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Javi Gomez dal 70.3 all’olimpico, uno spunto per riflettere

La WTS di Madrid, disputata nel primo week end di giugno e dominata da Johnny Brownlee, fenomeno indiscusso secondo solo (forse) al fratello maggiore Alistair.

Ma dal 2006 (e anche un po’ prima) c’è un campione che non ha mai mollato un attimo. Javier Gomez Noya. Da anni sulla cresta dell’onda e la cui unica “sfortuna” in questo momento è aver davanti due fuoriclasse come i fratellini inglesi.

Eppure Javi non molla e continua la sua lotta e si distingue per classe e molto spesso per la sua umanità. Da questo video prendo spunto per cogliere un aspetto che riguarda tutto il mondo degli atleti PRO delle distanze dall’olimpico al mezzo Ironman.

 

 

Lo scorso fine settimana si è corsa la wts di Madrid dove con grande piacere si è visto anche un atleta italiano, Alessandro Fabian, fra i protagonisti.

L’aspetto però che più a mio giudizio risalta è la prestazione dello spagnolo Gomez che solo due settimane prima ha partecipato al campionato europeo su distanza 70.3 di Barcellona vincendolo. Notevole la capacità prestativa di questo atleta che vince l’europeo con una frazione di corsa importante sia per rilievo cronometrico sia perché successiva ad una frazione ciclistica lunga, abbondantemente oltre le due ore, ed impegnativa dal punto di vista altimetrico e poi risulta protagonista alla WTS di Madrid giungendo secondo. La cosa interessante su questo punto è come si stia sempre più assistendo al passaggio tra gare di coppa del mondo e gare dei vari circuiti su distanza 70.3 da parte di atleti che si riteneva fossero specializzati sulla distanza olimpica.

 

Sicuramente da tenere monitorato questo aspetto sia in termini di programmazione futura degli atleti che intendono cercare di gareggiare a livello internazionale, sia in termini di come evolverà la prestazione sulla distanza Olimpica e sulla distanza 70.3.

 

 

Il punto importante che ritengo stia emergendo chiaramente è che sia in Wts che sulla distanza 70.3 si affrontano frazioni di nuoto a ritmi molto alti, frazioni ciclistiche tiratissime e condotte in maniera decisa e aggressiva cercando di non lasciare spazio a chi insegue e dove l’italico motto “NUOTO FORTE , IN BICI FACCIO IL MENO POSSIBILE E POI CORRO“ decisamente non si adatta.