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Vi racconto… Valtellina extreme

E’ rosso.

Ringrazio per l’obbligo di pausa che mi toccherà “mio malgrado” fare e per l’auto presente al semaforo che mi da  la possibilità di chiedere un informazione di cui, peraltro , so già la risposta .

Funziona così,  nei frangenti in cui la stanchezza si fa sentire  mi cresce la paura di sbagliare percorso e, anche se non ci sono alternative di strada, il sentirmi dire che sono sulla via giusta mi rinfranca donando  un surplus di fiducia in me stesso ( – visto che non hai sbagliato andrea ? )

 

E’ una vecchia Fiat Punto color grigio anonimo  condotta da un personaggio attempato (forse col il cappello) .

Scatta il verde mentre il vetro della vettura si abbassa in modo non omogeneo  denotando l’assenza di vetri elettrici , tutto è calmo, l’aria è ferma , non c’è un anima ulteriore in giro  oltre a lui, me e la mia stanchezza.-       Mi scusi, per Bormio ?
La risposta è quella che sapevo , quella che volevo sentirmi dire .

Due chiacchere veloci  con il gentilissimo personaggio mi portano ad indagare sulla distanza

–       10 km e passa la paura , affermo sorridendo
A volte bisognerebbe imparare a stare zitti  …..

–       No no , saranno almeno 20  e le tocca fare anche della salita .

Delusione forte …. sconsolazione/dolore mentale.

E’ sempre una botta strana quando le tue certezze  si sgretolano in un attimo e lo è ancora di più in un momento di stanchezza estrema.

E’ un attacco alla tua positività, al tuo lavoro mentale  che, peraltro, non sortisce nessun effetto negativo  vista la poca distanza che mi divide dalla linea  finisher.

Pochi istanti per riassettare la mente digerendo le nuove tempistiche e la ruota scivolava già sull’asfalto col suo rumore caratteristico .

Qualche minuto per dirmi “ dai Andrea adesso ti metti d’impegno e vedrai  che ….”

Pochi secondi per sorridere  verificando sul mio  Garmin ,  che l’impegno produceva  una velocità variabile dai 18km  ai 22 km orari in pianura  il che si traduceva, sfruttando un’ equazione istantanea, ad oltre un ora di pedalata .

Pazienza , serviva solo un altro attimo di pazienza (tanta ne avevo già messa in fondo) per concludere, respirando un’altra forte emozione, quel gioco iniziato ormai da 35 ore e conosciuto col nome di Valtellina Extreme.

Colpa (fortuna)  di una locandina intrisa da una particolare aria magica. Un immagine con il potere di rapirti e trasportarti dentro ad una sfida dura ed emozionante, immersa in uno spettacolo naturale dei più maestosi dove carpisci la potenza della natura riprendendo le sembianze di una piccola parte  di essa.

Occhi fissi  su quei numeri da paura, 467 km , 12.550 metri D+ mentre quella misteriosa forza spinge sempre maggiormente.

Non il 467 ma i 12.550 D+ , erano loro che giravano vorticosamente nella mia mente  lavorandomi ai fianchi come capita ad un pugile in difficoltà chiuso all’angolo.

Era una decisione presa in partenza  (mi succede sempre così),  seguita a breve dalla classica ufficializzazione vocale con gli amici e via web per incanalare il pensiero totalmente in quel tunnel emozionale che se da un lato mi impauriva per quel mare di salite che avrei dovuto affrontare dall’altro  mi rassicurava per la certezza di una condizione fisica/mentale notevole.

Si aggiungeva inoltre il l supporto di patners che anche in quest’occasione mi avrebbero affiancato .Ringraziamenti quindi , dovuti e sentiti  a:

– Fondriest Italia e Silvio (l’agente) per la fornitura di una splendida e fiammante Fondriest F2 esteticamente molto belle e tecnicamente molto valida

–       InBici mensile specializzato con il quale collaboro che mi ha procurato l’accredito come giornalista/partecipante

–       Enervit  sempre di supporto alla mia voglia di faticare con i propri reintegratori che mi ricaricano di vitalità fisica aiutandomi nel recupero

–       Claudio  del Surfing Shop sempre disponibile nel smontare,  montare, adattare …

–       Us Bormiese per l’accoglienza e la gentilezza dimostrata in tutto il corso dell’esperienza

–       Pelo  per quel minimo di  ……..  che mi permette di vivere e respirare emozioni fantastiche.

