Sport e Comunità (spesso) sono una cosa sola

Fare sport vuol dire anche condividere momenti con la propria comunità, con tutte quelle persone con cui di giorno in giorno si dividono le proprie passioni, ma significa anche “voler” dare una mano.

Hoka One One Alberto Bucci Alessandro Degasperi Catanauc Catanoc Predazzo Trentino Val di Fiemme luganega Puzzone di Moena DOP ASD DOLOMITICA NUOTO CTT TriathlonE allora capita che passando per Predazzo, un piccolo paese a vocazione turistica del Trentino, nella splendida Val di Fiemme (dove il nostro sport è di casa), scopri che SportComunità e Volontariato sono molto vicini fra loro. A Predazzo ci sono venuto di proposito per trascorrere alcuni giorni di ferie con la famiglia e portarla a passeggiare sui sentieri del bellissimo massiccio del Latemar, quelli della montagna animata e patrimonio Unesco per capirci, un vero spettacolo che vi consiglio assolutamente di non perdere (tutte le info qui). Un altro motivo, altrettanto importante, è stato quello di avere spazi e impianti per potermi allenare al meglio, e magari in ottima compagnia.

Durante il mio breve soggiorno in albergo mi dicono che in settimana ci sarà anche una bella e tradizionale festa in paese, il “Catanauc” (Catanoc), tra le più amate da predazzani e turisti, dove la comunità locale mostra agli ospiti gli antichi mestieri di una volta (boscaioli, taglialegna, cestai, fabbri, casari, lavandaie, ricamatrici, arrotini, battitori di grano, contadini che affilano le falci) e le associazioni del paese sono tutte impegnate a preparare i cibi tradizionali da offrire a chi sceglie Predazzo come luogo di vacanza. Arriva la sera e ti rendi conto che questa iniziativa non passa inosservata: una parte del paese è completamente chiusa al traffico e già verso le 18 il flusso di persone che passeggia è molto alto per un piccolo paese di montagna.

Catanauc Catanoc Predazzo Trentino Val di Fiemme luganega Puzzone di Moena DOP ASD DOLOMITICA NUOTO CTT TriathlonVerso le 19 decidiamo di non cenare in hotel e di sperimentare un po’ di cibi tradizionali. Usciamo e ci immergiamo in questa bella festa ricca di tradizioni antiche tramandate di padre in figlio. La cosa che mi stupisce è che dopo pochi minuti che passeggiamo fra tantissima gente, incontro tre amici triatleti anche loro a spasso per Predazzo. Li per li non ci faccio caso più di tanto, un saluto, due parole e si prosegue. Giro l’angolo e vicino ai boscaioli mi imbatto nel gruppo della Associazione Sportiva Dolomitica Nuoto che propone la degustazione del “panino di una volta”, che a descriverlo così sembra niente ma quando lo vedi preparare dal vivo con pane fresco, luganega alla piastra e formaggio Puzzone di Moena DOP, e a tagliare, grigliare e servire trovi il buon Alessandro Degasperi insieme al suo tecnico storico Alberto Bucci, allora ti rendi conto di quanto davvero questo sport sia semplice e al tempo stesso ricco di piccole storie da raccontare.

Un saluto super veloce però è d’obbligo, anche se il ritmo di lavoro non permette loro di fermarsi. Continuo la mia passeggiata e incontro altri triatleti, e così mi sento sempre più a casa. Verso le 22 e dopo aver mangiato un po’ di selvaggina con la polenta, frittelle di mele, canederli con lo spezzatino (senza dimenticare la Linzer torte e gli Strauben), ritorno a salutare il Dega che è ancora a spadellare e dare una mano. Ora l’afflusso è molto minore e c’è tempo per quattro chiacchiere. Così scopro che Alessandro Degasperi è da sempre vicino alla realtà sportiva del territorio in cui vive, e questo è un fattore molto importante sia per Predazzo sia per i più giovani della comunità che fin da piccoli cominciano a praticare diverse attività sportive con un unico obiettivo: divertirsi!  Mi viene da chiedergli cosa fa li dietro semi nascosto, e lui mi risponde un po’ ridendo che “dà una mano alla cucina.” Poi scopro anche che Dega non è l’unico campione a dare una mano, e così salta fuori che allo stand della Dolomitica Nuoto ci sono campioni olimpionici che servono da bere, e tecnici di alto livello che per l’occasione fanno i “tutto fare.”

E mi rendo conto di tante cose.. e c’è di più! Passeggiando verso l’hotel con i bambini stanchi ma felici, mi rendo conto che per l’indomani ho già la compagnia per l’uscita in bici e per andare a nuotare. Forse è proprio vero che il Triathlon fa rima con famiglia.

F.P.

Author: redazione

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