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Training camp: perchè scegliere Predazzo?

Io ci vado dal 2005 in questa valle che sembra disegnata per fare triathlon (ma non solo ovviamente…non vorrei sembrare “triathloncentrico”).

Fu nel luglio di quell’anno che per la prima volta assaporai il profumo delle Dolomiti per nuotare, pedalare e correre. Era un raduno con la nazionale, proprio a due passi da casa dell’amico Ale Degasperi. Scoprii due cose: la prima era che quel posto era ideale per allenarsi per il triathlon (nella stagione calda s’intende…), la seconda è il motivo per cui il Dega va così forte!

Ci sono tornato più volte e quel posto è rimasto un punto fermo. Nel 2011 io e Daniel Fontana rimanemmo li per 2 settimane, Daniel stava preparando la sua seconda partecipazione a Kona, io mi preparavo per le gare di settembre. Andammo insieme a Cancun, per il 70.3, lui secondo, io ottavo. Poi lui fece 12° a Kona. Quella preparazione funzionò.

Ci siamo tornati e dal 2014 abbiamo deciso di essere meno egoisti e “invitare” altri amici a conoscere questo posto. Nasce così “train smart” e copiando un’idea di Alberto Bucci, “allenati con noi”, abbiamo creato un training camp che quest’anno ne compie 3 e si migliora di stagione in stagione, dove noi ci alleniamo con voi e voi vi allenate con noi (ovviamente). E dove spesso anche noi fatichiamo a tenere il vostro passo.

Ma perchè scegliere Predazzo?

Elena Casiraghi, che è dello staff… 😉 e vi insegnerà tante cose su come alimentarvi e allenarvi!

Mi piace questa cosa del gruppo.

Il gruppo porta con sé un potere, quasi magico. Il potere di tirar fuori ciò che da solo non saresti in grado di fare.
Il potere del gruppo è come un flusso, che ti avvolge, che ti coinvolge, una mano invisibile che ti spinge, che allevia la fatica nei momenti di difficoltà, che ti fa sorridere quando sei stanco.

E mi piace questa cosa di Train Smart. Che non lascia nulla al caso. Che fa di un momento di allenamento una vacanza. E di una vacanza un momento di allenamento. Senza trascurare alcun dettaglio. E poi ti coccola. E quello che porti a casa è ben più di un kit di benvenuto ricco di omaggi. E’ un sacco ricco di esperienza, di sorrisi, di cime dolomitiche raggiunte e conoscenze guadagnate. Eh già perché vuoi mettere ascoltare le storie dell’oriundo argentino e olimpico Daniel Fontana, ricevere i preziosi consigli del paziente Ivan Risti (che pur senza poteri magici porta a galleggiare anche chi all’acqua non è incline).

Il gruppo unisce, dal primo all’ultimo vagone del treno. E insieme si muove. Eh sì perché mi piace questa cosa di Train Smart che permette a diversi livelli di esperienza di allenarsi insieme. C’è un gruppo per ogni livello. E poi c’è un unico gruppo. Quello che si trova in una serata a parlare di nutrizione sportiva. Sì perché, come ti dicevo, Train Smart non lascia nulla al caso. E sostiene l’alimentazione come parte fondamentale non solo del benessere dell’atleta ma anche della sua prestazione. Ogni anno un tema diverso e…una cena diversa. Eh sì perché il gruppo è anche goliardia. E per questo non mancherà una serata con piatti tipici locali. Perché dopo tutto, anzi, prima di tutto, siamo in vacanza. Ma non una vacanza qualunque: una vacanza smart. Train Smart.

Ma lo chiedo anche ad alcuni che sono stati ospiti del nostro training camp, così abbiamo testimonianze VERE

Valentina (camp 2014) 

Vivere 15 giorni intensamente lo sport, in contatto quotidiano con altre persone che come me hanno scelto di trascorrere parte delle loro ferie
allenandosi, mi ha dato tanta grinta e ancora di più la forza e la determinazione per ricominciare al meglio (ho ripreso ad allenarmi quest’anno
dopo qualche anno di stop!). 
Le cose da dire sarebbero tante… Dalle giornate trascorse in casa con le altre ragazze (importante per confrontarsi, aiutarsi,
conoscersi) condividere vari momenti della quotidianità quali cucinare, lavare, uscire… Ma anche lasciarsi andare a varie chiacchiere e perché no, un po’ di gossip!! Oltre ai momenti casalinghi post allenamento, gestiti da tuttebenissimo… E in uno stato di stress sicuramente non è facile… Non conoscendo praticamente nulla le une delle altre!! Ma credo che siano proprioqueste le occasioni nelle quali possono nascere grandi amicizie! 
Ed ancora, e’ stato bello essere in corsia e nuotare con atleti come Daniel Fontana, Alessandro De Gasperi e Veronica Signorini, un
confronto importante. Anche la squadra dell’Uni Team Trento, e l’A.S.D. Dolomitica Nuoto C.T.T.  con il coach Alberto Bucci.

Inutile dire che è stato emozionante l’incontro organizzato con la presenza di Cristian Zorzi, avere l’opportunità di ascoltare di persona la sua esperienza olimpica. E’ da sempre che volevo chiedere ad un campione olimpico cosa vuol dire essere nel gradino più alto del podio e cosa si prova quando suona l’Inno di Mameli!!

Importantissima la sua testimonianza sul regime alimentare, importanti gli incontri sull’alimentazione. Nonostante io segua una dieta molto tradizionale, mi hanno lasciato molti spunti di riflessione!Foto 09-08-15 02 13 12 PM


Andrea 

mi viene inevitabilmente da pensare che questo Training Camp sia stato scritto con lo stesso alfabeto con cui è scritto il Triathlon. Qualche esempio?

