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Il Triathlon a portata di famiglia: la storia di Giovanna e Riccardo

Lo abbiamo detto e sentito dire tante volte: il Triathlon è tra i pochissimi sport, se non il solo, davvero a portata di famiglia. Non c’è gara o weekend che non veda al seguito degli atleti anche la partecipazione di fidanzate/i, mogli, mariti e tanti bambini, trasformando ogni appuntamento in una bella e buona occasione per stare tutti insieme. E’ vero che il Triathlon si pratica in solitudine ma è anche vero che condividere una passione insieme aiuta a realizzare cose che magari a volte sembrano impensabili. Ed è proprio questo aspetto che oggi vogliamo raccontarvi.. è possibile organizzare il proprio tempo da dedicare al Triathlon quando si ha una famiglia? Fermo restando che lo sport non deve dividere ma unire, specie le famiglie, appare chiaro come l’impegno da dedicare al nucleo familiare sia decisamente diverso da quello che si dedica a se stessi quando non si hanno vincoli. Bisogna allora smettere di fare sport? O addirittura cambiarlo? No, niente di tutto questo.. i tre ingredienti segreti sono l’organizzazione, la volontà e la passione. Giovanna e Riccardo per esempio, hanno trovato un equilibrio davvero invidiabile: 3 figli di cui uno piccolissimo, 2 cani e tanta, tantissima voglia di Triathlon.

Riccardo guida un gruppo di atleti durante una sessione di corsa in pistaRiccardo ha cominciato a cominciato a praticare Triathlon nel 2007 (Bardolino il suo battesimo) dopo una “prima vita sportiva” (come la chiama lui) tra alti e bassi, cominciata con sin da ragazzino con lo sci alpino, il calcio, il tennis e il tiro con l’arco, e proseguita poi con il ciclismo e la mountain bike. Sempre alla ricerca della completezza e con qualche stop fisiologico. Proprio a Bardolino, Riccardo conosce Giovanna, sua attuale compagna.. da quel momento, Riccardo comincia una “seconda vita” in tutti i sensi, e lo fa proprio con il Triathlon, suo pallino di tanti anni fa; perché in fondo – ci dice – siamo tutti figli di Aldo Rock. Tanta esperienza sul campo con sprint, olimpici e qualche mezzo IM, fino alla prima esperienza sulla lunga distanza a Klagenfurt nel 2011.

Ettore aspetta la mamma alla finishline

Giovanna invece, è una istruttrice di fitness di lungo corso, che ha praticato tanti sport prima di trovare il Triathlon (o essere trovata!). Dai primi brevetti fitness nel 2005 fino al lavoro nelle palestre e alle prime esperienze nella mezza maratona. Nel 2014 Riccardo lancia a Giovanna una provocazione dal sapore di sfida, che scuote l’animo della giovane guerriera: “Non riuscirai mai a fare un Triathlon!” E invece arriva il primo “promozionale” (400 mt Nuoto, 10 km Bici e 2,5 km Corsa) festeggiato da una bellissima notizia.. 9 mesi dopo sarebbe arrivato il piccolo Ettore!!

 

Ciao ragazzi e grazie per averci concesso un po’ del vostro tempo! Aiutiamo i nostri lettori a capire come fa una famiglia come la vostra a trovare il tempo per allenarsi.

Giovanna: “Grazie a voi di Triathlon Time per questo spazio! E’ bellissimo poter parlare di Triathlon e sapere che chi legge sono persone come noi, con i nostri stessi sogni e la nostra stessa anima. Il primo allenamento che facciamo è quello di alternarci per per badare ad Ettore, in base ai nostri impegni. Il secondo allenamento invece è quello di rimanere sempre uniti. Al momento, con Ettore piccolino e il mio lavoro di educatrice a scuola e istruttrice in palestra, la distanza sprint è l’unica che posso allenare e va bene così. La nostra giornata tipo è organizzata al minuto. Insieme a Riccardo pianifichiamo gli allenamenti della settimana ogni domenica sera e ci alleniamo o la mattina presto o in pausa pranzo, poi nei weekend.  Sembra complicato ma è tutto così naturale che la fatica non ci pesa in nessun modo!”

 

Come vi organizzate durante le vacanze?

EttoreRiccardo: “La vacanza è un momento dove possiamo stare ancora più insieme ai nostri figli, quindi cerchiamo di dedicare tutto il tempo a loro e ai nostri allenamenti che diventano ancora più produttivi perché non scanditi dal cronometro. Nella nostra macchina non mancano mai la muta, la bici e le scarpe.. e non potrebbe essere altrimenti. Questa disciplina ti coinvolge a 360 gradi, per questo è indispensabile il supporto della famiglia.. ti servono 4 cose: allenamento, alimentazione, volontà ma più di tutto il supporto dei propri cari. Senza di loro ogni sacrificio perde il giusto sapore.”

A proposito di alimentazione, come vi organizzate? Seguite una strategia appropriata?

Giovanna: “Stiamo scoprendo quanta importanza abbia il mangiar bene, che non vuol dire solo cibi di qualità ma soprattutto saperli abbinare. Un grande grazie lo dobbiamo dire alla nostra amica Elena Casiraghi, per il supporto e i preziosi consigli. Ci sentiamo in forma e pieni di forze giorno dopo giorno.. e questo è importante anche per sostenere i ritmi di vita di una famiglia sempre in movimento come la nostra!”

 

L’ultima domanda è per Riccardo. Cosa ti ha dato e ti dà in termini “umani” il Triathlon?

Riccardo: “Non posso non sottolineare la mia crescita umana e professionale al fianco del tecnico Alberto Bucci, prima come allievo e istruttore Fitri e poi come amico. Oggi collaboro con lui nella A.S.D Dolomitica Nuoto portando avanti un progetto bellissimo. Siamo una famiglia, e non è un caso che ritorni sempre questa parola. Quello che mi regala il Triathlon è un gruppo di persone con cui condividiamo le cose semplici della vita, piene di quei valori che oggi forse si sono persi un po’. Questa per me e per Giovanna è la prima grande vittoria.”

Il tifo di Riccardo e del piccolo Ettore per Giovanna