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Claudio e Romina, una maratona d’emozione

 

Claudio Pellegri alla guida del tandem di Alberto Ceriani (fonte FCZ.it)

 

Da diversi anni ho conosciuto sul sito disabilincorsa.com, Claudio Pellegri, che oramai è diventato da diversi anni la mia guida ufficiale in tante gare, soprattutto nelle gare di triathlon.

Ma Claudio, oltre ad essere la mia guida nel triathlon e nelle corse a piedi, è anche guida di sci per non vedenti e per due anni ha spinto la carrozzina di Romina alla maratona di Carpi.

 

Ciao Claudio, come hai conosciuto Romina?

 

Alcuni anni fa ho avuto la “fortuna” di venire in contatto con una associazione che si chiama “Associazione Musa”. Questa associazione che si occupa di disabilità mi ha accolto, e consentito di vivere davvero dei bei momenti di serenità.

 

Dov’è nata l’idea di partecipare a una maratona?

 

In una serata delle tante passate insieme a tanta bella gente, mi è stato chiesto di invitareAlberto Cerianitriatleta non vedente mio amico e compagno di mille avventure sportive vissute insieme, perché ci portasse una testimonianza della sue esperienze sportive. A vedere ed  ascoltare questa testimonianza era presente anche Romina, da sempre socia dell’associazione. Probabilmente anche a causa di una buona predisposizione a questo genere di cose è rimasta “rapita” dalla testimonianza di Alberto, e di lì a poco ha manifestato la propria voglia di realizzare un sogno nel cassetto: partecipare ad una maratona.

 

Vis

to che per Romina era la prima gara, come avete scelto la carrozzina o la handbike?

 

Abbiamo reclutato la handbike. Considerate le problematiche relative alla disabilità fisica di Romina è stata smontata, girata e rigirata fino a ad avere i requisiti idonei per l’uso, alla fine era una vera opera d’arte. Tutto ciò per merito del nostro meccanico “Archimede” (io lo chiamo così ma si chiama Moreno).

 

Com’è stata preparata la gara?

 

La trasferta è iniziata il sabato con la visita al museo Ferrari da parte di tutto il gruppo. Abbiamo poi cenato a Modena, a Romina poco cibo per rimanere leggera (scherzo! Ha mangiato più degli altri!). Dopo cena abbiamo  passeggiato un po’ per la città e poi a dormire.

 

fonte Sporthabili.it

 

Com’è stato il pre-gara?

 

Alla mattina sveglia presto per tutti i preparativi, colazione e prova tecnica della handbike, ultimi accordi per la staffetta tra i corridori che si dovevano dare il cambio nella spinta della handbike nei punti ben precisi. Poiché le strade erano completamente chiuse al traffico risultava abbastanza problematico  seguire con il nostro furgone la gara e trovarsi al punto previsto per i cambi.

 

Allora eravate più accompagnatori?

 

Sì, gli accordi prevedevano che i primi dodici chilometri toccavano a me, poi 10 km a mio figlio Alessandro, 5 km ad Alberto, 3 km a Gabriele e Luciano, 3 km a Carmela ed Elisabetta e poi fino al traguardo dei 42.195 di nuovo a me.

 

Siete partiti assieme agli altri atleti?

 

La partenza disabili era prevista per le 9:15, pertanto con tranquillità io e Romina ci siamo diretti agli ordini dello starter, che 30 minuti più tardi, avrebbe dato il via alla maratona agli oltre 3000 partecipanti.

 

Com’è stata la prima volta a spingere un handbike’’?

 

La partenza è sempre un momento molto emozionante ed in effetti l’emozione è stata molta.

Dopo circa un chilometro siamo stati lasciati dagli altri atleti disabili, che con le loro handbike fanno medie oltre i30 chilometriorari. Ci siamo ritrovati a percorrere chilometro dopo chilometro soli con la strada chiusa tutta  per noi come se fossimo in testa alla gara con la macchina dei giudici là davanti e l’elicottero sopra la testa per le riprese TV. Attraversando i paesi tra applausi e incitamenti. Sono certo che Romina sia stata davvero emozionata.

 

 

 

 

 

 

 

È stata dura spingere un handibike?

 

Onestamente, per merito soprattutto della preparazione del mezzo, pensavo fosse molto più faticoso spingerla, mi sono meravigliato guardando il cronometro al decimo chilometro transitato in 40 muniti e 6 secondi. Complimenti!!!

 

Avete avuto dei problemi nei cambi?

 

I cambi si susseguono con precisione, e mano a mano che gli staffettisti portano a termine il loro impegno li vedo felici ed emozionati. All’ultimo cambio come da accordi riprendo a correre sempre di buon passo, tant’è che faccio avvisare i nostro “tifosi” che ci attendono al traguardo a Carpi,  che saremo lì molto prima del previsto.

 

In quanto avete concluso la maratona?

 

Abbiamo inforcato il rettilineo che sbocca in Piazza dei Martiri, tutta addobbata per l’occasione (tribune comprese), dove è collocato il traguardo che abbiamo tagliato in tre ore e sedici minuti.

 

Ti sei emozionato?

 

In questi200 metrifinali l’emozione è davvero forte. Dico a Romina “ce l’abbiamo fatta!”.

 

Era contenta Romina?

 

Appena tagliato il traguardo  guardando il sorriso di Romina non ho potuto fare a meno di pensare che la fatica di correre una maratona non è nulla rispetto ad avere in cambio il suo sorriso.

 

Facciamo alcune domande a Romina.

 

Com’è stata la preparazione?

 

Tu lo sai meglio di me cosa significa preparare una maratona, per me era la prima volta. Durante il percorso sentivo dentro di me una felicità immensa, cosa che fino a quel giorno non avevo mai provato. Mi sono emozionata tanto quando Claudio ed io ci siamo trovati alla partenza a Maranello.

 

Il pubblico ti incoraggiava?

 

Sì, fin dalla partenza. Siamo partiti fino a Carpi molto cariche, e nel percorso, sentivo gli applausi

della gente che ci guardava e questo mi faceva sentire bene perché ero in compagnia di amici splendidi che mi hanno aiutata a realizzare questo mio sogno che avevo nel cassetto da circa venti anni.

 

Cosa pensavi durante la gara?

 

In quella giornata ho pensato a tante persone che non erano presenti a condividere con me la mia contentezza, una eri tu!. Caro Alberto, noi siamo molto fortunati ad avere un amico come Claudio, è una persona davvero speciale, sono sicura che tu sei della stessa idea. In quella occasione sono riuscita ad abbattere una barriera importante dimostrando che anche le persone diversamente abili possono fare grandi cose come quella che ho appena vissuto. Sono davvero felice che Claudio fa parte di un mitico gruppo Musa. Ciao Alberto, alla prossima e complimenti.

 

Grazie a Claudio e Romina

 

Alberto