La sorpresa: chi come me è un novello (primo allenamento in piscina a novembre 2012, primi sprint e olimpici nel 2013, primo 70.3 nel 2014), si approccia alla triplice con la sorpresa di chi a fatica faceva uno sport e di colpo si trova a farne tre alla volta; di chi scopre che un fisico tutto sommato ordinario con un po’ d’impegno e costanza può raggiungere risultati inaspettati; di chi si diverte come un bambino quando bambino non lo è più da qualche decade. Il TCamp di Predazzo è stato una sorpresa in tutto, dal primo giorno in cui sono passato dalla coda in autostrada a parlare del più e del meno con il capitano Daniel Fontana seduto al bar della piscina. La sorpresa di vedermi “abbastanza” forte in gruppo i primi allenamenti e stanco gli ultimi giorni, come poche altre volte mi è capitato, però sempre motivato a tirare fuori le energie residue.

La meraviglia: Quanti sport consentono di vedere posti tanto incantevoli? Siamo dei privilegiati. Noi che le gare le facciamo tra laghi, mare e montagna. Predazzo era una base perfetta per allenarsi anche da questo punto di vista. La meraviglia di svegliarsi ogni giorno dominati da montagne uniche al mondo (quando libere dalle nubi!), di avere a pochi km tutto il complesso dolomitico su cui sono incastonati i famosi Passi che hanno fatto la storia del ciclismo.

L’organizzazione: dall’allestimento della zona cambio, alla programmazione degli allenamenti (da incastrare tra lavoro e famiglia) il triathlon richiede metodo, sia al professionista sia all’age-grouper. I nostri Capitani (menzione speciale per Micol!) hanno impostato le giornate con la stessa precisione. Programma della settimana anticipato prima della partenza, newsletter ogni sera che anticipava la timetable del giorno successivo, briefing alla partenza, coaching, lezione teorica di nutrizione di Elena Casiraghi e generalmente tanta disponibilità a fornire consigli.

La fatica: Esiste un dizionario dei sinonimi in cui fatica e triathlon sono proposti come alternative? Forse. Ho in mente un giorno in particolare in cui sono partito per fare il giro breve di scarico in bici e poi, preso dall’entusiasmo, mi sono ritrovato a ruota dei Pro a maledirmi per non aver girato la bici prima! Tanta fatica, doppi allenamenti ogni giorno (io che di doppi ne faccio pochi, al massimo 1-2 volte a settimana ma sempre di minore qualità e quantità). Ma fatica buona, di quella che si fa volentieri. Il tempo libero lo passavo spesso a letto, per cercare di recuperare il più possibile! Mi ero portato su 5-6 libri da leggere (il solito esagerato). Alla fine ne ho letto solo uno, manco a dirlo in tema con la settimana: “L’arte di correre” di Murakami.

La metodologia: è lapalissiano citare l’importanza della metodologia dell’allenamento nel nostro sport. È un aspetto che mi appassiona molto e che, limitatamente alle mie competenze personali, cerco di curare e di capire. Il TCamp ci ha fornito un programma di allenamento razionalizzato, abbiamo curato quantità, qualità e tecnica. E se una settimana non fa i miracoli nel trasformarti in un atleta di alto livello, sicuramente rappresenta un momento di confronto in cui imparare da chi ha più esperienza, anche nella metodologia di allenamento.

L’opportunità: il nostro sport è forse prima di tutto questo. Opportunità di riscoprirsi in una nuova dimensione; per qualche ora la settimana non siamo il nostro lavoro o il nostro ruolo sociale, siamo “solo” persone che si migliorano facendo sport. Che leggerezza. Opportunità di fare nuove conoscenze, di misurarsi agonisticamente con atleti più forti ma soprattutto con se stessi. A Predazzo abbiamo avuto l’opportunità di allenarci con campioni dello sport come Daniel, Ivan, Dega, Veronica, Margie, i ragazzi del progetto Uni.Team e non solo. Non capita spesso, ma soprattutto non capita in tutti gli sport. Indiscutibilmente un momento di crescita sportiva.

L’agonismo: Nel nostro sport ce n’è, da vendere! Poco importa il livello atletico, si ha sempre voglia di fare meglio; di battere oggi quello che eravamo ieri, di migliorare per essere più forti domani di chi oggi era più forte di noi. A Predazzo l’agonismo non mancava, di quello positivo, spinta propulsiva al miglioramento. Io la vivevo più come voglia di dare il mio meglio e, nel farlo, possibilmente, stare con chi consideravo più atleticamente più forte.

La condivisione: perché alla fine ciò che ci portiamo a casa dalle esperienze di vita sono le persone e i singoli momenti che ne impreziosiscono il ricordo. Forse perché eravamo un gruppo omogeneo, isomorfico per passione e stile di vita, forse perché lo sport e la fatica sono un catalizzatore di emozioni e in una settimana ti sembra di aver vissuto molto di più del normale. Fatto sta che ho un ricordo piacevole di come fosse naturale confrontarsi e conoscersi. Tanti atleti che ho conosciuto spero di rivederli, alcuni per un amichevole saluto, altri per un confronto agonistico (leggi: batterli alle gare!), intanto rimaniamo in contatto con i Social.

Un ringraziamento ai Capitani Daniel, Ivan, Micol, Elena a cui faccio i migliori auguri per i prossimi appuntamenti, sportivi e di vita.

Foto 12-08-15 09 30 24 AM

Per info www.trainsmart.it