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Sponsorizzazioni in calo anche nel 2013. Il triathlon si salva?

La società Sport Time, di cui sono parte attiva, ha partecipato per il secondo anno ad una indagine predittiva che viene svolta da Stage Up in collaborazione con Ipsos, riguardante “Il futuro della sponsorizzazione”. Lo scopo di questa ricerca è quello di fornire a tutti gli operatori della comunicazione, dello sport, della cultura, dello spettacolo e del sociale, uno strumento che permetta di conoscere dimensioni, trend e scenari evolutivi del mercato della sponsorizzazione ed inoltre analizzare le strategie degli operatori in ragione dei mutevoli scenari di mercato.

Un contributo annuale che reputo molto importante per chi si districa nei mercati sopra citati, sia dal lato della domanda che dell’offerta. Negli scorsi giorni, è stata anticipato un documento riassuntivo di quanto prodotto nella ricerca. Lo potete trovare qui

In breve, l’indagine nota per il quarto anno consecutivo una flessione delle sponsorizzazioni, anche considerevole se definita sul medio periodo. Infatti dal 2009 si registra un continuo calo, prima del 10, poi del 9, del 3 e mezzo e ancora dell’8. Totale? Un calo quasi del 30% dall’ultimo dato positivo che si era registrato nel 2008. Inoltre si prevede un calo ulteriore del 6,5 % per il 2013. Nello specifico del solo settore sport (ricordo che l’indagine riguarda anche sociale e spettacolo) il calo è pari all’11,5 %  negli ultimi 3 anni.  Per rincarare la dose dal nostro punto di vista, si segnalano cali soprattutto legati agli sport meno “entertainment” e di visibilità internazionale.

Chiaramente uno dei fattori chiave di questi cali è la congiuntura economica internazionale, in particolare quella italiana che ancora fatica a vedere segnali di ripresa. Ma, fatto questo quadro, la soluzione non è certamente abbattersi se siete in cerca di un sostegno per la vostra attività, che siate atleta, società, organizzatore.

Il grafico relativo all’andamento quantitativo degli investimenti (fonte: stage up/Ipsos indagine predittiva 2013)

Ci sono note positive? Come il nostro triathlon si muove in questo contesto? Individuerei due punti importanti:

1- è necessario fare leva sulle strategie “anti-crisi” indicate da Stage Up e che condivido pienamente: puntare sulla progettualità e la rendicontazione (analisi del Roi), aggregare l’offerta, investire sul marketing, far leva sulle potenzialità del territorio, valorizzare le community (soprattutto “social”) anche verso gli sponsor

2- la crescita continua negli ultimi anni del triathlon strettamente correlata alle caratteristiche dei suoi “partecipanti” può essere un punto a favore del nostro amato sport

Il calo in termini assoluti non è un dato negativo in tutti i sensi. Mi spiego meglio. E’ vero che il valore assoluto è indice di quanto viene investito, ma non è certamente un dato qualitativo, è un po’ come la questione del PIL (scusate l’approssimazione del paragone un po’ rozza). L’economia basata sui consumi è misurata sul prodotto lordo e il suo calo è indice di andamento negativo, ma non è certo indice della qualità della produttività di un paese o di una comunità.

Ecco, grossolanamente il dato quantitativo può aver dentro di tutto, tant’è che uno dei fattori limitanti indicati dall’indagine, oltre ai dati economici (consumi, congiuntura e redditività delle aziende), è il quadro normativo e fiscale legato alle sponsorizzazioni e alla pubblicità.

Non vedrei come un male il calo in termini assoluti se fosse indice di pulizia di certe operazioni che di prassi venivano e vengono fatte per le sponsorizzazioni (fatture gonfiate ecc). Se il calo assoluto significasse quindi pulizia e una maggiore attenzione verso la vera qualità delle sponsorizzazioni allora questo può essere un dato positivo.

Il punto uno si collega al due. Il triathlon è uno sport moderno, giovane, esclusivo e soprattutto vario e affascinante. I frequentatori sono persone di medio/alto livello culturale e buona capacità di spesa. I numeri si stanno ampliando e, anche in italia eventi importanti e sempre più interesse stano muovendo il mercato. Negli ultimi mesi, io e i miei soci, abbiamo incontrato molte aziende e abbiamo notato una differenza rispetto al più recente passato: si parla spesso di triathlon e c’è interesse vero.

Chris “Macca” McCorack, uno degli atleti più sponsorizzati nel panorama del triahtlon mondiale (fonte Chismccormack.com)

Nel dettaglio di quest’ultimo punto entrerò in un articolo successivo. Quello che vorrei sottolineare è l’importanza attuale di lavorare tutti in una direzione: dare qualità e concretezza al movimento del triathlon. Soprattutto per quanto riguarda gli eventi e gli atleti. Qualità, qualità, qualità.

Siate propositivi e non svendete il vostro lavoro e il nostro sport.  Le aziende chiedono questo per credere in uno sport che ha (ancora) un’ottima reputazione e un’alta attesa per la sua crescita futura. E’ il secondo treno che passa.

 

To be continued…