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Un’attenta analisi della World Triathlon Series

La World Triathlon Series rappresenta il massimo circuito mondiale nella specialità del triathlon olimpico, introdotta dal 2009 (con il nome WCS – world championship series) assegna il titolo mondiale distribuito su più prove (solitamente 8) a differenza di quanto avveniva prima in competizione unica.

Dopo la gara disputata a Madrid il primo week end di giugno il circuito è giunto al “giro di boa”.

Analizziamo quanto accaduto in questa prima parte di stagione post olimpica, stagione particolare in quanto alcuni atleti iniziano in modo più blando la preparazione, altri decidono di dedicarsi per la stagione o per la restante parte della carriera ad  altre distanze, è così anche l’occasione per i migliori giovani di inserirsi nel circuito e lanciare la rincorsa alle olimpiadi di Rio del 2016.

In campo maschile, la stagione scorsa si era conclusa nell’ultima gara di Auckland con la vittoria di Gomez in volata su Jonathan Brownlee e la conquista di quest’ultimo della classifica finale del circuito, la gara più prestigiosa però, quella che assegnava il titolo olimpico, era andata al fratello Alistair che aveva saputo imporsi brillantemente nonostante una stagione condizionata da alcuni problemi fisici. Da un punto di vista tecnico la situazione derivante dalle ultime stagioni appariva chiara con i due Brownlee una spanna sopra tutti con il solo Gomez in grado di contrastarli.

In campo femminile il titolo olimpico era andato alla svizzera Spirig al fotofinish sulla svedese Norden, entrambe atlete che non abbiamo visto e non vedremo, salvo sorprese, in gara in competizioni WTS quest’anno (la Spirig è neo mamma e la Norden rientrerà più avanti, ndr). L’ultima gara di stagione aveva visto la prima vittoria nel circuito della tedesca Haug e la classifica finale del circuito alla già citata Norden.

Con queste premesse ci si affacciava alla stagione 2013.

Dopo quattro gare in campo maschile poco sembra cambiato ai vertici con la vittoria di Gomez ad Auckland, quella di Alistair Brownlee a San Diego (a cui fece seguiti un 10.000 in pista corso in 28’32” dopo pochi giorni), e le ultime due di Jonathan Brownlee a Yokohama e Madrid. I due Brownlee sono praticamente imbattuti quest’anno e nel frattempo Gomez ha anche avuto modo di conquistare senza troppe difficoltà un titolo europeo su distanza half ironman a Barcellona.

Nonostante la supremazia dei tre big abbiamo assistito a gare spettacolari e si è osservato un ulteriore accrescimento del livello tecnico  generale.

Il livello podistico, già elevatissimo, ha visto un ulteriore incremento, da una parte i fratelli Brownlee hanno mostrato ancora maggiore consistenza con frazioni finali ben al di sotto i 3’ al km e tanti altri atleti sono stati capaci di concludere la gara con uno split run vicino o inferiore ai 30’ oltre al solito Gomez, tra questi il sudafricano Murray, lo spagnolo Mola, il neozelandese Sissons, il portoghese Silva,ecc.

Le frazioni natatorie sono risultate sempre più tirate grazie ai vari Varga, Vasiliev, Zaferes, ecc., in grado di mettere in difficoltà buona parte dei partenti.

In questo scenario di sempre maggiore competitività si sono trovati ancor più a loro agio i fratelli Brownlee e lo spagnolo Gomez capaci di condurre gare a ritmi elevatissimi nel nuoto e nella bici senza “attendere” la corsa finale.  Visto l’accrescimento per livello e numero di forti podisti in gruppo, una strategia d’attacco si è già rivelata vincente e più “sicura” in due occasioni su quattro, nello specifico a Yokohama e Madrid, gare dove, per tecnicità del percorso e condizioni meteo nel primo caso e difficoltà altimetriche oltre alla tecnicità del tracciato nel secondo, la fuga in bici seguita alla selezione iniziale nel nuoto è risultata agevolata.

Nelle competizioni di Auckland e San Diego, dopo un primo ricompattamento del gruppo, i tentativi di fuga nella frazione ciclistica non sono mancati, tuttavia sono stati operati di atleti sulla carta “battuti” nella corsa finale che hanno ottenuto un esiguo vantaggio e sono stati quindi agevolmente saltati dai big nell’ultima frazione.

La classifica al giro di boa della serie mondiale vede al comando Gomez, più presente e continuo dei fratelli Brownlee, davanti al costante e competitivo portoghese Silva e al connazionale Mola. I fratelli Brownlee, pur imbattuti, pagano al momento le minori presenze (due competizioni su quattro per Jonathan e una Alistair).

Capitolo azzurri. Rientrati in gara a Madrid gli olimpici Fabian e Uccellari. Davvero di spessore la gara del primo, quinto a pochi secondi dal podio e tra i pochi al mondo in grado di reggere una fuga con Gomez e J. Brownlee. Buono quello di “Uccio” che si conferma molto competitivo nella corsa e mostra miglioramenti nel nuoto e nel ciclismo, fuori di pochissimo dal principale gruppo inseguitore, trentunesimo al traguardo avrà modo di conquistare risultati migliori nelle tappe successive.

In campo femminile, detto dell’assenza di Spirig e Norden, il quadro risulta molto più complesso con gare più imprevedibili e difficili da leggere.

La classifica della serie mondiale dice al momento Jorgensen (Stati Uniti), davanti ad Haug (Germania) e Stimpson (Gran Bretagna).