 

Si va!!!Il 14 giugno di buon ora tarda (per affrontare una trasferta del genere)  salgo in auto  puntando il muso verso la rinomata località montana che sarà raggiunta, non senza qualche problema di navigatore satellitare, dopo oltre 5 ore.Bormio , bella e ordinata, classicamente montana, mi accoglie presentandomi subito, alla mia sx,  l’hotel riservato dalla U.S Bormiese per il soggiorno.

L ’Hotel Rezia  o Grand hotel rezia  mi da il benvenuto nei panni di un gentilissimo signore barbuto  che mi fa strada verso il garage, mi consegna le chiavi della stanza/appartamento e , non volontariamente, mi porta fuori strada narrandomi di 2500 partecipanti , di una partenza alle ore 8,00 con colazione prevista alle 6,00.Rimango un po’ allibito  e perplesso , non che sia un esperto di randonne, ne avrò fatte 5/6, ma il numero di partecipanti mi sembrava veramente eccessivo  e poi avevo letto partenza alle 5,00 …..Con tutti i miei dubbi e la colazione fissata per le 6,00 (lui aveva letto nel programma per controbattere e tranquilizzarmi) esco  dirigendomi al quartier generale della Valtelina Extreme  dove vengo accolto dal , credo, presidente che mi spiega la contemporaneità di due manifestazioni ciclistiche

1- 2500 belgi che già da qualche giorno giravano nei passi attorno a Bormio e che avrebbero concluso  il loro week end proprio  l’indomani  passando in orari diversi su alcune strada che avremmo fatto noi

2- la Valtellina Extreme  che aveva come base il piccolo stadio sottostante al palazzo del ghiaccio e avrebbe avuto inizio alle 5,00 (peccato avevo già fatto gola a quelle ore in più di sonno) con un numero di 100 persone circa al via.Andiamo giù al quartier generale  dove mi mostra tutto , mi presenta Simona che mi consegna il pacco “gara”  accompagnandomi poi , molto gentilmente, nei pressi di una pizzeria in centro dove ho, con molta calma visto il belgiame  che occupava praticamente ogni buco di Bormio, gustato una buona pizza  seguita poi da un grande gelato offertomi da Pelo proprio mentre rientravo n albergo.

Doccia , due chiacchere telefoniche con Paola e quello che desideravo  fosse  meritato riposo  in attesa delle 4 di mattina.

Purtroppo a causa di una combinazione di eventi

A – il famoso piumino in dotazione degli alberghi in montagna 365 giorni all’anno che , se sei coperto sudi se stati scoperto hai freddo

B – la tensione delle grandi sfide

quel che rimaneva della notte passò nel bianco più assoluto  tra un andirivieni di copri, scopri gira, rigira  e giochi mentali .

Inesorabile il suono della sveglia cantò le 4  mettendo  ancora una volta in evidenza il repentino cambio di volontà .

Se fino a 5 minuti prima non vedevo l’ora che arrivasse l’ora per mettere fine a quello “scempio” di sonno  in quel preciso momento scattava il desiderio di avere ancora a disposizione 10 minuti , mezz’ora per poter dormire posticipando quella che sarebbe stata una fatica che già la mente considerava impegnativa ma che ancora non sapeva quanto .

Appena 15 minuti  per essere lavato, vestito ed ingloplato dentro all’auto con direzione quartier generale dove nel effettuare le manovre di trasloco materiale da vettura a stadio  constato che Claudio si è dimenticato di montarmi i porta borraccia nella Fondriest F2 facendomi partire già con una piccola salita ancor prima di montare in sella .

La soluzione di portare la borraccia nello zaino non era certo delle più comode, il camel bag  lo avevo lasciato volutamente a casa , tanto ho le borracce ….. Fortunatamente c’è il presidente, credo , della U.S Bormiese  che  con estremo atto di gentilezza, mentre sgombro il tavolo colazione mangiando di tutto,  fa un salto veloce a casa rimendiandone uno  che troverò già montato. BURP!!!

 

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