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Il giorno NO al Challenge Rimini

Questo non è il solito comunicato post gara. E’ un piccolo racconto. Di una giornata storta per tre.

Scrivo in prima persona, perché secondo me fa capire meglio quello che mi piacerebbe dire, anche se uno dei tre sono io e il protocollo vorrebbe che i comunicati (o simil tali) vadano scritti in terza persona.

Così oggi vi racconto come abbiamo vissuto una giornata negativa. Sarebbe bello raccontare sempre di vittorie e successi. Ma senza le sconfitte non si va da nessuna parte.

IMG_4266L’immagine con cui vorrei iniziare è quella del dopo: Io, Alessandro (Degasperi) e Daniel (Fontana), sotto le tende dello stand Trispecialist, vestiti ancora col body, che ci raccontiamo a vicenda la gara, o per lo meno, quanto siamo riusciti a fare. Ridendoci sopra, ma con quel velo di amarezza che cerchi di nascondere anche a te stesso.

Mi ci sono messo anch’io, in mezzo a questa coppia di grandi atleti, un po’ entrando a gamba tesa (non ho certo il loro palmares nel panorama “long distance”). Ma in vari modi sono strettamente legato a loro e condivido gran parte delle attività con i due protagonisti attesi di quest’edizione del Challenge Rimini. E ieri ho condiviso la gara con loro.

Daniel e Alessandro sono, per prima cosa, due miei amici, diversi tra loro, molto. Del resto che c’azzecca un nordico trentino della Val di Fiemme, con un “patagonico” caliente Italo argentino?

Daniel è compagno di fatiche quotidiane, è talento e determinazione, un esempio per molti. Con Daniel mi alleno, ma non solo, seguo la sua attività di atleta professionista insieme al prezioso contributo di Micol Ramundo, ed è li che ogni tanto ci fa “impazzire” per il suo personalissimo modo di gestire la quotidianità. Daniel è umano, disponibile, 40 giorni fa ha vinto alla grande un Ironman, due settimane fa era a Trapani per un altro mezzo Ironman dove ha vinto, ieri semplicemente “non ne aveva”. Ha preferito “mettere la freccia” dopo circa 25 km di bici, perché le gambe non rispondevano, quindi meglio non raccontare “palle” e tornare alla base, riposarsi e riprendere la preparazione, c’è Pescara e poi Kona ad ottobre.

Alessandro è compagno di lavoro (per Sport Time, di cui siamo entrambi soci) e ogni tanto ci alleniamo insieme. E’ meticoloso e tenace, oltre che un “mulo”, perché quando c’è da faticare non si tira mai indietro. E’ quello tra noi in grado di reggere meglio i carichi di lavoro che il triathlon impone. Ma anche lui ogni tanto si “spezza”. Per cui domenica, dopo un nuoto ottimo, addirittura davanti a Daniel e ai miei piedi, non si è risparmiato tirando in bici contro vento e cercando il momento migliore per fare la differenza. Momento che non è arrivato, visto che già soffriva un risentimento muscolare al polpaccio. E’ partito di corsa, ma ha subito capito che era meglio abbandonare per non rischiare un danno vero. Peccato.

Io? Che dire… Stavo bene. Come al solito sono partito male a nuoto, girando la prima boa un po’ attardato, avevo 15/20m dal gruppetto di testa. Sono riuscito a chiudere il buco e quindi ad uscire in buona posizione. In bici non sono al livello di altri, ho cercato di gestirmi al meglio per evitare di pagare dazio nella parte finale. Così sono riuscito a mantenermi a contatto con i migliori fino all’attacco della salita più lunga, quella di MonteGrimano. In salita perdo qualcosa dopo il forcing di Passuello che ci aveva appena raggiunti. Ma tutto è stato vanificato da un problema tecnico al manettino del cambio anteriore. Bloccato. Ho forzato per far risalire il 53 e spingere in discesa i rapportoni. Ma niente, dopo alcuni tentativi, il filo si è addirittura spezzato. Gara finita. Rientrando a Rimini ho visto sfrecciare tutti e ho cercato di celare a me stesso l’amarezza. E, sfiga nella sfiga, mi ha pure punto un’ape che evidentemente aveva fiutato la mia giornata no e voleva metterci la ciliegina.

Il body, io ed Ale ce lo siamo tolti verso le 22.30, dopo che abbiamo chiuso l’area expo, abbiamo smontato e caricato il furgone. La doccia l’ho fatta a casa, a Milano, alle 2.30, quando finalmente sono rientrato.

Daniel è tornato in Albergo e poi è uscito a cena con alcuni dei suoi Age group della DDS.

E dal giorno dopo si riparte per un’altra sfida. Il triathlon è bello così. Per noi.

Aloha

Ivan

 

PS: i miei complimenti a Domenico Passuello, per la grande vittoria conquistata. Complimenti che vanno anche ad un altro atleta che ha condiviso gara (e non solo) con noi: Andrea Pederzolli, che tenacemente ha chiuso con un ottimo dodicesimo posto.