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Il nuoto: la porta di accesso al Triathlon

Il Triathlon, lo abbiamo detto tante volte, è uno degli sport che più ti fa conoscere te stesso, nel profondo. Ogni frazione da affrontare mette a nudo i limiti di ognuno ma al tempo stesso predispone il triatleta di affrontarli e superarli. Per molti atleti la frazione di nuoto rappresenta quella più insidiosa perché le difficoltà sono tante, la maggior parte a livello psicologico. Tutto poi si amplifica per chi si avvicina al Triathlon e che nel suo passato ha avuto poca frequentazione delle piscine e più in generale del “mondo acqua”.

La "TONNARA"!

La partenza assieme ad altri atleti (la famosa “tonnara”), le condizioni meteo poco favorevoli, quelle dell’acqua che potrebbe essere troppo fredda e/o mossa, la poca esperienza e non per ultima la difficoltà nel gestire la stretta vicinanza con altri atleti (specie durante la partenza), sono i principali compagni di viaggio nelle frazioni di nuoto del triathlon e sono anche gli elementi che descrivono l’inizio della trama di un film bellissimo ed emozionante; momenti delicati che molte volte fanno da “spartiacque” tra la volontà di migliorarsi e il lasciare tutto così com’è. Oggi non vi parleremo degli aspetti tecnici su come allenare bene il nuoto ma ci concentreremo su un altro aspetto, proprio quella sottile linea tra l’impegno a tutti i costi e l’impegno per amore del Triathlon, la multi disciplina che ci rende ogni giorno persone migliori.

Spesso ci si allena molto presto la mattina, da soli o in gruppo, con la piscina quasi sempre deserta: l’autunno, l’inverno, il freddo, quella voglia che non sempre c’è, sono compagne silenziose dei nostri allenamenti che a volte sembrano non portare a nulla; sì, a volte, perché poi ci si ritrova in gruppo ad allenarsi e si condividono le stesse gioie, le stesse difficoltà e gli stessi obiettivi. E allora la trama del film cambia e prende corpo e sensazioni..

Quando si è anche un po’ fortunati poi, capita di trovarsi in realtà organizzate, squadre di Triathlon, non di nuoto puro; esempi e realtà di questo tipo sono parecchie, noi oggi prendiamo spunto dalla realtà di Catania, il “Magma Team“, un gruppo con spazi acqua per il Triathlon, nuoto si ma per il Triathlon e quindi con la cura di molti dei dettagli che possono aiutare a superare le difficoltà di approccio alla prima frazione della triplice.

Altre situazione che si presentano spesso sono rappresentate dal fatto di allenarsi con la squadra di nuoto agonistico giovanile, riuscire a farsi accettare in prima in piscina e poi dall’allenatore, riuscire a far coincidere gli orari degli allenamenti con quelli del lavoro ed essere consapevoli che spesso diventa una seduta di allenamento “SEMPRE A TUTTA”.Magma Team, Catania

Poi esiste un altro mondo ancora, fatto di persone che durante il giorno non hanno davvero tempo di allenarsi e che riescono con fatica a ritagliarsi del tempo la sera tardi, anche perché non sempre si trova spazio in piscina; in altri casi invece ci si allena una volta a settimana, perché il Triathlon è bello ma il nuoto è indigesto.. nonostante questo però, rimane sempre la parte iniziale di un film bellissimo.

Cose da dire ce ne sarebbero tante, forse la sola cosa che conta e che vogliamo ricordare è che il Triathlon è anche e soprattutto sacrificio, e che ogni singola disciplina va affrontata con lo stesso spirito con cui si affronta il fatto di decidere di iscriversi ad una gara che ci piace. Siamo fatti per la maggior percentuale di acqua, non possiamo non essere acquatici.. si tratta solo di “ricordare” chi siamo e come eravamo.

 Alberto Bucci e Giacomo Petruccelli