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Antonio Ruzzo: “Il Triathlon e lo sport sono la prova che chiunque può farcela: più che il talento è importante l’impegno e la voglia di arrivare in fondo alle cose.”

Antonio Ruzzo nella redazione de "Il Giornale" in compagnia di Alessandro Fabian, triatleta italiano in forza al Centro Sportivo CarabinieriNel panorama giornalistico italiano sono davvero in pochi coloro che hanno trovato nello sport, e in particolare nel Triathlon, una via di purificazione del cuore, e che amano raccontarla agli altri. Antonio Ruzzo è uno di questi, una sorta di “super eroe dell’ordinario”, giornalista di cronaca de Il Giornale di Milano, una delle voci più autorevoli del Triathlon italiano; il suo blog sempre aggiornato e dedicato a chi ha passione, a chi suda, a chi non vince mai, a chi sa che il traguardo è lontanissimo ma non molla, è uno dei punti di riferimento per tutti i triatleti italiani. Spesso e volentieri, dopo ogni gara (ma non solo) leggiamo un suo intervento in merito, sempre molto schietto, diretto, così come dovrebbe essere il giornalismo, mai volgare ma con l’accento anche sulle cose che potrebbero essere fatte (e dette) meglio. Un’occhio (e una penna) critici al punto giusto, ma con quell’ingrediente che fa sempre la differenza ovunque si scelga di utilizzarlo: l’amore per qualcosa. Dato che è sempre Antonio a prendere la penna e a raccontare, questa volta ho voluto essere io ad avere questa possibilità, e seguendo, più o meno indegnamente, la “regola delle 5 w” (base principale dello stile giornalistico anglosassone) ho avuto il piacere di fare questa bellissima chiacchierata a tu per tu con l’uomo e triatleta Antonio.

WHO – Ciao Antonio e grazie di aver accolto con entusiasmo l’idea di raccontarti a Triathlon Time. Cominciamo subito: chi è il triatleta Antonio Ruzzo nella vita e nello sport e con che emotività si approccia alla pratica della triplice? E chi è l’uomo Antonio Ruzzo? E’ diverso dal triatleta Antonio oppure è la stessa persona con la stessa personalità ma un’orizzonte mentale ed emotivo più ampio?

Antonio Ruzzo e Daniel Fontana nella redazione de "Il Giornale" di Milano“Ciao Giacomo e grazie a te e a Triathlon Time per avermi coinvolto! Ti rispondo così: “Il triatleta Antonio Ruzzo è un triatleta che nasce per caso, coinvolto in questa passione dai suoi tre figli che anni fa in DDS hanno cominciato ad allenarsi affascinati da Daniel Fontana.. e Daniel è uno che coinvolge! Così da buon ciclista (ho gareggiato parecchi anni in MTB), modestissimo maratoneta (ne ho fatte circa 30) e pessimo nuotatore, ci ho provato anch’io. Mi alleno quando posso, gareggio quando posso e non ho nessuna mira agonistica. Mi diverto, e a 54 anni questo basta e avanza. L’uomo Antonio Ruzzo non è molto diverso dal triatleta. Alla mia età, nel tempo libero, nelle frequentazioni e nelle scelte, è arrivato il momento di fare solo ciò che ti fa piacere e ti fa star bene.. perché il tempo vola via ed è un peccato sprecarlo in cose che non ti fanno star bene. Per quanto riguarda il lavoro, credo di avere la fortuna di fare il lavoro che ho sempre sognato di fare anche se il mestiere del giornalista oggi è cambiato parecchio.. e non sempre in meglio.”

WHAT – Cosa rappresenta il Triathlon e cosa vuol dire scrivere di sport per te?

Antonio Ruzzo al Challenge Venice 2016 in compagnia del collega e amico Riccardo Barlaam e di Alessandro Degasperi“Per me il Triathlon è una bella sfida. Non mi ritenevo capace di fare uno Sprint e ci sono riuscito. Non pensavo mai di poter nuotare un Olimpico in mare.. e l’ho fatto. Stessa cosa per il 70.3. Mi sembrava quasi impossibile mettere tutto insieme per 5 o 6 ore di fatica e invece ormai sono una distanza naturale. E fino all’anno scorso ho sempre pensato che quello fosse il mio limite.. invece a giugno a Venezia, in 11 ore e 45 minuti sono arrivato anche al traguardo del Challenge Venice. Per me il Triathlon e lo sport sono la prova che chiunque può  farcela. Che più del talento sia importante l’impegno, la voglia di arrivare in fondo alle cose, di darsi un metodo. Lo sport per me è una filosofia di vita che andrebbe insegnata (meglio) nelle scuole ai ragazzi. Insegna a cavarsela, ad organizzarsi, ad essere più autonomi e più svegli. Mi fanno ridere qui genitori che pensano che se i loro figli sono impegnati con allenamenti e gare non trovano il tempo di studiare.. è esattamente il contrario!”

WHEN – Quando trovi il tempo, compatibilmente con i tuoi impegni, per praticare Triathlon (o sport in generale)? E soprattutto, quando ti piace di più scrivere delle tue avventure? C’è un momento della giornata che preferisci e nel quale sei più ispirato?

