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UNI.Team e il suo primo laureato: “Un fisico sportivo”

A fine luglio il programma UNI.Team di Trento ha avuto il suo primo atleta laureato: si tratta del nuotatore Andrea Marcello Mambuca, classe ’91.

Di seguito trovate il racconto in prima persona che Andrea ha scritto riassumendo l’esperienza dei 3 anni trascorsi con UNI.Team Trento:

“Scrivo quest’articolo per tutti quelli che come me tre anni fa si sono trovati a dover scegliere tra sport e studio. Dover scegliere solo una delle due già a vent’anni comporta una limitazione forzata nei propri campi di interesse. UNI.Team mi ha dato la possibilità di non gettare la spugna in nessuna delle due gestendo autonomamente gli obiettivi in entrambe. In breve, UNI.Team dà la possibilità di SCEGLIERE entrambe. Già qui si capisce la speciale unicità delle opportunità del programma.
Sicuramente gestire più cose a livelli super alti non è una cosa facile, ma come insegna Alberto Bucci nella vita bisogna imparare a manovrare diversi ambiti senza necessariamente dedicarsi solo a uno di questi.UNI.Team dà la possibilità di mettere in pratica questo modello di vita. Non c’è un unico modo di affrontare il programma: a fronte di certe regole generali lo studente-atleta decide a seconda degli obiettivi in ciascun ambito come affrontare gli stessi.

Per quanto riguarda la mia esperienza sono partito da puro nuotatore con la voglia di migliorare i miei tempi personali di rana e stile libero, nelle mani di Silvano Aor. Fin da subito è stata fondamentale la condivisione del percorso con Bruno Aor, anche lui nuotatore all’inizio del cammino universitario: la condivisione di obiettivi personali con gli amici credo sia stata la forza motrice di tutti questi tre anni.

L’estate del primo anno ho chiuso i 100 stile libero in 55″7, più forte del mio best in corta, eseguito come primo frazionista di staffetta, che per chi mi conosce non é un caso. Nonostante non fossero oggettivamente tempi sbalorditivi lo sono soggettivamente per le soddisfazioni personali, in accordo con i miei obiettivi.

Nello stesso momento completo gli esami del primo anno, e mi preparo a vivere un agosto al mare per ricaricare le pile. Tornato a Trento, ho conosciuto la mia attuale fiamma e chiave di questi miei ultimi 2 anni, Ilaria Zane, tuttora atleta in crescita dell’UNI.Team. Il secondo anno è quello in cui ho dato il massimo nello sport: non salto un allenamento e, come si dice in gergo, li tiro tutti.

Purtroppo le energie per studiare calano, ma non ho mai mollato la presa; a gennaio mi è stata data la possibilità di fare un ritiro a Pescara di allenamento per i cosiddetti doppi, e sempre con Bruno non mancano le sfide alla morte. Anche il nuotatore Paolo Soresina ci dà del filo dà torcere. Rientrati a Trento, stabilisco i personali nei 100, 200 stile e 200 rana in 54″6, 1’58″8, 2’26″5 rispettivamente. I primi 2 sempre come primo frazionista, in staffetta. Più che soddisfatto. Anche la sessione di esami termina in pari. L’estate dello stesso anno ritiro a Predazzo, la casa della squadra, nelle mani di Alberto. In questo periodo faccio gli allenamenti migliori della carriera, sia in termini di tempi che di forma fisica. Tornato a Trento e terminati gli esami estivi affronto i regionali di nuoto, che purtroppo non hanno reso il lavoro fatto.

Nonostante la delusione sportiva mi sono regalato 6 settimane di mare, e nuove porte mi si aprivano. Nello specifico é nata la voglia di provare con il triathlon, ricordo ancora le emozioni provate nel tifare i compagni nella gara di Lido delle Nazioni. Il ricordo più bello di questo periodo di passaggio, dopo un’uscita di corsa il capitano Andrea Pederzolli mi offre la proposta di partecipare ai Campionati Italiani di Triathlon nella gara a Crono TT, 4 ottobre 2012 a Tirrenia. Per l’occasione la squadra schiera Andrea Pederzolli, Gianluca Pozzatti, Alessandro Degasperi, Gabriele Caretta. La gara è un culmine di emozioni che ancora sento forte dentro: ancora inesperto nelle frazioni di bici e corsa, il mio ruolo è di dare una mano alla squadra nella frazione di nuoto. Tale motivazione, l’orgoglio di far parte del gruppo, di dare il mio contributo, anche se piccolo, in un’occasione così importante come quella dei Campionati Italiani di Triathlon Sprint, mi danno forza ad ogni bracciata, e stimoli incommensurabili di fare bene. Terminato il mio compito natatorio, comincia un’altro non da meno: tifare e sostenere il resto della squadra. Grazie allo straordinario talento dei miei compagni nelle altre due frazioni, il risultato è pazzesco:ARGENTO, vice campioni italiani, secondi solo alla A.S. Minerva Roma per solo mezzo secondo. Tutto il team, allenatori dirigenti e altri membri del progetto gioiscono all’unisono alla stupenda notizia. Ecco la foto del podio.

