodigitale, che attivano o inibiscono precisi gruppi muscolari. Nello specifico: il PIN 1 mediale è un attivatore (la compressione lungo la linea di sviluppo dei tendini del tibiale anteriore e posteriore, induce un’azione anticipata di questi muscoli e contrasta la tendenza all’iperpronazione, al valgismo del tallone e delle ginocchia), il PIN 2 laterale è un attivatore (attiva la morsa tibio-fibulare stabilizzando il bordo esterno del piede varo, la catena muscolare laterale dei peronei e l’anca), il PIN 3 metatarsale è inibitore (distende la fascia plantare provocando una pre-tensione del gastrocnemio, soleo e flessore lungo le dita che invia segnali efferenti di distensione, riducendo il tono dei muscoli del polpaccio e contrastando la retrazione ad artiglio delle dita) e il PIN 4 sottodigitale è inibitore (aumenta la componente della pre-distensione sui flessori plantari corti rinforzando la risposta centrale della riduzione della tensione muscolare del polpaccio e favorendo il contatto uniforme delle dita alla superficie d’appoggio e la stimolazione degli esterocettori).

Mi sembra di capire che rispetto al plantare biomeccanico classico ci siano delle differenze nette!Differenze tra il plantare classico e quello Sensomotorio

Si, anche se gli elementi che troviamo su questo tipo di ortesi da un lato assolvono alla funzione meccanica e dall’altro si trasformano in elementi attivatori o inibitori. Stiamo parlando di un nuovo concetto di stimolazione che dal sistema periferico arriva a quello centrale e che non si concentra solo sulla funzione di sostegno passiva. Nel plantare Sensomotorio infatti, abbiamo comunque un sostegno della volta plantare ed uno scarico metatarsale che però si traducono in elementi attivi (PIN). Sono presenti anche lo scarico sottodigitale, l’elemento laterale, la conca tallonica ed il bordo stabilizzatore.  A livello pratico poi, si adatta a tutte le tipologie di scarpa in tutti quegli sport dove l’uso dei piedi è prevalente.

Qual è la “posologia” del plantare sportivo?

La correzione della postura dopo 2 mesi dall'utilizzo del plantare SensomotorioI primi giorni si possono indossare un paio di ore al mattino ed un paio al pomeriggio, per abituarsi e far abituare l’intero sistema osteo-articolare (la sensazione è quella di camminare su dei sassolini, sintomo dell’effettiva propriocezione in corso), poi dal 4°-5° giorno è possibile praticare attività fisica andando “in progressione” per quanto riguarda i km percorsi. Naturalmente, i primi 15/20 giorni sono di assestamento (il piede deve abituarsi alla nuova situazione e riadattarsi di conseguenza). Possono verificarsi episodi di fastidio muscolare che sono però sintomo del corretto funzionamento dell’ortesi che sta attivando i muscoli inibiti fino ad allora. Si effettueranno controlli baropodometrici dopo 1, 3 e 6 mesi, che verranno confrontati con quelli del check up iniziale. Il feedback dato di volta in volta dal paziente, ci permette di monitorare costantemente la sua situazione ed essere in grado di supportare correttamente la delicata figura dell’atleta. Già dopo due mesi è possibile constatare la correzione della postura osservando il riallineamento del dorso e della colonna vertebrale mediante B.A.K. (Body Analysis Kapture) ed Image System.

Author: Giacomo Petruccelli

Giacomo si laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche nel 2005, completando il suo percorso di formazione con un Master in Marketing Farmaceutico e un Dottorato di Ricerca in Biochimica-Fisiologia e Patologia del Muscolo. Nel 2013 comincia a lavorare nel settore del Food & Beverage e nel 2015 completa il Master of Management in Food & Beverage con la Bocconi School of Management, specializzandosi nel frattempo in Comunicazione Digitale. Zone Consultant Enervit e Istruttore Group Cycling Technogym BLACK LEVEL, Giacomo segue il progetto Triathlon Time nel ruolo di Copywriter e creatore di contenuti, è autore di 7 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali ed ha collaborato con la redazione web della "Società Italiana di Farmacia Ospedaliera" occupandosi di recensire newsletter informative sull'uso corretto delle diverse piattaforme di comunicazione online nel settore farmaceutico/ospedaliero italiano.

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