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NIZZA: il rendez-vous del Triathlon a marchio IRONMAN

Veduta di NizzaNizza è la città francese affacciata sulla Costa Azzurra più italiana di tutte le altre, sia perché vicina alla frontiera con l’Italia sia per la sua lunga appartenenza geografica al “Bel Paese”; principalmente a votazione turistica (è la seconda città della nazione per alberghi e servizi turistici) e sportiva, sede di una delle gare IRONMAN più affascinanti di tutto il circuito. Ce la racconta Gabriele Mansuino, classe 1986, fiorentino, triatleta e allenatore per passione, che proprio a Nizza ha sfiorato per pochissimo la slot per il World Championship di Kona del prossimo Ottobre: “Mesi di allenamento, più di 500 km a nuoto, oltre 10000 km in bici e più di 2000 km di corsa per un totale di 800 ore di allenamento.. per questo l’IRONMAN non può essere considerata solo una gara! Nelle ore di gara ripercorri tutti i momenti e le emozioni che hai vissuto per arrivarci, provi piacere quando stai bene e ti senti invincibile, provi sconforto e delusione negli immancabili momenti difficili, amore quando pensi alle persone a te care a cui hai sottratto attenzioni per poterti allenare, ma che sempre  ti sostengono, sofferenza, negli interminabili chilometri della maratona finale, inevitabili i brividi e le lacrime, che siano di gioia o meno.”

“Sono pronto a vivere questa sfida con umiltà ma anche determinato e consapevole, perché non mi accontento di arrivare in fondo, il mio obiettivo è un altro.. il sogno! Sono pronto a festeggiare così come ad accettare la sconfitta, e se così dovrà essere spero solo di aver espresso il massimo di me stesso onorando i miei avversari.”’

Questo è ciò che scrisse Gabriele il giorno prima dell’Ironman Nizza, una gara preparata per mesi con l’aiuto tecnico di Ivan Risti ed il supporto di Trispecialist.com! Ma si sa, dopo una gara così intensa, le emozioni non tardano mai ad arrivare.. scopriamole insieme!

“Sveglia alle 4:00, colazione, preparo le ultime cose ed esco di casa; fuori è ancora molto buio ma si respira già l’aria di un giorno indimenticabile. La zona cambio piano piano si riempie e in molti cominciano a fremere, circondati da una calma apparente. Alle 6:00 si entra in acqua per il riscaldamento.. ormai ci siamo! Indescrivibili ed interminabili quei minuti che separano dalla partenza, ma appena la gara inizia ogni pensiero vola via e ne rimane uno solo: la convinzione di arrivare fino in fondo! Le difficoltà però non mancano sin dall’inizio, perché la partenza a nuoto è un momento delicato con una lotta per guadagnare le posizioni migliori. Gabriele Mansuino esce dalla T1 per affrontare i 180 km dell'Ironman Nizza 2016Purtroppo, essendo il nuoto il mio tallone d’Achille, perdo il primo gruppo, e per tutta la frazione non riesco a trovare un’ottima scia ma esco comunque dall’acqua in 1h:01, un discreto tempo, più o  meno in linea con quello che mi ero prefissato. A questo punto mi dirigo rapidamente in zona cambio e monto in sella alla mia Trek, dove imposto subito il passo controllando i watt grazie al Powermeter Bepro, ormai diventato indispensabile per calibrare al meglio i miei allenamenti e grazie al quale ho ottenuto notevoli miglioramenti. La gamba non è molto agile ma i watt mi rassicurano, gestisco al meglio tutta la frazione idratandomi e mangiando ogni ora e piano piano anche la pedalata comincia a diventare più fluida. Non riesco a rendermi conto se l’andatura è buona, ma nella seconda parte del tracciato inizio a passare alcuni PRO, il che mi dà fiducia ed entusiasmo. Ormai la frazione bike è quasi finita e il crono è buono nonostante abbia gestito, senza rischiare, energie preziose per la parte finale della gara. Arrivo in zona cambio e parto per affrontare la Maratona, e mi accorgo immediatamente che le gambe girano bene, così il mio entusiasmo aumenta perché sono consapevole che il bello per me inizia adesso! Per il primo chilometro non guardo l’orologio, cercando solo di correre bene utilizzando l’avampiede e appoggiando rapidamente a terra; Una corsa il più possibile efficiente insomma (requisito indispensabile in un Ironman) ad un’andatura sicuramente sostenuta. Butto l’occhio sul passo e leggo 3’55”/km.. forse un po’ eccessivo ma viene “facile”, come direbbe Ivan Risti!! Decido comunque di non rischiare anche perché mi ero prefissato la maratona in circa 3 ore, dunque mi metto tra 4’10”/km e 4’20”/km controllando la frequenza cardiaca e pensando solo ad integrarmi correttamente e senza saltare nessun ristoro. Gabriele Mansuino in azione nella Maratona dell'Ironman Nizza 2016Recupero molte posizioni, sono tranquillo, corro bene e cerco sempre di non pensare a niente.. provateci a non pensare a niente, a disconnettervi da tutto.. è la cosa più difficile da fare, ma in un Ironman devi fare così per non sentire la fatica che è sempre dietro l’angolo!! Al 30° chilometro avverto un lieve calo ma l’entusiasmo e il supporto della gente che sorprendentemente mi riserva un tifo inaspettato, mi dà molta grinta. Giunto agli ultimi chilometri, comincio davvero a crederci e a sognare, e a pensare a tutti i sacrifici fatti per arrivare fino a qui. Mi comunicano che due atleti della mia categoria sono a pochi secondi da me.. non ho nessuna esitazione e con energie inaspettate accelero sempre più; ho i brividi, non so a quanto sto correndo, mi interessa solo arrivare, non sento più nulla.. riesco per poco a guardare il passo, fermo su 3’55”/km nell’ultimo tratto di un Ironman.. finalmente arrivo al traguardo chiudendo la mia gara in 9h:17′:58″ con un parziale di 2h56′ sulla Maratona.. tra i migliori in assoluto!! E’ qui che torno me stesso, sciogliendomi in un pianto liberatorio e ripercorrendo in un attimo tutto il cammino intrapreso.. la stanchezza è tanta ma la felicità la supera di gran lunga.

Il solo rammarico è di aver sfiorato a piene mani la qualificazione per Kona. Piazzandomi 5° di categoria, per un solo posto, non sono riuscito a compiere quell’impresa che fino a qualche anno fa sembrava impossibile. Una torta senza la ciliegina, anche se ho sempre creduto di potercela fare, ogni giorno, tutti i giorni. Le prime 4 slot tutte assegnate e per me in un primo momento è stata dura da digerire ma al tempo stesso ero consapevole di aver fatto qualcosa di grande. Non mi sono demoralizzato e ho buttato subito alle spalle questa esperienza, concentrandomi sulla prossima gara che spero mi regali l’impresa: si chiama IRONMAN VICHY!”