 

Si torna a Trento con la voglia di allenarmi sul serio per riprovare le bellissime emozioni di questo sport, in precedenza del tutto sottovalutato ma che invece è in grado di regalare gioia e divertimento dal pre gara al post gara compresi.

Nel frattempo cambio tecnico di nuoto: prima Eleonora Marchini poi Alessandro Pontalti e tornano nuovi stimoli in Coppa Brema: distruggo i personali nei 200 misti e grazie anche al talento del fortissimo Riccardo Wasserman e di tutti gli altri membri, ripetiamo per il secondo anno di fila il secondo posto in classifica provinciale per la squadra A.S.D. DOLOMITICA NUOTO, con un gap ancora minore dalla prima Rari Nantes Trento.

Intanto si avvia la sessione invernale del terzo anno, piuttosto impegnativa, e costretto a ridurre gli allenamenti di corsa, decido di concentrarmi sui regionali di nuoto con l’obiettivo dei 50 rana, obiettivo raggiunto con 31″5. Intanto la laurea si avvicina e mi concentro parecchio sugli ultimi esami: voglio chiudere bene l’Iter universitario. Non mancano gli obiettivi sportivi: Campionati Universitari Italiani a fine Maggio, che avrei condiviso con l’amico Bruno, con i quali puntiamo a chiudere l’anno sportivo. Per riuscire a non saltare i corsi, UNI.Team riesce ad ottenere le corsie la mattina molto presto, si nuota dalle 6 alle 8. Carico degli obiettivi dei Campionati, mi alleno con un buon impegno. Dall’altra, riesco ad anticipare qualche esame della sessione estiva e studio inglese, in vista dell’esame finale e delle scelte future: Doppia Laurea in Fisica Trento-Trieste. In vista di quest’ultimo, ottengo il certificato B2 richiesto. Purtroppo ricevo una notizia spiacevole: i Campionati vengono annullati. Preso atto di ciò, con una nota di amarezza, decido di concentrarmi sugli esami Universitari con un nuovo stimolante obiettivo: concludere gli esami entro fine Giugno per potermi laureare a Luglio. La tesi scelta già a Maggio con il Prof. Paolo Fornasini, sulle origini della irreversibilità macroscopica e il suo rapporto con le leggi fondamentali della fisica, reversibili.

Condivido questi ultimi steps principalmente con Daniele Debernardis, Lorenzo Crippa e Fabio Mascherpa, con i quali non mancano interessanti discussioni fisiche. In questo periodo riesco a sfruttare l’allontanamento dalla vasca, e concludo gli ultimi esami con voti brillanti alzando significativamente la media.

Così il grande giorno 24 Luglio arriva: la tensione è alle stelle, così come l’emozione di avere i miei più cari amici alle spalle. Dai genitori, a mia sorella, alla mia ragazza, ai compagni Universitari e di squadra.

La Discussione vola, le domande dei Professori mi stimolano parecchio e in quella mezz’oretta si concentrano tutta l’enfasi, la passione, lo studio accumulati nei tre anni. Presto arriva anche l’altro grande momento: davanti all’intera Commissione di Laurea, il Direttore di Dipartimento Lorenzo Pavesi mi proclama Dottore in Fisica con la votazione di 104 su 110. Un grande applauso degli amici e una grande fiamma dentro di me si accendono all’istante. Subito si avviano i festeggiamenti: si parte con un bel brindisi, poi gli attesi scherzi e il famoso papiro mi regalano momenti indimenticabili, con una gioia e soddisfazione incommensurabili.

E ora eccoci qui a tirare le fila di questo bellissimo percorso, che in primis mi ha insegnato la capacità di darsi obiettivi importanti e ragionati, e riuscire a conseguirli. Non è importante se a volte qualche step non risponde alle aspettative, fa parte del gioco. Tali momenti di smarrimento servono tuttavia a dare senso ai successi stessi, e aiutano a fortificarsi. Ciò che è importante è avere degli obiettivi che siano di maggior portata, individuati da un percorso che comprenda gli steps di cui sopra. Ed è altrettanto importante credere a questi obiettivi, accettando coraggiosamente gli eventuali smarrimenti: il senso è dato da quanto di sè stessi viene investito nel percorso globale.

Conscio dei miei prossimi obiettivi, mi preparo ad affrontare il mio futuro con la voglia di regalarmi il più possibile emozioni quali quelle di questi ultimi giorni.”