Si osserva anche in campo femminile un accrescimento tecnico in tutte e tre le discipline, forse anche più marcato che in campo maschile, ma in maniera meno uniforme tra le atlete, quindi molto spesso le forti nuotatrici del gruppo hanno carenze nel ciclismo o nella corsa e viceversa.

Le gare fin qui disputatesi hanno visto il successo della tedesca Haug ad Auckland, una conferma dopo il successo nell’ultima tappa dello scorso anno, i due successi della statunitense Jorgensen, probabilmente la miglior podista del circuito cresciuta ulteriormente rispetto allo scorso anno, a San Diego e Yokohama e quello della campionessa mondiale U23 Stanford, volto nuovo ai massimi livelli di questo inizio di stagione.

Per svolgimento, gare simili quelle di Auckland e Madrid dove dopo vari rimescolamenti tra nuoto e ciclismo si è presentato in t2 un gruppo compatto ma molto selezionato dalle asperità del percorso, con la tedesca Haug, tra le big, in grado di ricucire il gap accumulato nel nuoto, suo tallone d’achille.

Incerta e spettacolare gara di San Diego caratterizzata da una fuga a quattro con l’australiana Moffatt che sfiorava la vittoria superata nel finale solo da Jorgensen e Stanford. Gara decisa nella corsa a Yokohama con la Jorgensen che riusciva a bissare il successo della tappa di San Diego con una frazione frazione run inferiore ai 33’.

Per quanto riguarda le azzurre sempre positive le prove della Betto undicesima ad Auckland e diciassetesima a Madrid, costantemente con le migliori, ha mostrato un nuoto solido e un buon livello nel ciclismo e nella corsa, da migliorare ulteriormente per eccellere. Preparazione in Australia per la Mazzetti e due prove a ridosso delle prime ad Auckland (diciassetesima) e San Diego (ventesima), giornata no invece a Yokohama. Degno di nota il positivo esordio della Petrini ventottesima a Madrid in un campo gara assolutamente impegnativo.

Di seguito alcuni interessanti dati statistici sull’andamento delle gare descritto in precedenza.

 

Auckland – donne

Data: 6/7 aprile 2013

Nuoto: in mare senza muta, leggera onda

Percorso ciclistico: impegnativo e tecnico

Meteo: sereno

partenti

 

31
arrivate 24 – 77%
Primo gruppo in t2 12– 39% (vincitrice nel primo gruppo)
Run < 34’ 3 – 13%
Run < 35’ 5 – 21%
Run < 36’ 16 – 66%

 

Auckland – uomini

Nuoto: in mare senza muta, mare calmo

Percorso ciclistico: impegnativo e tecnico

Meteo: sereno

 

partenti

 

33
arrivati 28 – 85%
Primo gruppo in t2 2 – 6%
Secondo gruppo in t2 24– 73% (vincitore nel secondo gruppo)
Run < 30’ 2 – 7%
Run < 31’ 7 – 25%
Run < 32’ 15 – 54%

 

San Diego – donne

Data: 19/20 aprile 2013

Nuoto: in mare con muta, mare calmo

Percorso ciclistico: pianeggiante

Meteo: sereno

partenti

 

40
arrivate 36 – 90%
Primo gruppo in t2 4 – 10%

 

Secondo gruppo in t2 26 – 65% (vincitrice nel secondo gruppo)
Run < 34’ 4 – 11%
Run < 35’ 8 – 66%
Run < 36’ 18 – 50%

 

San Diego – uomini

Nuoto: in mare con muta, mare calmo

Percorso ciclistico: pianeggiante

Meteo: sereno

partenti

 

55
arrivati 46 – 85%
Primo gruppo in t2 3 – 5%
Secondo gruppo in t2 34 – 62% (vincitore nel gruppo inseguitore)
Run < 30’ 2 – 4%
Run < 31’ 10 – 22%
Run < 32’ 27 – 49%

 

Yokohama – donne

Data: 11/12 maggio 2012

Nuoto: in mare con muta, mare calmo

Percorso ciclistico: pianeggiante ma tecnico

Meteo: pioggia

partenti

 

22
arrivate 21 – 95%
Primo gruppo in t2 18 (vincitrice nel primo gruppo)- 82%
Run < 33’ 1 – 5%
Run < 34’ 4 – 19%
Run < 35’ 10 – 48%
Run < 36’ 17 – 81%

 

Yokohama  – uomini

Nuoto: in mare con muta, mare calmo

Percorso ciclistico: pianeggiante ma tecnico

Meteo: pioggia

partenti

 

38
arrivati 35 – 92%
Primo gruppo in t2 8 (vincitore nel primo gruppo) 21%
Run < 30’ 4 – 11%
Run < 31’ 12 – 34%
Run < 32’ 25 – 66%

 

Madrid – donne

Data: 01/02 giugno 2012

Nuoto: lago senza muta

Percorso ciclistico: impegnativo e tecnico

Meteo: sereno

partenti

 

53
arrivate 40 – 75%
Primo gruppo in t2 24 (vincitrice nel primo gruppo)- 45%
Run < 33’ /
Run < 34’ /
Run < 35’ 4 – 10%
Run < 36’ 7 – 18%

 

Madrid  – uomini

Nuoto: in lago senza muta

Percorso ciclistico: impegnativo e tecnico

Meteo:  sereno

partenti

 

62
arrivati 47 – 76%
Primo gruppo in t2 5 (vincitore nel primo gruppo) – 8%
Run < 30’ /
Run < 31’ 4 – 34%
Run < 32’ 13 – 21%