Antonio Ruzzo alla 12h Cycling Marathon 2016 nell'Autodromo di Monza“Con tre figli, un lavoro che non ha orari (perché io per “Il Giornale” lavoro nella redazione Cronaca), e con una famiglia da seguire, mi alleno quando posso. La mattina, spesso dopo aver portato i ragazzi a scuola e prima delle riunione di redazione che abbiamo alle 11.30, vado a nuotare in piscina. Poi quando posso, nell’intervallo di pranzo, corro al Parco Sempione che è a pochi passa dalla sede de “Il Giornale”. Ho fatto un abbonamento in una palestra che uso come spogliatoio. La bici? La mattina quando al lavoro ho il turno di notte che comincia alle 17, nel giorno di riposo e la domenica mattina. La fortuna è che posso pedalare con i miei figli (che ormai vanno più forte di me) e con mia moglie.. anche lei triatleta. Così non si lamenta nessuno.. per quanto riguarda lo scrivere beh.. io sono un cronista e quindi ho il vizio di scrivere subito. Ho cominciato a scrivere di sport, poi per anni ho fatto il cronista di nera ed ora a volte mi tocca anche la cronaca politica: lavorando in un quotidiano si impara in fretta a chiudere i pezzi in poco tempo. E con il Triathlon applico la stessa regola.”

WHERE – Dove ti piace praticare il Triathlon? Hai un “ambiente” preferito? E dove “ti senti più a casa” nello scrivere?

Lo sport mi piace all’aperto: pioggia, freddo, neve.. qui da noi nebbia. Non ci sono condizioni che preferisco o che non amo.  L’unica cosa che mi dà un po fastidio sono quelle giornate umide che qui in Pianura Padana spesso sono la regola estiva. Ma me ne sono fatto una ragione. Dove scrivo di Triathlon sul mio blog? Spesso in redazione, a volte la sera tardi a casa. Dopo le gare che faccio mi piace scrivere la sera tardi, con un po’ di stanchezza addosso. E’ un modo per rivivere le emozioni e credo capiti a tutti, dopo un Triathlon o una maratona, riavvolgere il nastro della giornata.. quando la fatica non c’è più e sembra tutto più piacevole.”

WHY – Perché ti sei lanciato in questo sport e cosa ti dà emotivamente? Davvero rende la vita migliore? Mi pare anche di capire che comunque sia sempre il cuore a guidare la tua penna.

Antonio Ruzzo in azione a Rimini (2015)“Mi sono lanciato in questo sport perché ho sempre pedalato da giovane. Prima in MTB poi su strada, ma per la bici ci vuole tempo.. quindi sono passato alle maratone dove potevo allenarmi più facilmente. Mi mancava il nuoto e in un certo senso manca ancora.. mi piace il Triathlon perché è ogni volta una bella sfida, perché ti dà la possibilità di variare i gesti atletici, perché le gare sono in posti spesso molto belli ed è la scusa per farsi una vacanza, perché i miei tre figli e mia moglie fanno Triathlon, perché mi fa stare bene, perché mi piace la faccia un po’ invidiosa dei miei colleghi che mi guardano e mi dicono: “Ma alla tua età non sarebbero meglio le terme?” E poi perché arriva un momento nella vita che ti porta a scegliere le cose da fare.. e tu scegli quelle che ti piacciono di più!”

Volendo rispettare la “scaletta anglosassone” avremmo finito qui, ma noi siamo italiani, e per questo appassionati e sognatori.. quindi ti faccio ancora una domanda prima di lasciarti al tuo lavoro. Fin dove vuole spingersi (almeno per questa stagione) l’atleta e l’uomo Antonio Ruzzo? Hai qualche piccolo sogno sportivo da realizzare?

Lago di Scanno (L'Aquila, Abruzzo) conosciuto come il Lago a forma di cuore e sede di due eventi di Triathlon a marchio XTERRA“Ti ringrazio.. ma è una domanda che andrebbe fatta ad un atleta vero.. che io non sono. Dopo due 70.3 (Baia Chia e Challenge), un full distance (Challenge Venice) due Olimpici (Milano e Sirmione) direi che quest’anno già si potrebbe chiudere qui. Ma vorrei togliermi lo sfizio di correre l’Olimpico del Cuore di Scanno, in Abruzzo, e il Triathlon dell’Orso in Molise, che è il posto dove sono cresciuto ed è un posto magico. Questa gara l’ho accarezzata per un paio di volte, ma per motivi di lavoro non sono mai riuscito ad andarci pur abitando a pochi chilometri dal Lago di San Vincenzo, e lì ho nuotato e corso da sempre. Credo sia uno dei posti migliori dove poter fare questo sport. E poi ho altre due fisse: La Romagna e Rimini, che secondo me è la terra perfetta per il Triathlon e lo sport in generale grazie alle strutture, allo spazio e alla ospitalità senza eguali, e la Sardegna, che è un condensato di natura, silenzio e tradizioni. Se riesco, ad Ottobre tornerò per il Challenge Forte Village.. vedremo.. nel frattempo buon Triathlon a tutti!”

 Lago di Castel San Vincenzo (Isernia, Molise) sede del "Triathlon dell'Orso", gara di triathlon su distanza Olimpica organizzata dalla Roma Triathlon