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Il triathlon in Francia, modello di crescita e esperienza per i giovani

Nella stagione 2010 ho partecipato all’ Iron Tour in Francia, con i ragazzi del Liger Team, grazie all’invito di Stefano Rossi, coach del team veneto. Guidati dal capitano Ale De Gasperi, insieme ai giovani Cauz e Bruschi e all’austriaco Leitner ci siamo buttati nella mischia e così ho fatto la mia prima esperienza francese di triathlon.

Liger Team all’Iron Tour 2010, da sx: Leitner (AUT), Degasperi, Biagiotti, Cauz, Bruschi

Nella stagione 2011 dopo aver cercato senza esito una squadra nel famoso Grand Prix (D1 del campionato francese), mi sono accasato ad una squadra di D2, lo Stade Pointevein Triathlon deciso comunque a proseguire e rafforzare così la mia esperienza in terra transalpina.

Consapevole che li c’è l’università del triathlon e che per crescere da qualche parte bisognerà pur cominciare. La D2 è la serie B francese, seconda per importanza solo ovviamente al Grand Prix che oltre ai miglior atleti francesi contempla i migliori interpreti del triathlon mondiale attirati oltre che dal livello, anche dagli ingaggi e dai premi che sono molto interessanti.

In D2, al contrario di quanto si pensa, oltre ai migliori giovani francesi, sono comunque presenti alcuni atleti di prim’ordine che preferiscono un impegno meno stressante e ingaggi comunque interessanti, avendo peraltro possibilità maggiori di primeggiare e di piazzamenti importanti. Quindi ottimo livello medio, frazioni tiratissime di nuoto e bici mentre la corsa è sicuramente quella che presenta un gap maggiore rispetto alla D1 dei Gomez e dei fratelli Brownlee, ma anche di Poliansky, BrukankovFrodeno ecc. Gare tiratissime che si giocano sul filo di lana dove in 10 secondi all’arrivo possono esserci anche più di 10 atleti.

Anche in D2, come detto,  sono presenti molti atleti stranieri, comunque di ottimo livello e spesso giovani che vogliono fare esperienza prima di poter affacciarsi alla divisione superiore e cercare di arrivare al gota del triathlon mondiale. Le gare sono organizzate con estrema semplicità e così lo è il regolamento.

Tutti i giudici sono muniti di radioline e ne controllano con attenzione il regolare svolgimento, le penalità vengono inflitte generalmente facendo scontare 15 secondi di stop&go in T1 e T2. Le partenze sono in stile coppa del mondo e vengono date dal pontile o dalla spiaggia, l’eventuale partenza falsa viene fatta poi scontare con una penalità in T1. La zona cambio è suddivisa in settori occupati da ciascuna squadra e sono tracciati da segni che delimitano lo spazio assegnato dove il materiale può essere riposto come meglio si vuole entro però i limiti dello stesso, se si invade lo spazio di un’altra squadra viene anche qui commissionata la penalita’ da scontare in T2 o durante la corsa. Il clima che si respira è davvero buono e di sano agonismo e mai ho assistito nelle quattro tappe a cui ho partecipato a discussioni, polemiche e ricorsi per lo svolgimento e per le decisioni dei giudici, che pur avevano assegnato sanzioni.

Biagiotti all’ITU european Cup di Cremona (foto Bergonzi, fonte: Facebook)

A mio avviso questa esperienza servirebbe molto ai nostri migliori giovani per una crescita tecnica e agonistica difficilmente replicabile in Italia. Credo che la Francia grazie ai suoi campionati di D1, D2, D3, sia punto di riferimento e abbia oltre a numerosi campioni affermati, anche un livello medio altissimo che poche altre nazioni al mondo possono vantare. L’interesse che il triathlon riveste in Francia grazie agli sponsor, ai media e al seguito che riesce a creare, attira i migliori atleti al mondo e anche molti dei nostri miglior rappresentanti che trovano la possibilità di misurarsi ad alto livello e di fare anche un po di “cassetta”.

Sembra che nei progetti del nuovo presidente federale (Bianchi, ndr) possa esserci la possibilità di portare anche in Italia il modello francese e così dare nuovi impulsi all’attività agonistica e di crescita ai migliori giovani, attirando anche atleti stranieri, nuovi sponsor e dando maggiore visibiltà per poter uscire dalla nicchia dove spesso è rimasto relegato. Non sarà facile, il momento economico è difficile, ci vorrà tempo e si dovrà andare per gradi. ma intanto almeno se ne comincia a parlare.

Io intanto per quest’anno ho trovato posto in D1 francese con la squadra del Montluçon e in Bundesliga tedesca.

Sicuramente ci sarà da andare forte per prendersi qualche soddisfazione…

Ecco alcuni link a cui trovare maggiori informazioni sul circuito francese

Federazione Francese Triathlon

Onlinetri.com

Grand Prix

 

Buon anno a tutti e soprattutto buon triathlon!

Manuel