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Elezioni Federali: magari è il caso di provare..

Ma se fosse il caso di provare a cambiare impostazione?

Si avvicinano le elezioni federali e a breve i candidati presidenti probabilmente presenteranno il loro programma per il prossimo quadriennio. In prima battuta quindi, si conosceranno le linee guida e il pensiero, e da lì a breve, i nomi delle varie squadre che si impegneranno in caso di vittoria in assemblea, a portare avanti il progetto assegnando i ruoli prettamente operativi.

Gli argomenti dei vari programmi toccheranno molti aspetti più o meno rilevanti e “sensibili” per chi le gare le fa (che sia atleta age group o elite), su distanza Sprint o Ironman. Sicuramente molto più delicati e rilevanti saranno i risvolti per chi fra i tecnici e allenatori ambisce a un ruolo operativo all’interno della struttura federale.  I ruoli operativi federali all’interno dello staff tecnico che guiderà le squadre nazionali infatti, sono sicuramente ambiti e sinonimo di potere e visibilità, e anche nel fine settimana di Riccione vi era un gran vociferare in proposito con l’immancabile “toto tecnico”.  Ma indipendentemente da chi sarà nominato e avrà l’onore e onere di guidare le squadre nazionali per il prossimo quadriennio, secondo me sarebbe importante provare una impostazione diversa.

Lo chiamerei “provare a cambiare impostazione su”, per riconoscere il ruolo di esperienza e valore aggiunto che atleti più “vecchi” possono dare all’interno di un gruppo di lavoro di atleti, ampio e vario, e non solo fatto di giovani.

Lo chiamerei “provare a cambiare impostazione su”, per smettere di pensare che l’unica strada per fare Triathlon ad alto livello sia quello di essere inseriti in un corpo militare.

Lo chiamerei “provare a cambiare impostazione su”, per provare a incentivare anche oltre le categorie giovanile e U23, perché “forse”, avere qualche esperienza di vita normale fatta di sacrifici extra sportivi in più, potrebbe dare del valore aggiunto a tutto il movimento.

Lo chiamerei “provare a cambiare impostazione su”, per cominciare a pensare a valorizzare gli atleti non solo con le parole ma anche con i fatti, riconoscendo loro il ruolo di protagonisti dello sport praticato e al tempo stesso lasciando che vengano guidati dalle persone di cui si fidano. Il tutto con la consapevolezza che per fare buoni o grandi risultati servono tante cose.. tra queste anche la serenità nel lavoro che si sta facendo con le persone di cui si ha fiducia.

Lo chiamerei “provare a cambiare impostazione su”, per chiarire con poche regole il più semplice possibile, che nello sport il merito derivante dai risultati vale, ed è la base per poter andare avanti verso obiettivi sempre più alti. In altre parole, poche regole ma ben chiare, che possano essere conosciute subito da tutti e con cui gli atleti si possano misurare nel corso della stagione agonistica.

Lo chiamerei “provare a cambiare impostazione su”, per incominciare anche a far capire agli atleti che serve equilibrio in ciò che si fa e che nulla è dovuto, ma bisogna guadagnarselo sul campo, e non in base ad altri metri di misura più o meno comodi, più o meno di convenienza.

Lo chiamerei “provare a cambiare impostazione su”, per dare equilibrio e valore al binomio “atleta-tecnico di riferimento”, anche se questo costa tempo e fatica.

Alberto Bucci